Due incroci pericolosi durante Italia-Galles, tra il nostro “mozzarella” e il dragone Mike Philips. Oddio, sono stati molti di più, ma questi due sono stati spettacolari. Nel primo ad andare già è stato il nostro mediano di mischia. Nel secondo il numero 9 azzurro rende la pariglia al gallese, nonostante una manciata di centimetri e circa 12 chili in meno. Buona visione
Serie B: il Frascati si ritira
Il comunicato con cui il Frascati Rugby annuncia il ritiro dal girone D della Serie B
I componenti della prima squadra del Frascati Rugby ritengono sia necessario chiarire a tutti i sostenitori e agli affezionati della palla ovale, di Frascati e non, la motivazione del malcontento che ormai da tempo emerge dallo spogliatoio e che ha portato alla radicale decisione di non presentarsi agli allenamenti e di non disputare più le prossime partite di campionato.
Ricordiamo che la società del Rugby Frascati è presente nel nostro Paese da oltre sessant’anni e affinché non si dica che la fine di questa tradizione sia dovuta alla volontà dei giocatori o che sia nostra responsabilità, vogliamo dar voce alla nostra protesta rendendo pubblica la situazione di grave disagio in cui si trova attualmente la nostra squadra.
Abbiamo alle spalle una dirigenza incapace di guidare tecnicamente una squadra di rugby, che non ha mai veramente assorbito il vero significato di questo sport e dello spirito di gruppo necessari alla sua sopravvivenza. Vogliamo, inoltre, sottolineare che i nostri dirigenti non hanno nemmeno più i mezzi economici fondamentali per una decorosa conduzione di un gruppo sportivo.
Ciò di cui ci si lamenta non è di certo solo il mancato pagamento delle cifre accordate nella stagione precedente perché abbiamo comunque continuato a giocare e ad allenarci come sempre, anche con ottimi risultati visto che abbiamo giocato la finale nazionale a maggio del 2010 e che quest’anno siamo secondi in classifica. Quello che chiediamo è solo più attenzione alle necessità primarie di tutti noi. Non siamo tutelati né a livello medico né a livello organizzativo, non ci sono né strutture né materiale sanitario; non abbiamo nemmeno le fasciature, figuriamoci se si può pretendere un’infermeria, un fisioterapista o una qualsiasi forma di garanzia o assistenza esterna quando ci si infortuna durante le partite o gli allenamenti. Spesso da parte della dirigenza non c’è nemmeno preoccupazione e interessamento nei giorni successivi; dopo un infortunio, molti di noi sono costretti a provvedere personalmente e a proprie spese alle cure e alle terapie del caso.
Siamo una squadra di serie B che non ha nemmeno l’abbigliamento e il materiale sportivo necessari per presentarsi dignitosamente agli avversari. Non è una questione di soldi ma di un inesistente attaccamento a questi colori e a questa maglia da parte del presidente e dei suoi collaboratori; attaccamento che invece ha
spinto ognuno di noi a continuare a giocare e ad
allenarsi per la squadra e l’allenatore che ci ha visto crescere fisicamente e moralmente. Noi non abbiamo mai ‘mollato’, non ci siamo mai sottratti al nostro impegno sportivo, non abbiamo mai perso di vista l’essenza del rugby e la passione per questo gioco che è sempre viva in noi. Quando, però, si arriva al campo e per mesi non si vede mai nessuno della dirigenza, viene da chiedersi perché dobbiamo faticare in mezzo al fango, perché fare i chilometri per venire agli allenamenti, perché sottrarre tempo ai nostri doveri, allo studio, al lavoro o anche ad altri nostri interessi.
Siamo abbandonati a noi stessi, senza nessun punto di riferimento, nessun rappresentante della Società che si interessi minimamente al lavoro che si svolge durante la settimana. In fondo ciò che si richiede sarebbe semplice da ottenere se loro, solo per un momento, condividessero il nostro stesso entusiasmo.
I ragazzi della Prima Squadra
del Rugby Frascati
Fotogallery: Cosenza, Italia-Galles U20
Gli scatti sono di Valeria Serra, e li trovate tutti qui
Video: Una giornata con i dragoni gallesi
Una clip pubblicata sul sito di La7
Video: come si allenano gli all blacks? Con una valanga di fango…
Sembra “Rocky IV”, quando Stallone si allenava nella neve alta un metro trascinando tronchi. Ma quello è cinema, e questo video è vero…

