“Quelli che il rugby”, stasera la puntata numero 16

La presentazione della puntata di questa sera di “Quelli che il rugby” su Rugby Union Times. Che dire, non perdetevela

Torna oggi  alle 23 in diretta  sulle frequenze di Centro Suono Sport (Roma FM 101.5,  Frosinone  FM 101.2, Subiaco FM 102.00,  Latina FM 96.00) e in webstreaming sul sito www.centrosuonosport.com “Quelli che…il rugby”, l’appuntamento radiofonico completamente dedicato alla palla ovale condotto da Davide Libertucci, Marco Ermocida e Christian Marchetti.
Le giovani promesse del rugby italiano, la nazionale azzurra e lo stato del movimento saranno protagonisti della 16 puntata in onnda stasera. Ospiti in diretta telefonica Riccardo Bocchino, apertura degli Aironi e della Nazionale Italiana, e Gianluca Barca, direttore della Rivista All Rugby e commentatore per La7 & Dahlia.

In scaletta:
Heineken Cup
Finalmente Aironi: arriva il primo prestigioso successo contro il Biarritz. Ospite telefonico l’apertura degli Aironi e della Nazionale Riccardo Bocchino
Peccato Treviso: contro gli Scarlets sfugge un successo alla portata

Challenge Cup
Disastro Italia, si salva solo Padova

Nazionale & Celtic League
Il punto e il bilancio sul 2010. Ospite telefonico il direttore di All Rugby Gianluca Barca
Il futuro di Mallett e i rumours su Brunel

Trofeo Eccellenza
La situazione dopo la III giornata

Serie A
La situazione dopo la IX giornata

E molto altro ancora

“Quelli che il rugby”,  tutti i giovedì in diretta su Radio Centro Suono Sport e in webstreaming su centrosuonosport.com dalle 23

 

Una questione arbitri anche nel rugby?

Grazie a dio  la palla ovale anche in questo campo rimane lontano anni luce da quella rotonda. Però parlare della classe arbitrale si può e si deve. Come fa oggi Right Rugby

Brendan Venter ormai lo conosciamo bene: il coach sudafricano dei London Saracens è un tipo che non le manda a dire e che, a suo modo, ha contribuito a dare un’immagine nuova alla sua squadra, una di quelle che ha imparato a maneggiare il marketing oltre che la palla ovale. Giusto per fare un esempio, prima del via dell’Aviva Premieship, i Sarries hanno posato per una foto ufficiale con ciascun giocatore vestito da super eroe o nei panni di un personaggio dei cartoni e fumetti. Il capitano Steve Borthwick ha paccato la cerimonia di presentazione dell’Heineken Cup 2010/2011 perché nello stesso giorno aveva programmato con i compagni una gita all’Oktober Fest.
Venter si è beccato una multa di 22.000 sterline dalla ERC per aver criticato duramente la preparazione degli arbitri lo scorso ottobre, dopo la sconfitta con il Leinster, esigendo rispetto. E non è stato da meno sabato, dopo un’altra sconfitta contro il Racing Metro: il manager praticamente si è rifiutato di rispondere alle domande del giornalista di Sky Sport UK come forma di protesta alla multa ricevuta. Una performance che merita di essere vista. Tra le altre cose, lo stesso board europeo lo ha richiamato all’ordine perché Venter si dimostri educato verso i giornalisti.
Il fatto è che una questione arbitri esiste. Le lamentele si sprecano – senza trasformarsi in polemiche moviolistiche stile calcistico. La RFU da parte sua aveva diramato un vademecum perché i giudici di gara affrontassero meglio le fasi di mischia ordinata, scandendo più lentamente i quattro tempi che la regolamentano. Il guaio è che se la soluzione può portare soluzione in Inghilterra, per il resto si assistono a lunghi minuti trascorsi tra un engage e l’altro, senza che l’arbitro prenda una decisione in breve tempo di fronte ai “collassi” o a prime linee che non hanno alcuna intenzione di filare dritto.
I guai grossi però si registrano nell’area di contesa dell’ovale. Sabato scorso, durante la partita traAironi-Biarritz ci è capitato di vedere dal vivo a tuffi ed entrate dai gate laterali lampanti, ma l’irlandese Fitzgibbon più volte ha fatto finta di nulla. Scene simili si sono intraviste tra Munster-Ospreys, match da tenere sott’occhio non fosse altro per i tanti trucchi che gli avanti irlandesi in generale adottano nelle ruck. Per non parlare delle volte in cui chi è fuori dalla contesa, parte da posizione di fuorigioco.  La sensazione che la European Rugby Cup abbia colto l’occasione per tirare le orecchie al club inglese dopo i fatti sopra citati. Ma i punti caldi rimangono tali.

Il tifo corretto? Lo si impara

Come evitare le “derive calcistiche”? Rugby Union Times rilancia un progetto della Benetton Treviso

Riparte da questa settimana il progetto sociale della Scuola di Tifo dei Draghi che vede il Benetton Rugby protagonista in prima linea per lo sviluppo di questa lodevole iniziativa. Il progetto che mira alla promozione di un sostegno sano e positivo da parte dei tifosi del domani, verrà lanciato venerdì alle 12 in una conferenza stampa presso la sede della Provincia di Treviso a Sant’Artemio.
Come al solito l’idea avrà la duplice cornice degli stadi e dei palazzetti del territorio della Marca, con la partecipazione dei ragazzi impegnati agli incontri ufficiali delle squadre più rappresentative in diverse discipline agonistiche, ma anche quella delle scuole dove gli istruttori spiegheranno con lavori in classe che cosa si intende per tifo corretto, stigmatizzando gli eccessi negativi con cui la realtà sportiva è, a volte, chiamata a relazionarsi.
Non mancheranno, poi, nemmeno le testimonianze dei grandi campioni dello sport, i veri protagonisti del week-end, che porteranno il loro esempio ai più giovani.
Il primo appuntamento con il Benetton Rugby è per sabato 18 dicembre alle 14:30 allo Stadio Monigo per il match della quarta giornata di Heineken Cup contro gli Scarlets.

Il sito del progetto-Draghi

 

 

Le interviste possibili: quei fiorellini dei Bergamasco

I due fratelli più bravi e famosi del rugby italiano hanno rilasciato una intervista a Chi. Domade e risposte che fanno emergere un quadro… inconsueto. Eccola:

Con indosso la tuta da lavoro, armati cesoie e innaffiatoio per curare i fiorellini nessuno li aveva visti mai. Mirco e Mauro Bergamasco, i fratelli d’Italia del rugby, stupiscono ancora e dai verdi campi della palla ovale, sono passati (per una volta) agli orticelli. Ci dispiace, ma questa volta non assisterete a un’esibizione di muscoli, come nel celebre calendario dei rugbisti Dieux du stade, per il quale sono stati fotografati in pose statuarie. Mirco e Mauro interpretano due tranquilli giardinieri, forse un po’ sentimentali, alle prese con rose, peonie e amarilli. Certo, fa un po’  effetto vedere due colossi di 90 chili di peso, maneggiare con cura fragili piantine. Invece ci sanno fare per davvero, come svelano a Chi per la serie “Se non fossi…”.
Domanda. Se non foste stati giocatori professionisti, avreste dunque fatto i giardinieri? A voi la palla. Mirco: «Il giardinaggio è sempre stato un hobby, un piacevole passatempo per rilassare la mente. Ma certo la passione per il rugby è sempre stata predominante, arriva da nostro padre Arturo, che è stato prima un campione e poi un tecnico federale».
D. A casa vostra avete piante particolari? Mauro. «Abitiamo a Parigi, Mauro gioca nello Stade Francais, mentre Mirco milita nel Racing Metro 92 e abbiamo un terrazzo con tante piante grasse. Durano di più e non hanno bisogno di particolare manutenzione».
D. Chi dei due ha più il “pollice verde”? Mirco. «Sicuramente Mauro».
D. Da bambini avevate una casa sull’albero? Giocavate nei boschi? Mauro. «Si, insieme ci divertivamo molto. Di solito ci arrampicavamo sugli alberi per poi catapultarci giù. Spesso giocavamo a nasconderci e una volta per trovare più in fretta mio fratello Mirco stavo per combinare un guaio. Si era nascosto dietro un cespuglio e, per scovarlo, ho sfoltito le foglie con una cesoia, portandogli via anche una ciocca di capelli. Per fortuna li aveva lunghi e non si è notata troppo la nuova “sfumatura”».
D. L’uomo forte e muscoloso che cura i fiori, secondo voi è un’immagine che intenerisce oppure che conquista le donne? Mirco. «Può intenerire, ma anche affascinare, se si sa scegliere il fiore giusto al momento giusto».
D. Avete mai curato un giardino come due giardinieri? Mirco. «No. non ci hanno ancora ingaggiato per  questo. Ma non si sa mai».
Mai regalato fiori per amore? Mauro. «Per un compleanno, per la festa della mamma… Eh sì, anche per amore»
D. Il giardiniere “attraente” è un’icona di seduzione nell’immaginario femminile. C’è chi dice che vi trova sexy anche con la tutina da lavoro e le cesoie. Mauro. «Se riusciamo a essere seducenti e sexy in quelle condizioni, possiamo dire di avere un futuro».
D. Qual è il giardino più bello che avete mai visto? In Italia oppure all’estero? In Francia ne esistono di stupendi. Mirco. «Conosciamo meglio quelli francesi, come il Jardin du Luxembourg, il Parc des Butles Chaumont o il Parc Montsouris. A Roma abbiamo visitato i Giardini Vaticani: bellissimi!».
D. In fondo il vostro lavoro quotidiano ha a che fare con i prati. Che cosa sarebbe il rugbv senza un bel prato? Perderebbe il suo fascino? Mirco. «È fondamentale avere un campo da gioco perfetto senza buche, senza zolle rialzate. Grazie ai giardinieri delle società per le quali giochiamo abbiamo sempre dei campi impeccabili. Al contrario sarebbero bruttissimi e pericolosi campi da rugby in terra battuta. Sì, il campo da rugby ha un bel fascino, specialmente durante le partite».
D. Tra una gita romantica in una città oppure in campagna, che cosa scegliereste? Mauro. «Aria aperta e poi uno chalet romantico”.
D. Se a uno dei due nascesse una figlia la chiamereste con il nome di un fiore? Mirco. «Perché no? Ci sono tanti nomi di fiori da donna bellissimi: Jasmine, Viola, Margherita…».
D. A proposito delle prossime partite in azzurro, avete buone chance di vittoria, incrociando le dita? Mauro. «Questa è una bella domanda: non facciamo mai pronostici. Già. incrociamo le

dita e anche i pollici verdi!»

Se la fotografa si veste da Babbo Natale

Un articolo e una galleria di immagini che ho pubblicato sul sito di Radio R101

Il Museo del Rugby si trova a

Martin Castrogiovanni

Colleferro, in provincia di Roma. Lì gli appassionati di rugby possono trovare cimeli di ogni genere, ricordi di partite e oltre 400 maglie storiche. Ora potranno ammirare anche una raccolta di scatti fotografici stampati su tela. Si tratta della serie Rugby Gentlemen, la cui autrice è Sabrina Conforti, fotografa professionista che da tempo segue con grande passione il mondo della palla ovale. Le immagini, che abbiamo raccolto qui integralmente, sono state donate dall’autrice all’ideatore e presidente del Museo, Corrado Mattoccia.
Tra i “modelli” ci sono Gerard Fraser, Winston Mafi, Ben Evans, Andrea Barbieri, Roberto Mandelli, Luciano Rodriguez, Daniele Forcucci, Luca Beccaris, Sebastiano Dusi, Andrea Todini, Mattia Locatelli, Michele Gabba, Valentino Cerri, Paolo Renica, Alejandro Moreno.
A spiccare è però una bellissima immagine di Martin Castrogiovanni scattata lo scorso 9 ottobre durante la conferenza stampa post partita della sfida di Heineken Cup tra Treviso e Leicester Tigers.
Complimenti al Museo del Rugby per la nuova acquisizione e un applauso a Sabrina Conforti (cliccando qui andate al suo sito).

PER VEDERE LE IMMAGINI CLICCATE QUI