Penney insegna e gli Aironi cambiano volo: punteranno sugli italiani

Da L’Informazione in edicola oggi

Con una sconfìtta nell’ultima giornata del girone di Heineken Cup si è chiusa per gli Aironi una seconda fase della stagione iniziata con l’esaltante successo sul Biarritz.Dopo il periodo d’esordio gestito da Bernini^ arrivata una seconda parte con il nuovo tecnico gallese, mentre il 10 febbraio ne inizierà una terza che coincide con il Sei Nazioni e quindi rimescolerà un po’ le carte. La stagione si chiuderà, dopo il rientro in squadra dei nazionali, con un blocco di cinque partite delle quali ben quattro saranno giocate allo Zaffanella.Su quest’ultimo periodo, stando alle dichiarazioni del presidente Melegari,la società conta molto per dimostrare la sua crescita e la sua capacità di competere a questi livelli. Intanto, però, in queste ultime settimane, il trend positivo ha subito una battuta d’arresto. La partita di sabato con l’Ulster doveva rappresentare negli auspici della franchigia lombardo-emiliana il riscatto della sconfitta di Bath ma in realtà per molti aspetti ne è stata la prosecuzione. Sul banco degli imputati questa volta, la mischia. Rowland Phillips in conferenza stampa si è riservato di indagare a mente fredda le cause tecniche del crollo subito nel secondo tempo.«La loro mischia era più forte», ha semplicemente concluso il tecnico, ma in realtà è stato qualcosa di più, perché si è visto un pacchetto letteralmente in balìa dell’avversario, tanto da subire una meta tecnica, due segnature su maul avanzante,oltre ad essere in costante difficoltà nelle mischie ordinate. Nel primo tempo,al contrario,la situazione era rimasta maggiormente in equilibrio e l’unica meta degli ospiti è arrivata per un appuntamento mancato con il placcaggio da parte di Liebenberg. H coach Phillips in questa occasione forse avrà rimpianto di aver preferito i chili del sudafricano alla velocità di Aldo Birchall, entrato solo nell’ultima parte della gara. Ma vogliamo tornare alla conferenza stampa del dopopartita perché forse per la prima volta sono arrivate crìtiche pesanti nei confronti dei giocatori. Una bordata mascherata da nota positiva: «L’unica cosa positiva di queste due partite» – ha detto Phillips è che mi hanno permesso di capire il livello di alcuni giocatori, perché quando aumenta la qualità dell’avversario emergono le criticità nelle reazioni degli atleti. Non tutti mettono lo spirito giusto nel gioco e purtroppo la”testa” è la parte più diffìcile da allenare”». Una dichiarazione del genere, quando si avvicina il momento del rinnovo dei contratti dei giocatori (quasi tutti in scadenza a fine stagione), è un messaggio abbastanza chiaro, ribadito peraltro da Silvano Melegari: «Inizieremo ad affrontare la questione contratti a febbraio – ha precisato ilpresidente-Personalmente sono per contenere il numero dei giocatori stranieripuntando su una maggiore qualità. Ne parlerò in Consiglio, perché mi sono stancato di atleti che scelgono l’Italia come soluzione di ripiego. Non credo che confermeremo più di due o tre degli attuali stranieri». Non rimane molto tempo per fargli cambiare idea.

Se Fiji finisce sotto una mischia

L’attenta analisi di Right Rugby

Ci sono dei posti al Mondo che uno s’immagina “felici” a prescindere. Fiji è uno di questi: un paradiso tropicale dove uno crederebbe la gente stia bene come ci stanno i turisti. Ma non tutto è come appare.
Gli appassionati di rugby sanno perchè ce ne interessiamo: aldilà della bellezza sconvolgente dei luoghi, lì il rugby è molto sviluppato, si gioca ufficialmente dal 1914 e le squadre europee, francesi in specie e australi, sono piene di atleti figiani. Li abbiamo visti a Modena recentemente, tra i molti altri lo sono d’origine i due naturalizzati All Blacks Rokocoko Sivivatu e quanto valgano i rugbisti di laggiù lo possono dire i gallesi, da loro eliminati agli ultimi Mondiali di Francia 2007. Non da ora, accade che da quelle parti il rugby giochi un ruolo anche “politico”.
Le Isole Fiji – Matanitu Tu-Vaka-i-koya ko Viti in melanesiano – un arcipelago nell’Oceano Pacifico a est dell’Australia, sono una repubblica indipendente dal 1970, anno del ritiro britannico. L’arcipelago ospita meno di un milione di abitanti, equamente divisi tra melanesiani e indù, discendenti della manodopera importata dai colonizzatori. Poco di diverso da altri staterelli sparsi tra Pacifico e Indiano, se non fosse che il piccolo esercito ha sempre avuto una pesante influenza sulla politica isolana. Dall’indipendenza si sono registrati nelle Fiji ben quattro colpi di stato militari, tutti peraltro relativamente incruenti: due nel 1987, uno nel 2000 e quello finale nel 2006.
A proposito di quest’ultimo pronunciamento che insediò al potere l’attuale primo ministro, il commodoro Frank Bainimarama (“Bananarama” per gli amici? Just kidding …), si narra che costui, grande appassionato di rugby, ne avesse posticipato l’esecuzione di mezza giornata per assistere alla finale del campionato locale.
Dal 2006 ad oggi, la comunità internazionale non ha schiodato la Giunta nonostante il taglio degli aiuti e la sospensione dal Commonwealth Britannico; ma quel che non potè l’Onu e Sua Maestà, far vacillare il regime, forse sarà ottenuto da l’International Rugby Board gestito con piglio napoleonico da Messieur Guy Lapasset.
L’antefatto è una lotteria, allestita dalla federazione di rugby FRU per finanziare la spedizione della nazionale ai prossimi Mondiali in Nuova Zelanda. Una indagine della Commissione del Commercio delle Isole rivelava grosse incongruenze tra i biglietti venduti e quanto attualmente in cassa, ventilando l’ipotesi che molti denari raccolti fossero stati usati dalla Federazione “per altri scopi” diversi dal Mondiale. La Giunta militare coglieva la palla al balzo per “commissariare” la FRU, imponendo entro la fine di questo mese le dimissioni di tutti i responsabili; in caso contrario avrebbe tagliato i fondi statali, rendendo impossibile alla nazionale figiana di recarsi in Nuova Zelanda a settembre.
Sulle prime i federali del rugby figiano si sono piegati, ma è ora calata su di loro la protezionedella Irb, novello Ordine Templare a protezione dei “pellegrini” (nell’accezione veneta del termine): la Irb ha minacciato di non riconoscere la nuova FRU e quindi di annullare la partecipazione di Fiji ai Mondiali, se i suoi capi non fossero eletti “secondo la costituzione della Fijian Rugby Union”. Di conseguenza l’assemblea straordinaria prevista per fine mese è stata annullata. Sul motivo concreto del contendere la Irb non si sbilancia:”the Fiji union is contesting the commission’s findings“, recita il comunicato Irb, e in ogni caso la questione secondo il Board deve rimanere tra Federazione e organi investigativi, senza coinvolgimenti governativi. E’ Cosa Nostra insomma.
Si apre allora un bel braccio di ferro tra militari figiani e la Irb: se la FRU non si piega a quanto vuole la Giunta, la nazionale di Fiji salterà i Mondiali ma se lo farà sarà preclusa dai Mondiali …Vedarèm chi cede o a che compromesso si riuscirà ad arrivare. Certo è che pensare all’assenza di Fiji dai Mondiali è pesante, per tutti gli sportivi ma soprattutto per la gente delle Isole: è uno sport che vanta laggiù 80.000 praticanti (quanti in Italia, ma lì è quasi il 10% della popolazione!) toccarlo potrebbe avere effetti incontrollabili sul piano politico; toccherà … anticipare un altro golpe, stavolta?

Montpellier tira un sospiro di sollievo: Trinh-Duc rimane

Da Rugbymercato.it

L’apertura della Francia e del Montpellier, François Trinh-Duc (24 anni, 1,84 x 82), ha scelto di rinnovare con il suo club per altre tre stagioni. Il giocatore era corteggiato dal Tolosa e da altri top club, ma ha scelto di rimanere al Montpellier che riesce così a mantenere uno dei suoi migliori elementi.

Dopo Trinh-Duc, anche l’estremo Benjamin Thiery (26 anni, 1,85 x 85) ha deciso di rimanere per altre tre stagioni.
Quindi, nel giro di poche settimane, il MHR ha rinnovato i contratti con molti dei suoi giocatori: Ouedraogo, Tomas, Gorgodze, Fernandez, Bustos Moyano, Figallo, Jgenti, Paillaugue, Trinh-Duc e Thiery.

 

Aironi-Ulster (6-43): gli highlights

 

Castro ha deciso: rimane a Leicester

Dal sito ufficiale del club britannico

Martin Castrogiovanni has pledged his future to Leicester Tigers after agreeing a new contract with the defending English champions.
The Italy international tighthead prop is approaching 100 appearances for the club and has been a big hit with team-mates and supporters since his arrival at Welford Road in 2006.Named Premiership Player of the Year in his debut season in 2006/07, Castrogiovanni has won three league titles with Tigers in his first four years with the club as well as playing in the 2009 Heineken Cup Final and 2007 EDF Energy Cup Final.

Tigers director of rugby Richard Cockerill said: “Castro is a world-class player and we are delighted that he has decided to stay here.

“He has moved to the top levels of the game during his time with us and our environment certainly suits him. He is happy in Leicester, he is very popular with the supporters and with his team-mates.

“Everyone knows that Castro has had opportunities to go elsewhere, but he has shown his commitment to the Tigers and we’re looking forward to his continued contribution in the future.

“Together with Dan Cole and Julian White, we have a group of top-class tighthead props and we want to keep them together to work as a group. With the increasing intensity of the professional game it is certainly an advantage to have top-class options available and to be able to keep players fresh in order to perform consistently at their best.”

Tigers chairman Peter Tom CBE said: “It is great news for the club that Castro has agreed to stay.

“He attracted offers from elsewhere, but in considering all of his options, including his relationship with this club and its supporters, and his lifestyle and business interests here, he has decided that this is where his future lies.

“A large number of our supporters and season ticket holders own shares in the club and thousands of them contribute in terms of ticket sales so they all have a part to play.

“We have tremendously loyal supporters and one of the reasons behind our success is that the revenue we receive from season ticket sales allows us to maximise expenditure on the squad within the salary cap where some other clubs may be unable to do so.

“We also invest significantly in support of the playing side, in preparation, conditioning and training facilities, and in the quality of our back-room staff, all with the aim of maintaining our success in the long term.

“All of these factors are important when players are considering a future with us.

“There is a unique culture at this club which has been established over many years and players know they can develop with us inside a winning, successful environment.”