Eccellenza vs Sei Nazioni?

Alberto Zuccato per il Gazzettino di Padova

Sabato riprende il campionato di Eccellenza con il Petrarca che ospita la Lazio. Riprende, ma si riferma fino al 13 di marzo, per la concomitanza con il Sei Nazioni. Riprende dopo uno stop di tre settimane, dato che il precedente turno -coincidente con l’ultima giornata di andata – si è disputato il 9 gennaio. Senza dire della sosta di un mese avvenuta in novembre, in occasione dei test match degli azzurri. Un’Eccellenza con il singhiozzo. «Ci adeguiamo – dice l’allenatore Pasquale Presutti – però personalmente faccio fatica a capire questa scelta. In tutti gli altri paesi che disputano il Sei Nazioni i campionati non si fermano. Qui sì, anche se nessun giocatore delle squadre di Eccellenza è stato convocato da Mallett. Ce ne sono due in nazionale A, tra cui Andrea Marcato». Tra l’altro quest’anno non c’è neppure la Coppa Italia. «La Fir ha deciso così perché le squadre hanno rose meno numerose rispetto agli anni passati. Molto opinabile. Cosa faremo in questo mese e mezzo? Chiaramente va rivisto tutto il programma di allenamento. Se riusciremo a trovare qualcuno, faremo un paio di amichevoli, ma non sarà facile. E poi questo stop è anche antieconomico». Spieghi. «Tutte queste interruzioni danneggiano le società che pagano i giocatori. Il calendario va rivisto. Che senso ha farci giocare il 6 gennaio e poi farci stare fermi tutto febbraio e una parte di marzo? È un problema per tutti, per noi che alleniamo e per chi va in campo». Alla fine del girone di andata siete quarti con 27 punti, preceduti da Rovigo e Prato che ne hanno 32 e dai Crociati Parma che sono a 28. È soddisfatto? «Complessivamente sì. Forse dovevamo fare qualche punto in più, ma siamo ben messi. Nel girone di ritorno avremo una partita in più in casa e dovremo sfruttare questo fattore». Anche perché è tornato Mercier, giocatore che vi può far compiere il salto di qualità. «Le sue doti le conosciamo. Di sicuro Ludovic darà il suo contributo, anche in termini di entusiasmo. È contento di essere tornato al Petrarca. Ma è sempre la squadra nel suo insieme, e mai il singolo, a vincere o perdere le partite». Questo periodo di sosta è servito per recuperare qualche infortunato? «In infermeria ci sono Bortolussi, Chistolini e Faggiotto. Gatto è recuperato, Fletcher, Galatro, Ansell e Palmer hanno qualche problema, ma spero di averne qualcuno di sano per sabato».

Fotogallery: Crociati, Stade e il mondo attorno

Non solo giocatori, mischie e touche. Gli scatti di Francesca Olivetti alla gente intorno a una partita di rugby. Qui potete vedere tutte le altre immagini

La faccia “rosa” del Sei Nazioni

Pezzo che ho scritto per il blog “Sport minori a chi?”

Il calcio d’inizio è fissato per il pomeriggio del 5 febbraio, al “solito” Flaminio di Roma. Anzi, no. Perché Italia-Irlanda sarà l’inizio del “nostro” Sei Nazioni. Il massimo torneo continentale – no, che dico, dell’intero emisfero nord – avrà il suo vero kick-off la sera prima a Cardiff, quando al Millenium Stadium della “capitale” gallese arriverà l’Inghilterra. Già, quegli inglesi che, come dicono in un loro celebre adagio, “il Galles non lo puoi battere, al massimo puoi fare un punto in più”. Ma a noi oggi non interessa né la sfida di Cardiff, né tantomeno quella di Roma. Perché oggi vogliamo parlare di una Italia-Irlanda che andrà in scena il 6 febbraio a Rovigo. Una sfida che come quella del Flaminio varrà per “l’altro” Sei Nazioni, quello femminile. Un appuntamento importante per la parte meno visibile del movimento rugbistico italiano. Perché dopo gli uomini – nazionali, campionati, coppe europee, tornei celtici, under 20 e serie minori – nel mondo della palla ovale si parla del mini-rugby, quello riservato ai bambini.

Aspetto importantissimo e dal grande fascino, che surclassa anche il movimento femminile. Non che le ragazze si lamentino eccessivamente di questa situazione: giocano spesso su campi ai limiti della praticabilità, ma la passione è grande, e alla fine conta quella. Ora questo importante appuntamento in quel di Rovigo. Una partita attesa e difficile, ma dove le azzurre possono dire la loro e pensare di fare uno sgambetto alle più titolate avversarie. Le condizioni per fare bella figura ci sono tutte.

E l’Italia si appresta a giocare il suo quarto “Sei Nazioni”: la nostra rappresentativa è stata infatti infatti invitata a partecipare al torneo nel 2007. Maggiore pretendente al titolo è l’Inghilterra, vincitrice delle ultime cinque edizioni e vicecampione del mondo in carica: la patente di favorite va quindi obbligatoriamente alle atlete della Terra d’Albione. Dietro di loro la Francia e poi l’Irlanda, squadra che sta vivendo una fase di passaggio e che è da ricostruire soprattutto nel gruppo; ma stiamo parlando di una compagine che – come gli uomini – rappresenta una scuola dal tradizionale talento. Un gradino sotto stanno invece le restanti tre formazioni: Scozia, Galles e Italia. Al pari delle irlandesi anche gallesi e scozzesi sono alle prese con un profondo progetto di rifondazione delle squadre e di questo potrebbero approfittarne le nostre ragazze, guidate dal capitano Paola Zangirolami. Un gruppo, quello azzurro, piuttosto giovane ma che può contare ormai su un’ottima esperienza.

Dopo la partita di Rovigo del 6 febbraio, l’Italia è attesa a Esher in Inghilterra sette giorni dopo. Appuntamenti successivi: il 27 febbraio a La Spezia con il Galles, Italia-Francia il 13 marzo a Benevento e infine la gara con la Scozia, il 20 marzo in trasferta a Meggittland. Diciamolo sottovoce, ma l’Italia potrebbe essere la sorpresa dell’edizione del 2011. Chissà mai che non facciano meglio dei loro più noti colleghi uomini.

Hey man, é Galles-Inghilterra

Da Right Rugby

Evidentemente è tempo di polemiche. Più o meno utili, per quanto sarebbe il caso – trattandosi di sport – di far parlare il campo, come si dice in questi casi. E così, mentre in Italia tiene banco la vicenda Dahlia TV, in Galles il neozelandese Warren Gatland guarda sì al terreno di gioco, ma in particolare alla prima linea dell’Inghilterra per aizzare gli animi in vista del match del 4 febbraio al Millennium Stadium, il derby tra due mondi e modi di intendere il rugby che apre di fatto il 6 Nations 2011. Il centro della querelle che ha come scopo quello di attaccare nella guerra psicologica è il tallonatore della nazionale di Martin Johnson, Dylan Hartley (nella foto, alle prese con l’argentino Roncero), che già nel corso dei Test Match di novembre si azzuffò un po’ con tutti. La faccia da bulletto, è probabile, non volge a suo favore.
Ha sempre un sacco di dire, no? Vediamo cosa ha da offrire“, ha sentenziato Gatland. “Siamo soddisfatti di come è andata la nostra rimessa in autunno. Quella inglese è calata un po’ contro il Sud Africa e un paio di settimane fa ho visto Hartley andare in crisi contro i Leicester Tigers“. Non si sa come l’abbia presa il giocatore dei Northampton Saints. Di sicuro non avrà sorriso di fronte alle insinuazioni.
Di mezzo, poi, c’è la squalifica per 12 settimane del mediano di mischia dei Cardiff Blues, Richie Rees, per gioco pericoloso ai danni di Hartley, con le dita che hanno vagato davanti ai suoi occhi in occasione del tesissimo scontro di Heineken Cup. E Rees non potrà quindi partecipare al Six Nations con i dragoni rossi. E ancora: nel match tra i due club prima di Natale, era stato il tallonatore gallese Gareth Williams ad attaccare briga con l’avversario, con conseguente cartellino giallo. Per Gatland, Hartley è un bel pezzo di provocatore.
Sul piano tecnico, piuttosto, la sfida in prima linea tra gallesi e inglesi sarà una delle chiavi di lettura per il big match del 4 febbraio. Il coach gallese spinge sull’acceleratore, affermando che quella inglese è poco mobile e che l’intero pacchetto di mischia sentirà l’assenza di due uomini come Tom Croft e Courtney Lawes, il quale fu bersaglio di un duro placcaggio alto del Numero 8 dei Blues, Xavier Rush, proprio nel face to face di coppa qualche settimana fa. Giusto per ribadire i fatti sopra riportati.
Il clima di rivalità Galles v. England sta velocemente rientrando nelle medie stagionali.

New Zealand 2011: le truffe sono già “mondiali”

Stefania Mattana su Rugby 1823

Quando i grandi eventi sportivi si affacciano al grande pubblico, spunta sempre la truffa di turno. Capita durante le Olimpiadi e le manifestazioni mondiali e continentali degli sport più popolari, e il rugby non si sottrae a questo incidente di percorso. Il business più produttivo dei malintenzionati è certamente la vendita di biglietti falsi attraverso siti web ingannevoli e fraudolenti, come ci racconta Stefania Mattana.

Frodi e truffe il cui numero sempre crescente ha preoccupato per la prima volta anche i vertici della RWC. 
 È stato infatti emesso un comunicato ufficiale che invita gli amanti del rugby di tutto il mondo a prestare particolare attenzione agli acquisti in rete. 
 Il campanello d’allarme è suonato talmente forte che quelli della Rugby World Cup Limited hanno chiamato al loro fianco anche la Commissione di Commercio e la International Consumer Protection e Enforcement Network (dell’ICPEN), con l’obiettivo di lavorare sinergicamente per contenere il problema e allertare in maniera puntuale i rugbiofili dei cinque continenti.
L’amministratore delegato della Rugby World Cup Limited, Mike Miller, si è detto favorevole all’istituzione di questa rete globale di controllo per scovare ed eliminare i truffatori. “Apprezziamo molto l’aiuto dell’ICPEN, che ci dà una solida mano a proteggere gli interessi dei nostri consumatori e a evitare vendite fraudolente e ingannevoli dei biglietti per la RCW 2011 – ha dichiarato Miller –. L’obiettivo comune è quello di tutelare gli acquirenti di tutto il mondo, che vogliono solamente godersi questa bella vetrina di rugby che è la Coppa del Mondo”.
Il direttore esecutivo della Commissione di Commercio, Greg Allan, ha spiegato che eventi del calibro della Coppa del Mondo di rugby fanno davvero gola ai truffatori di ogni tipo; inoltre, la natura globale di Internet amplia maggiormente il loro spettro d’azione, per cui è più facile raggiungere i consumatori, alla faccia delle frontiere nazionali. “Per questo motivo – ha concluso Allan – la cooperazione internazionale gioca un ruolo importantissimo: grazie al lavoro di tutti è possibile individuare i siti falsi, avvertire i consumatori, e perché no, qualche volta anche riuscire a far chiudere bottega ai truffatori”.
Per quanto riguarda i consigli ai consumatori, quelli della Rugby World Cup mettono in allerta sull’uso indebito sul web di immagini e loghi ufficiali della Coppa del Mondo: riconoscere questi marchi, posti in bella vista sui siti, non è quindi sinonimo di affidabilità. Attenzione anche alle e-mail di spam o phishing: mail a firma della Rugby World Cup Limited che vi invitano a partecipare a lotterie a tema o a concorsi nascondono clamorose truffe. Cestinate senza battere ciglio anche le e-mail che richiedono pagamenti supplementari o vi inducono a rilasciare informazioni personali per ottenere dei biglietti.
“Molti di questi truffatori, però, utilizzano sistemi di frode e siti web molto più sofisticati di una semplice mail di spam – avverte ancora Allan –. Tanti consumatori pensano di trattare realmente con venditori ufficiali di biglietti della Coppa del Mondo, e vengono ingannati. Lo scenario peggiore che ci immaginiamo è quello di un sacco di persone che viaggiano fino alla Nuova Zelanda per poi scoprire che i loro biglietti non sono validi, o peggio sono falsi”.
Ma qual è allora il modo per non essere fregati, se si vogliono acquistare i biglietti per il Mondiale? Allen ha una sola, semplice ricetta: affidarsi agli organi ufficiali. Il sito della RWC permette di acquistare i biglietti di tutte le partite, mentre per quanto riguarda i dettagli del viaggio ufficiale del torneo e il programma di ospitalità potete fare riferimento al portale di Travel&Hospitality della RWC.