Sulla pagina facebook di Sergio Ciarrocca (che spero non me ne voglia…)
Sulla pagina facebook di Sergio Ciarrocca (che spero non me ne voglia…)
Da Right Rugby
Oggi due anticipi, poi le altre gare sabato e domenica: decolla immediatamente l’ultimo giro di orologi della fase a gironi della Amlin Challenge Cup, dopodichè ne rimarranno solo cinque per le fasi a eliminazione diretta – assieme a tre calanti dalla Heineken Cup – e se ne riparlerà ad aprile. Caratteristica della sesta e ultima giornata di Coppe sarà la concomitanza delle due partite di ogni girone, anche se gran parte dei giochi sono già fatti e dove ancora non lo fossero, tutto sarà deciso in una sola delle due partite.
| Data | Ora locale | Pool | Squadra in casa | Squadra in trasferta | Stadio | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 20/01 | 19:45 | P5 | Gloucester Rugby | v | Agen | Kingsholm | ||
| 20/01 | 20:45 | P5 | La Rochelle | v | Femi-CZ Rugby Rovigo | Stade Marcel Deflandre | ||
| 22/01 | 15:00 | P2 | El Salvador | v | Sale Sharks | Campo de Pepe Rojo | ||
| 22/01 | 15:00 | P2 | Petrarca Rugby | v | Brive | Stadio Plebiscito | ||
| 22/01 | 18:00 | P1 | Connacht Rugby | v | I Cavalieri Estra | The Sports Ground | ||
| 22/01 | 18:00 | P1 | Harlequins | v | Bayonne | The Twickenham Stoop | ||
| 22/01 | 20:45 | P3 | Bourgoin | v | Newcastle Falcons | Stade Pierre Rajon | ||
| 22/01 | 20:45 | P3 | Montpellier | v | Exeter Chiefs | Stade Yves du Manoir, Montpell | ||
| 23/01 | 14:00 | P4 | Leeds Carnegie | v | Bucharest Oaks | Headingley Stadium | ||
| 23/01 | 15:00 | P4 | Crociati Rugby | v | Stade Francais Paris | Stadio XXV Aprile |
Giovedì sera il primo a chiudere sarà il Gruppo 5: non deve illudere la teorica contendibilità del primo posto – Stade Rochelais 19 punti, Gloucester 16, Agen 15; se infatti Gloucesterdarà il massimo in casa con Agen, anch’essa teoricamente ancora in corsa, lo Stade Rochelaiscon 3 punti più degli inglesi e 4 più dei cugini, riceverà Rovigo, unica squadra del torneo con zero punti, peggior attacco (solo 38 punti fatti in 5 gare) e seconda peggior difesa davanti al solo Cetransa spagnolo. Perdere il primato per i Maritimes sarebbe quindi un harakiri fuori da ogni ordine di possibilità. Spiace dirlo dei rodigini, ma l’umiliazione di venir presi così sottogamba è solo conseguenza dell’andare in Europa “perchè bisogna”.
Nel primo pomeriggio di sabato ci saranno le inutili (ai fini della classifica) partite del Gruppo 2:Brive è già qualificata con un turno di anticipo e farà passerella a Padova, speriamo che i petrarchini siano attrezzati per approfittarne, mentalmente prima di tutto, dato che in questa partecipazione al torneo c’è qualche brutta figura da far dimenticare. In tale ottica, è di questi giorni la notizia del ritorno all’ombra del Santo di Ludovic Mercier, dove avrà pare anche un incarico tecnico; speriamo che la presenza del capocannoniere di tutti i tempi della Euro Challenge serva da stimolo.
Dopo il Gruppo 2, nel pomeriggio inoltrato di sabato ci saranno le due gare del Gruppo 1 ma la partita che conta è una sola: Harlequins – Bayonne, con gli inglesi avanti di 4 punti più il fattore casalingo, cosa che spinge a prevedere un esito scontato, salvo inopinabili catastrofi. L’altra gara, ininfluente, vedrà i Cavalieri Prato in tosta trasferta nelle brughiere di Galway a trovare un Connacht esaltato dalla vittoria di Baiona e dal dente avvelenato coi toscani, che a questo punto son costati agli irlandesi la concreta possibilità di qualificarsi.
Nella serata di sabato sarà di scena il Gruppo 3: situazione del tutto analoga al gruppo 1, anche qui conta una sola gara, Montpellier – Exeter ma il vantaggio è ribaltato a favore dei francesi, avanti di due punti. Oltretutto i Chiefs si esaltano in casa.
Domenica infine toccherà al Gruppo 4, ma sarà solo passerella: lo Stade Francais già qualificato è atteso a Parma versante Crociati.
La sera di domenica è molto probabile che la Amlin Euro Challenge abbia un accento con le erre arrotate alla francese: due squadre transalpine sono già qualificate e salvo sorpresone saranno 4 i team transalpini su 5 promossi – anche se il caso Bayonne perdente con Connacht in casa lo scorso weekend spinge alla prudenza, aprendo qualche spiraglio a favore della determinazione anglosassone.
I quarti di finale di aprile saranno giocati secondo tabellone, mentre le contendenti per le semifinali saranno sorteggiate. Per i quarti, le migliori quattro qualificate tra le prime in termini di punti fatti giocheranno in casa: la migliore contro la peggiore tra le prime, mentre le altre tre prime dei gironi Challenge saranno contrapposte alle squadre che scenderanno dalla Heineken Cup. Cioè a dire, conviene moltissimo finir prima tra le prime e la più ben messa al riguardo manco a dirlo è lo Stade Francais con 24 punti. Segue il Brive (23) che come lo Stade scenderà in Italia, a complicare le speranze di belle figure delle nostre contro squadre già appagate.
Da Solorugby
“Credo che le opinioni del nostro tecnico si riferissero all’intero movimento, non esclusivamente al caso Lazio. Anche perché da parte nostra non cerchiamo certo invasioni di campo, né abbiamo intenzione di mettere becco sul lavoro del signor Cavinato”. Lontano dai clamori giornalistici, anche un filo imbarazzato per una vicenda “che forse non merita tutto questo clamore”, il presidente della Lazio Alfredo Biagini interviene così sulla polemica a distanza tra il tecnico della prima squadra della Mantovani Alfredo De Angelis ed il ct dell’Italia Under 20 Andrea Cavinato.
Una polemica che ha trovato un’altra cassa di risonanza qualche ora fa sul blog Rugby1823, utilizzato dal commissario tecnico azzurro per togliersi un sassolino dalla scarpa. Rispondere cioè a brutto muso all’accusa di De Angelis, che ai microfoni di “Quelli che… il rugby” giovedì scorso ha parlato di un presunto “pregiudizio da parte di alcuni rappresentanti della Fir” in merito alle convocazioni per l’Italia Under 20 (ma non solo). “Quando si fanno certe affermazioni sarebbe il caso di sapere ciò che si dice – la risposta di Cavinato – In questi giorni si radunano le nazionali Under 20 e Under 19 e i giocatori della Lazio convocati sono cinque”. E ancora: “La Lazio Under 20 schiera ogni settimana in campo il numero massimo possibile di fuoriquota, cioè cinque giocatori che io non posso considerare”. Da lì l’esclusione dei biancocelesti dal prossimo Sei Nazioni di categoria. Anzi, uno c’è: Alessandro Tartaglia.
“A dire il vero – il punto di vista di Biagini – personalmente sono rimasto stupito più per quanto accaduto nelle stagioni precedenti nel vedere che alcuni nostri giocatori non venissero presi in considerazione nonostante militassero in prima squadra già a 18 anni. I fuoriquota? Non sono cinque a partita. Direi tre, massimo quattro”.
ALTRA QUOTA Dicevamo di Tartaglia. E’ un classe ’92, come tanti tra i convocati da Cavinato. Precisazione doverosa visto che il ct ricorda come i classe ’90 non rientrino più negli standard del Sei Nazioni. Dunque è corretto escludere i biancocelesti Fabiani e Davide Bonavolontà che pure si stanno mettendo in luce in prima squadra. Ma fuori rimane anche Bruni, classe ’91 seguito fino all’altroieri con interesse dallo staff federale. E ancora Torda e Dionisi. Oppure Bisegni, classe ’92 di cui si dice un gran bene ma che trova spazio soltanto nell’Under 19.
“Non voglio cadere nella polemica sul singolo giocatore – prosegue Biagini – perché non ho strumenti per dire quali siano i migliori tra tutti gli Under 20 italiani. Per quanto ci riguarda, posso soltanto dire che i nostri ’92 e ’91 si allenano con la prima squadra”.
VIRTUOSI Una chimera rispetto a quanto denuncia Cavinato su Rugby1823: “I tecnici italiani, invece di fare del vittimismo, si chiedano come mai un giocatore di 20 anni è ancora in Under 20 e non è titolare almeno in Serie A, se non in Eccellenza. E’ quella la dimensione da cui si può pescare per giocare a livello internazionale, non certo dalla nostra Under 20”.
Beh, il dato oggettivo parla di una Lazio in tal senso virtuosa rispetto ad altre del massimo campionato, non foss’altro perché nella rosa originale della prima squadra compaiono sette classe ’90 e tre classe ’91 con frequenti passaggi dalla formazione Juniores.
Guarda un po’, un’isola felice in quell’inferno dipinto da Cavinato.
A questo link tutte le altre imagini
Rugby 1823 ha intervistato Andrea Cavinato, coach dell’Italia under 20
Le convocazioni sono sempre uncampo minato, non accontentano mai nessuno e c’è sempre chi avrebbe preferito un giocatore a un altro. Ma se le critiche ci stanno sempre e i gusti personali sono, appunto, gusti; a volte le convocazioni danno il là a polemiche più politiche e territoriali. Come quelle nate tra Andrea Cavinato, allenatore dell’Italia Under 20, e la Mantovani Lazio. Pochi laziali in azzurro? Coach Cavinato non ci sta e dà i numeri.
Pochi giorni fa, durante la trasmissione “Quelli che il rugby” sulla radio romana Centro Suono Sport, l’allenatore della Mantovani Lazio Alfredo De Angelis aveva dichiarato che “Sui giovani c’è un po’ di pregiudizio da parte di alcuni rappresentanti della Fir”. Un accusa precisa, enfatizzata da appassionati e addetti ai lavori dopo che sono state diramate le convocazioni per il Sei Nazioni Under 20. Un solo laziale in lista.
Andrea Cavinato, come rispondi a queste accuse?
“Quando si fanno certe affermazioni sarebbe il caso di sapere quello che si dice. In questi giorni si radunano le nazionali Under 20 e Under 19 e i giocatori della Lazio convocati sono cinque. Cui possiamo tranquillamente aggiungere due ragazzi infortunati (come Ruben Riccioli, presente in tour in Francia a dicembre), e quindi rimasti a casa. Fanno sette giocatori della Lazio convocati o convocabili”.
Una buona media, insomma?
“Non solo. La Lazio Under 20 schiera ogni settimana in campo il numero massimo possibile di fuori quota, cioé 5 giocatori che io non posso considerare”.
Nessun pregiudizio federale, quindi?
“Partiamo da due concetti. Il primo riguarda il campionato Under 20 italiano. Sono tre squadre a comandare, Padova, Lazio e Treviso. Del Treviso ci sono 4 ragazzi convocati da me e due in Under 19. Del Petrarca quattro in Under 20 e uno in Under 19. Sono numeri così diversi dalla Lazio? E poi, parliamoci chiaro. Chi parla e mi accusa per le convocazioni può dire quanti giocatori, ora dell’Under 20, sono stati convocati prima nelle altre nazionali giovanili? E quanti hanno, in passato, rifiutato le convocazioni?”.
Ma le convocazioni, insomma, come vengono fatte?
“Io ogni settimana vedo 2/3 partite dal vivo, inoltre mi faccio mandare i video delle partite dove ci sono giocatori interessanti e mi guardo anche quelle. Un ragazzo come Mattia Carretta, mai convocato prima, arriva in azzurro proprio perché i giocatori che valgono mi vengono segnalati e io vado personalmente a vederli. Ma se vedo un giocatore, magari anche bravo, ma che non è ancora a quel livello d’eccellenza necessario per un Sei Nazioni o un Mondiale, perché dovrei convocarlo? I tecnici italiani, invece di fare del vittimismo, si chiedano come mai un giocatore di 20 anni è ancora in Under 20 e non è titolare almeno in Serie A, se non in Eccellenza. E’ quello il livello da cui si può pescare per giocare a livello internazionale, non certo dalla nostra Under 20. Ma se non vengono chiamati in prima squadra un motivo ci sarà”.
Parliamo di Sei Nazioni. Come lo vedi per l’Italia?
“E’ molto importante il Sei Nazioni quest’anno perché è l’ultimo step per arrivare al Mondiale di categoria a giugno, dove vogliamo confermarci nell’elite mondiale. Per questo motivo durante il torneo ruoteremo tutti i giocatori, per vederli in campo e dare loro la possibilità di dimostrare ciò che valgono. Sarà un Sei Nazioni molto duro, perché come qualità, soprattutto atletiche, siamo scesi rispetto all’anno scorso, ma vedo una coesione e una cattiveria agonistica maggiore”.
Rispetto agli ultimi test ci sono alcuni ritorni importanti.
“Aver ritrovato gente come Piermaria Leso o Giovanni Alberghini è sicuramente importante, per la qualità dei giocatori e per la loro esperienza, visto che erano nel gruppo anche l’anno scorso”.
Insomma, a questo Sei Nazioni andiamo davvero con la migliore Italia possibile?
“Ma secondo te un allenatore non convoca i migliori giocatori possibili? Comunque, faccio un appello a tutti, allenatori e addetti ai lavori. Se c’è un giocatore che credete meriti una chance in azzurro, che sia forte e che, magari, non conosco o non ho visto abbastanza me lo segnali. Io vengo volentieri a vederlo, a parlarci e, perché no, lo posso far venire ad allenarsi con noi. Nessuna porta è chiusa a nessuno. Che sia chiaro”.