Francescato. Quando per l’emozione basta un nome

Il solito attentissimo Christian Marchetti di Solorugby ci racconta del debutto di Enrico Francescato, nipote 17enne del compianto Ivan.

Tarvisium – Unione Bolognese 19-3. Un match di Serie B all’apparenza come tanti, se non fosse che è già diventato un piccolo pezzo di storia. Tra le fila del club veneto ha esordito Enrico Francescato, 17 anni, ultimo della più celebre stirpe rugbistica italiana. Ha giocato nel suo ruolo, quello di mediano di mischia, accanto ad un altra giovane promessa come lui: Piccinato.
La storia dunque si ripete e un Francescato torna a giocare nella prima squadra di un team trevigiano.

Ali Williams è tornato. Troppo tardi per gli All Blacks?

Stefania Mattana su Rugby 1823

Ali Williams ritorna sui campi da rugby. La seconda linea All Black haesordito ufficialmente a Billesley Common, in casa del Mosely, la settimana scorsa. Williams è entrato negliultimi 22 minuti, segnando così il suo definitivo rientro dopo l’infortunio al tendine d’ Achille, rimediato un anno fa durante una partita di preparazione alla stagione rugbistica australe. Un primo passo per la riconquista della maglia All Blacks in vista dei mondiali, come ci racconta Stefania Mattana.

Praticamente impossibilitato a giocare da quasi 24 mesi, il ventinovenne ha firmato la scorsa estate un contratto di 4 mesi con il Nottingham, con l’ obiettivo di ottimizzare la sua preparazione in vista del Super 15.
Al termine della partita (per la cronaca, Nottingham ha battuto Moseley 36-12), il veterano dei tuttineri si è detto felice e abbastanza soddisfatto della risposta del suo fisico alle prime sollecitazioni in partita. Giocare contro gli avversari e allenarsi non è la stessa cosa: i ritmi di gara e la resistenza aerobica e muscolo-tendinea possono dare risposte diverse durante una competizione ufficiale, e questo Williams lo sa bene.
“L’ idea è di crescere con costanza: prima 20 minuti, poi 40, 60, fino ad avere sulla gambe un’ intera partita – ha dichiarato il neozelandese al Post Birmingham –. Roma non è stata costruita in un giorno; devo solo avere pazienza e fare le cose con calma, senza esagerare”.
E se la pazienza è la virtù dei forti, la paura e il ricordo degli infortuni sono i fantasmi che accompagnano gli esordi di chi non entra in campo da un pezzo: “È stata davvero dura stare fuori per due anni. Ho subìto tre operazioni sempre alla stessa gamba e prima della partita mi sentivo molto nervoso. Non nascondo che ho sentito le farfalle nello stomaco: ho avuto paura per il mio tendine ricostruito, ma per fortuna è andato tutto bene. È importante stare bene anche a livello psicologico, specie quando si affrontano queste situazioni. Il bagaglio esperenziale e la condizione mentale possono essere determinanti”.
Sicuramente, Ali non ha perso la tenacia e la determinazione, e ora che ha superato questa settimana difficile si dice pronto a ricominciare per arrivare al 100%. E gli obiettivi che si è fissato non sono certo dei meno ambiziosi: “Credo che questo sarà un grande anno per me. Voglio riprendere i ruoli che avevo due anni fa e vestire le maglie che ho perso con gli infortuni”.
Una speranza per la Nuova Zelanda, che potrebbe ritrovarlo al massimo della forma per i Mondiali in casa.

Sei Nazioni femminile: radiografia dei contendenti

Un articolo scritto da Brendan Wallace

A poco meno di un mese dall’inizio del 6 Nazioni femminile, dando rapidamente un’occhiata alle rose delle 6 pretendenti, ci si può già fare un’idea piuttosto chiara dei temi che saranno proposti dal torneo, cominciando dall’Inghilterra alla quale non si può che attribuire il ruolo di favorita. Il XV della Rosa si presenta sostanzialmente con la stessa squadra che ha sfiorato la vittoria in Coppa Del Mondo. Solamente Sarah Beale e Amber Pentrith hanno deciso per il momento di prendere una pausa, che però non è detto sia definitiva. Le inglesi con un coach ed un capitano ampiamente riconfermati lasciano presagire che anche per questa edizione la corsa sarà aperta solo per la seconda piazza.

Quella che dovrebbe essere la principale antagonista delle inglesi è la Francia, ma se si scorre la lista delle atlete che comporranno il gruppo per il 6 Nazioni, ci si accorge che non ci sono i nomi Sandrine Agricole, Fanny Horta e Marie-Charlotte Hebel ovvero il meglio delle transalpine all’ultimo 6 Nazioni ed all’ultima Coppa Del Mondo ed allora viene da pensare che la campagna francese non si presenti come una delle più semplici.

Della nuova Irlanda senza Jo O’Sullivan, Orla Brennan ed Helen Brosnan si sa già da tempo e sono proprio le parole del coach irlandese a descrivere meglio la situazione di quasi tutte le squadre: “sarà un anno in cui dovremo preoccuparci poco dei risultati e molto di ricostruire il gruppo”.

Nella parte bassa del tabellone dello scorso anno troviamo Italia, Galles e Scozia.

Le Highlanders hanno già iniziato la loro campagna di preparazione al torneo giocando un’amichevole con la Spagna il 3 Gennaio. Senza un’allenatore, senza Donna Kennedy, Lynne Reid (il capitano dell’anno scorso) ma soprattutto senza Lucy Millard la più talentuosa tra le giocatrici scozzesi (eletta miglior centro al mondiale londinese), le scozzesi hanno presentato una squadra notevolmente ringiovanita con dodici nuove giocatrici nelle ventidue schierate. L’esordio non è stato dei migliori. Le ragazze col cardo hanno tenuto un tempo e poi sono crollate subendo ben cinque mete dalle iberiche campionesse d’Europa in carica. Al momento potremmo ipotizzare la Scozia come la più debole delle sei.

Anche il Galles dopo la non brillante Coppa Del Mondo ha iniziato una completa ristrutturazione, in parte voluta in parte imposta dal ritiro delle molte veterane della squadra. Mel Berry, Jamie Kift, Catrina Nicholas, Gemma Hallett, ma soprattutto Naomi Thomas (56 caps con la maglia numero dieci) e Non Evans vero momumento del rugby femminile gallese e mondiale: 87 caps e 64 mete con la maglia del Galles. In più la Scozia e come la Francia al momento è senza allenatore ed a meno di un mese dall’inizio del 6 Nazioni questo non è certamente un dato positivo, mentre il Galles ha appena scelto come nuovo coach Kris De Scossa, sperando che non sia già troppo tardi per preparare al meglio il torneo. 

Per quanto riguarda l’Italia, le azzurre di Di Giandomenico e Porrino (nuovo Scrum Coach azzurro) sembrano avere tutte le carte in regola per confermare quanto di buono è stato fatto lo scorso anno. Il gruppo è sostanzialmente lo stesso, con atlete ancora piuttosto giovani ed alcuni inserimenti che già hanno dato ottimi risultati nella recente Coppa Europa, nella quale le azzurre hanno conquistato l’argento. Irlanda (a Rovigo) e Galles (a La Spezia) sembrano essere partite alla portata delle azzurre così come la Scozia pur da affrontare in trasferta. Tutte queste però sono naturalmente solo supposizioni, l’ultima parola sarà quella del campo. 

 

Che succede al di là della Manica

Da Right Rugby

C’è chi è a quota tredici partite giocate, chi a 12, chi addirittura a 11. E quindi la classifica dell’Aviva Premiership è in attesa di registrare i dati effettivi e reali.
Ci penserà Sky Italia a darcene contezza, aggiungendo una gara settimanale del campionato inglese all’offerta rugbistica delle Coppe Europee e dei Test Match. L’emittente di Murdoch si affianca così a Sportitalia col Top14 (partita da un po’ ma anch’essa in ritardo rispetto all’inizio del campionato: forse entrambe le emittenti han strappato così qualche sconto) e a Rai Sport per quanto riguarda l’Eccellenza. Queste ultime offerte sono in chiaro rispetto al criptato di Sky e fin che dura di Dahlia per la Celtic League ma sorry, non siamo di quelli che partecipano al finto stracciamento di vesti neo-pauperista: non comprendiamo il problema, lo sport si vede pagando il biglietto non scavalcando i cancelli e persino quelli del calcio si accontentano da anni di live commentati senza immagini.

L’ultimo turno di Premiership ha offerto emozioni al vertice in particolare, con il big match di sabato tra Leicester TigersNorthampton Saints, vinto dai padroni di casa per 27-16. Due modi di impostare il gioco tanto diversi da regalare molte emozioni già nella prima parte dell’incontro: palla al largo per i Saints, forti di un triangolo allargato consolidato e potente; raggruppamenti e ball carrier abrasivi per le tigri che alla fine ruggiscono ben più forti. L’estremo di Northampton e della nazionale Ben Foden apre le danze dopo nemmeno un minuto, nella prima sfuriata offensiva dei suoi assistito da Chris Ashton, guarda caso. Dopo 10′ siamo già sull’8-7, perché i Tigers rispondono con la meta di Craig Newby, che chiude al meglio l’avanzamento per autoscontri degli avanti, compreso il nostro Martin CastrogiovanniToby FloodStepehn Myler si confrontano nei piazzati e si fila negli spogliatoi sull’11-10 per Leicester. Nella ripresa, il colpo del ko sta nell’organizzazione degli uomini di mischia di Welford Road che si muovono con il giusto timing sia in rimessa che in mischia, con Dan Cole – sostituto di Castro – che mette sotto l’enorme Soane Tonga’huia. La meta del pilone argentino Marcos Ayerza al 63′ arriva dopo un’altra touch nella metà campo avversaria, dallo sfondamento diJordan Crane e dal blitz di Ben Youngs. Meccanismi ben oliati che consentono ai campioni in carica di rimanere sopra a tutti in classifica, dopo un inizio di stagione durante il quale hanno preso le misure. Partita tosta sul piano fisico, coi Santi vittime: AshtonLawesGeraghty han tutti dovuto abbandonare il terreno di gioco per infortuni.

Altro primo tempo denso di occasioni ed emozioni quello del derby tra HarlequinsLondon Wasps al The Stoop di Twickenham, sempre sabato pomeriggio. I Quins vincono e si mettono in coda alla volata delle prime in questo scontro diretto che per il pilone di casa Joe Marlersignifica prima meta in stagione al 16′, dopo un accampamento sotto i pali delle vespette e la palla che naviga al largo finché non giunge nelle mani sicure di Marler. Cinque minuti più tardi, il cotonato Richard Haugthon replica sgusciando via ai placcaggi avversari. Ma tra il 31′ e il 36′ gli arlecchini premono sull’acceleratore e vanno a marcare pesantemente con l’estremo Mike Brown, lasciato senza marcatura sul lato chiuso dopo una ruck sui cinque metri e la terza lineaNick Easter, sempre da un’azione portata a ridosso dell’area di meta dal pack. Finisce 17-10. Buoni preparativi per Abu Dabhi e Quins squadra più in forma del momento con le Tigri.

Altro match divertente tra GloucesterExeter Chiefs, molto meno pericolosi fuori che in casa, vinto dai primi per 37-23. Si esercitano e bene nel coast to coast i Cherry&Whites: unJames Simpson-Daniel in gran forma contribuisce alle mete del mediano Rory Lawson e dell’estremo Olly Morgan che chiudono le volate offensive dai padroni di casa dai propri 22. Lo stesso Simpson-Daniel al 50′ si leva la soddisfazione di mettere il suo nome nel tabellino dei marcatori. Finisce 5 mete a tre: per Gloucester vanno a segno anche l’ala Charlie Sharples eAkapusi Qera, mentre i Chiefs hanno il merito di essere offensivamente sempre svegli, con la terza linea Tom Johnson e la doppietta del secondo centro, l’altro nazionale figiano (con Qera)Sireli Naqelevuki (65′ e 80′) che dimostra tutta la sua bravura con i piedi in occasione della prima marcatura.

Infine, ieri pomeriggio, al Vicarage Road di Watford è andata in scena l’ultima del sudafricanoBrendan Venter con i suoi Saracens che superano i London Irish per 12-6. Venter torna in patria con tutta la famiglia, con una vittoria e lasciando i Sarries secondi in classifica, a sei lunghezze dai Tigers. Gli Exiles invece sono a secco di vittorie dal 31 ottobre. Sono i quattro calci della giovane apertura Owen Farrell a bastare ai padroni di casa, dopo un primo tempo conclusosi sul 6-6. Ci mancherà il buon Brendan.

Finisce in pareggio il match di venerdì sera tra Newcastle FalconsShale Sharks (19-19), mentre Bath fatica con il Leeds Carnegie che, per quanto ultimo, dopo aver finalmente vinto anche in campionato ha trovato linfa, arrivando a pareggiare i conti al 60′ con la meta del tallonatore Steve Thompson per il momentaneo 13-13, dopo aver rincorso i padroni di casa che all’inizio della ripresa avevano marcato pensante con il solito Nick Abendanon al 41′. Ma il piazzato di Olly Barkley al 69′ regala quattro punti al Bath.

La classifica, come detto, risente anche delle partite da recuperare per alcune squadre, colpa del maltempo del mese di dicembre. I Tigers (13 partite all’attivo su 13 turni) guidano con 44 punti, seguiti dai Saracens (13) a 38 assieme ai Saints, che però hanno due partite in meno. Harlequins (13) a 34 punti, London Wasps (13) a 33, Gloucester a 32, ma anche lei con solo undici partite giocate. Settimi gli Irish con 31 punti (13), poi Bath a 27 (11), Exeter Chiefs a 23 (12), Sale Sharks a 20 (12), Newcastle Falcons a 12 (11) e chiude Leeds a 8 (11).

Cavalieri-L’Aquila: la fotogallery degli Scudieri

Gli Scudieri sono i tifosi organizzati che seguono le gesta (è il caso di dirlo) dei Cavalieri Prato. Ecco le foto della gara di ieri: per vederle tutte cliccate qui