Trofeo Eccellenza: L’Aquila-Rugby Roma, corsa per la finale

Dal Il Capoluogo

Si chiude sabato la fase a gironi del Trofeo Eccellenza. Mentre nel Girone A il Marchiol Mogliano, già qualificato alla finale del 6 febbraio, ospita l’HBS GranDucato in una gara ininfluente ai fini della classifica, ancora tutta da scrivere invece la storia del Girone B, dove L’Aquila e Futura Park Rugby Roma sono ancora in corsa per la qualificazione. Il club aquilano, primo insieme alla Mantovani Lazio con sette punti, riceve, sabato al Fattori, il XV della Capitale: entrambe le formazioni hanno le carte in regola per raggiungere la finale.

In partcolare, L’Aquila si qualifica alla finale se: vince o pareggia, oppure perde con sette o meno punti di margine e Roma non realizza quattro mete, o ancora se perde con sette o meno punti di margine e realizza quattro mete, anche se la Roma conquista il bonus a propria volta, oppure se perde con più di sette punti di margine ma realizza quattro mete.

Roma si qualifica alla finale se: vince con sette o più punti di margine e L’Aquila non realizza quattro mete.

Trofeo Eccellenza – Girone B – VI giornata – 22.01.11 – ore 15.00 stadio Tommaso Fattori
L’Aquila Rugby 1936 v Futura Park Rugby Roma

arb. Mitrea (Treviso)

g.d.l. Radetich (Napoli), Fioretti ( Napoli)

Classifica: L’Aquila Rugby e Mantovani Lazio punti 7; Futura Park Rugby Roma* 4
*quattro punti di penalizzazione

Serie A femminile: partite e arbitri

Il CNAr, Commissione Nazionale Arbitri della FIR, ha reso note le designazioni arbitrali per la nona giornata del Campionato Italiano di Serie A Femminile in programma domenica 23 gennaio alle ore 14.30.

Serie A Femminile – Girone A – IX giornata – 23.01.11 – ore 14.30
Rugby Monza – Sitam Riviera del Brenta, arb. De Carlini (Lodi)
Mustang Rugby Pesaro – Valsugana Padova, arb. Guastini (Prato)
Riposa: Benetton Treviso

Serie A Femminile – Girone B – IX giornata – 23.01.11 – ore 12.30
US Rugby Benevento – ASD Taurinia Rugby, Annullata per ritiro del Taurinia Rugby
*Red&Blu Rugby – Rugby Colorno FC, arb.  Salvini (Firenze)
*Si gioca al Tre Fontane di Roma, ore 12.30

Rugbisti italici, tra calendari e retorica

Di Federica Furino, su Gioia

Gli sport minori andrebbero sostenuti con più convinzione da noi femmine. Per senso di giustizia ovviamente, e soprattutto perché a non farlo si rischia di perdere spettacoli interessanti. Per esempio quello del rugbista italico, estremo baluardo della maschitudine tradizionale, nonché alternativa estetica di tutto rispetto al calciatore nostrano, buono per tutte le stagioni ma un filo inflazionato.
Ecco: siccome, nella vita, quel che ti salva è il pensiero trasversale, conviene tener d’occhio la categoria, anche se l’articolo non è per tutte. Quelle sensibili all’allure intellettuale possono astenersi. Le altre-quelle che ok l’intellettuale, ma che anche il muscolare dice la sua – godono ora di un punto di osservazione speciale: il Sei Nazioni. Cioè la più importante
competizione internazionale di rugby a 15 dell’emisfero nord che quest’anno si gioca a Roma, dal 4 febbraio al 19 marzo (cinque weekend e due di pausa). La trasferta non è indispensabile perché Skv Sport 2 trasmette in diretta le gare in tivù. E, in attesa del torneo, trasmette anche uno spot con cinque nazionali: Fabio Ongaro, Martin Castrogiovanni, Salvatore Perugini, Luke McLean, Alberto Sgarbi che corrono tra le fiamme.
Video particolarmente utile alle neofite per appassionarsi al genere. Il genere, appunto. A volerlo analizzare, non si può prescindere dalla definizione di Henry Blaha, ex giocatore americano. Dice: «Il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini; il calcio è uno sport
da gentiluomini giocato da bestie; il football americano è uno sport bestiale giocato da bestie». Tralasciando il football, le apparenze e una certa retorica, l’idea regge. E rivela la prima e fondamentale verità sul maschio rugbista: a dispetto della stazza titanica, del testosterone in eccesso e di una certa brutalità estetica, dentro di lui alberga un’anima gentile ed estremamente inquadrata. Merito, dicono, delle regole apprese sul campo e della
disciplina. «Il nostro è uno sport rude, ma meno violento di quanto si immagini. Il contatto fisico c’è, ma è estremamente regolato», spiega Perugini, 32 anni e 103 chili per 182 centimetri, ruolo pilone, squadra Aironi, che somiglia a un orso e ha pensieri fini e un’educazione fuori dal comune. «Ci chiamano gentlemen perché, un tempo in Inghilterra, il nostro sport era praticato dalle élite. Ora non è più così, ma ci è rimasta un’abitudine al
rispetto per l’avversario», Ovvero: la storia del terzo tempo. Cioè l’abitudine di farsi una birra con gli avversari a fine partita, che racconta un’altra verità sul rugbista: è un uomo che non conosce rancore. «Non che non ci siano antipatie, ma a questa tradizione ci teniamo», giura Perugini. «Se non sei abituato a condividere le cose con gli avversari prevale la competizione».
Altro dato da tener presente è che l’uomo che non conosce rancore è pure un uomo un po’ all’antica. Ha alcuni punti fermi e da lì non si schioda. Nella vita per lui contano tre cose: la famiglia, gli amici e la squadra. Per Martin Leandro Castrogiovanni, oriundo argentino, 29 anni, 122 chili per 186 centimetri, nazionale italiano e idolo delle folle inglesi, la lista è questa. «Questo sport mi ha insegnato tutto quello che so nella vita. Per me ci sono la famiglia e gli amici. Quando scendi in campo, sai che devi difendere i tuoi compagni. Impari a pensare agli altri, prima che a te». Lui, a giocare, ha iniziato tardi: a 18 anni. Perché i ragazzi all’antica ascoltano i consigli della mamma (anche se poi, alla lunga, fanno di testa loro). «Mia madre diceva che il rugby è uno sport troppo violento e mi ha imposto il basket. Finché un giorno ho spinto l’arbitro per farmi squalificare a vita. Sono andato da mia madre e le ho detto: mamma, devo trovarmi un altro sport».
Ci sarebbe da sorprendersi, e invece no. Perché in fondo il rude rugbista, oltre che uomo di fatica, è un sentimentale. «I sentimenti sono tutto», che detto da uno con l’involucro di Castrogiovanni fa un po’ effetto. «Sono fidanzato da quattro anni con una ragazza che faceva sci, Giulia Candiago: mi è piaciuta subito e mi è stata vicina quando ne avevo bisogno. Uno mi vede così e non ci crede, ma quando sto male mi butto davvero giù».
All’uomo sentimentale, quindi, serve la donna giusta. Alberto Sgarbi, ala ventiquattrenne
della Benetton Treviso, 101 chili per 191 centimetri, ha idee semplici. «Mi piacciono le ragazze sincere, aperte, con voglia di divertirsi». Veline? «Le ragazze che vengono alle partite sono aumentate. Ala di veline per ora non se ne vedono. Comunque io sono
fidanzato. Mi auguro che arrivino, per quelli ancora single».
Non molti, a dire il vero, perché i ragazzi all’antica mettono radici facilmente. Nel giro della Nazionale, resta sul mercato Fabio Ongaro, trentatreenne tallonatore degli Aironi, 104 chili per 183 centimetri. Quando gli ricordi che il rugby somiglia all’amore perché ti insegna a pensare al piacere altrui prima che al tuo (come dice l’ex rugbista francese Serge Bianco),
risponde così: «C’è chi pensa al piacere dell’altro e chi no. lo comunque preferisco l’amore al rugby». E’ una notizia.
Quello che invece non fa più notizia è l’ascesa inarrestabile del rugbista tra le icone gay, spinto in alto dal calendario benefico dei Dieux du Stade, fotografati nudi,
metrosexualizzati («e anche con qualche ritocchino», sostiene Ongaro: «più che altro un calendario per l’altra sponda»).
L’unico “placcaggio” che i nudi rugbisti italici, a differenza dei colleghi francesi, sembrano temere. Non le botte in campo, non le mischie sull’erba. Ma i calendari sì: praticamente un tormentone. Ci ridono su, si sfottono, ne parlano da maschi. Il pensiero condiviso un po’ da tutti lo riassume Castrogiovanni: «L’ultimo calendario non l’ho visto, ma ho notato che di anno in anno peggiorano. Sapere che è il più comprato dai gay… insomma, non che abbia qualcosa contro, ognuno è libero di fare quello che vuole. Ma ci sono altri modi di far beneficenza, no?»

Sei Nazioni femminile: Rovigo si prepara per l’Irlanda

Andrea Nalio per Il Resto del Carlino

A POCO più di due settimane dal grande evento, Rovigo si prepara ad essere invasa dai
manifesti che ne celebrano la manifestazione. Il sei febbraio, infatti, si avvicina e, mentre Italia ed Irlanda continuano la fase di preparazione alla gara, Le Rose procedono
parallelamente al lavoro di organizzazione.
Da oggi, in città (e nelle frazioni) cominceranno a circolare più di un centinaio di manifesti,
oltre a quattro maxi-poster affissi alle porte della città, per ricordare il grande appuntamento del Sei Nazioni femminile, in programma appunto domenica sei febbraio alio stadio Mario Battagiini (calcio d’inizio alle 14.30; ingresso cinque euro, gratis per i minori di
16 anni).
ALLA GIÀ ANNUNCIATA presenza delia Fanfara dei Bersaglieri (11esimo Reggimento Ariete di stanza a Poicenigo), alla quale è stata affidata la realizzazione degli Inni Nazionali (cantati a loro volta da un coro di 80 persone diretto dai Maestro Roberto Spremulli), ci sarà inoltre la premiazione del negozio cittadino che avrà allestito la vetrina più originale in vista dell’evento.
Realizzato in collaborazione con Ascom, l’obiettivo è quello di accogliere nei miglior modo
possibile le giocatrici italiane ed irlandesi, anche grazie all’abbraccio degli esercenti rodigini.
E A TAL PROPOSITO, la ditta ‘Spada’, si è offerta di regalare un buono per l’acquisto di un
ciimatizzatore alla miglior giocatrice italiana del match. Nei frattempo, per giovedì 27
gennaio, il Panathion Club di Rovigo ha organizzato una conviviale in cui saranno presenti
anche il tecnico delle azzurre, Andrea Di Giandomenico, ed il presidente federale Giancarlo
Dondi, per sottolineare ancora di più quanto la città attenda l’evento organizzato da Le Rose
Rovigo Rugby.
«Gii ultimi dieci giorni saranno di fuoco», le parole dei presidente Gisella Bellinello Quaglio in avvicinamento alla gara. L’organizzazione della quale, oltre ad eventi studiati appositamente per rendere la giornata straordinaria ed indimenticabile (kick off di Stefano Bettarello, Posse Rossoblu già attive per realizzare una grande coreografia, concorso
che coinvolgerà anche gli istituti scolastici delia zona…), sta rispettando anche le linee
guida dettate dall’Irb.
CONSIDERATO inoltre l’obiettivo di riempire lo stadio Battaglini per una manifestazioni che non ha precedenti a livello femminile, la prevendita del match è già cominciata al Bar Nazionale, in corso del Popolo.

Rovigo e la Challenge, fine di un incubo

Paolo Romagnolo, per la Voce di Rovigo di oggi

Finisce in Francia, a La Rochelie, il cammino in Challenge Cup della Rugby Rovigo Delta. Allo Stade Marcel Deflandre i rossoblu, già da tempo eliminati dalla competizione, cedono di
schianto ai padroni di casa per 71-17, ma grazie a due mete segnate salvano l’onore. I ragazzi di Polla Roux hanno affrontato il match con lo spirito di chi non aveva niente
da perdere, tentando di sfruttare il confronto con una compagine di caratura superiore soprattutto per limare i propri difetti e per acquisire una maggiore sicurezza in vista della delicata sfida a Mogliano di sabato 29 gennaio.
Un passivo di oltre 50 punti rende superfluo qualsiasi commento sul “film” della partita. Un match che, come prevedibile i Bersaglieri hanno giocato a lungo sulle barricate, cercando di contenere le sfuriate degli “Atlantici” gialloneri che, grazie ai cinque punti conquistati, si
confermano al primo posto del girone 5 (il Gloucester, vittorioso in casa sull’Agen 60-7 resta ancorato alla seconda posizione).
La cronaca. E’ proprio il Rovigo a sbloccare il risultato al 1′ grazie ad un calcio piazzato di Bustos. La replica dei padroni di casa è veemente. Dal 4′ al 31′ arrivano quattro mete: due di Dall’Igna, una di Jacob e una di Boboul. Grazie alle trasformazioni di un precisissimo Goosen, La Rochelie si porta avanti 26-3. La reazione d’orgoglio dei rossoblu questa volta giunge prima dell’intervallo: è infatti il 38′ quando Bacchetti schiaccia la prima meta della
partita per i polesani. La successiva trasformazione di Bustos manda le squadre all’intervallo sul punteggio di 26-10, lasciando qualche tiepida speranza di rimonta ai
Bersaglieri.
Ad inizio ripresa gli “Atlantici” cambiano marcia e aggiungono al loro carniere un piazzato di Goosen, ma soprattutto le mete di Dall’Igna (la terza personale), Fa’asalele (due segnature in pochi minuti) e Le Bourhis. Goosen non fa l’en plein dalla piazzola, ma il fatto passa
inosservato dal momento che il punteggio si fissa sul 54-10.
Ma il cuore rossoblu non smette mai di battere e al 71′ arriva anche l’acuto di Foschi che deposita oltre la linea l’ovale che vale la seconda meta rodigina. Bustos centra la trasformazione: 54-17. Prima del fischio finale vanno a referto anche le segnature di Goosen e Neveu (solo quest’ultima trasformata) che fissano il 71-17 finale.
Due mete all’attivo e un totale di 17 punti rappresentano il bottino più consistente raccolto dalla Rugby RovigoDelta in trasferta nel corso di questa edizione della Challenge Cup. Troppo poco per poter valutare positivamente l’intera campagna europea dei rossoblu.