Vigili del Fuoco Rugby, la nazionale azzurra pronta al Mondiale di New York

Ricevo e pubblico

Ad un settimana dalla partenza per i World Police & Fire Games di New York, i giochi mondiali riservati alle forze di polizia e servizi antincendi di tutto il mondo, la rappresentativa nazionale di rugby formata da Vigili del Fuoco prosegue la preparazione in vista dell’impegno negli States. La ricorrenza del decennale delle “Torri Gemelle” è valore aggiunto ad una manifestazione che vedrà confluire nella “grande mela” 20 mila atleti di 70 nazioni, che si sfideranno in 69 specialità.
Il tecnico feltrino Stefano Giop, si dice fiducioso per una buona prestazione dei “suoi”. “Il torneo ufficiale di Cortina ha evidenziato buone cose, ma anche aspetti su cui lavorare che ci son costati un piazzamento migliore. Non si può annullare l’Italia Seven per un tempo e mezzo e perdere all’ultimo secondo per un problema di comunicazione. Son cose su cui riflettere tanto più che a New York la concorrenza sarà decisamente di alto livello”.
L’organizzazione dei giochi ha intanto varato formula e calendario, che vedrà gli azzurri affrontare sul sintetico di Randall’s Island Park, nel barrage iniziale che deciderà la collocazione nel tabellone, la squadra canadese di Calgary. In caso di vittoria parte alta del tabellone con la Nuova Zelanda ad attendere subito l’Italia; viceversa parte bassa e primo incontro con i padroni di casa di New York.
Nel lotto rappresentative di Inghilterra, Spagna, Canada, Stati Uniti, Irlanda, Galles, Australia, Francia, Nuova Zelanda, Hong Kong, una partecipazione qualificata e di spessore.
Ricordiamo i convocati dell’Italia: Baracchi (Amatori Milano), Teodorini (Badia), Andreoli (Lyons Piacenza), Calcagno (L’Aquila), Flagiello (Badia), Scapoli (Cus Ferrara), Costantini (Lumezzane), Lunanova (Veneziamestre), Lanzoni (Donelli Modena), La Sorda (Monza), Piacentini (Elba), Gabba (Brescia).
A far compagnia alla selezione maggiore, ci sarà anche la squadra Over 35, che parteciperà al mondialino di categoria con primo test contro il Galles.
Convocati: Matta (Sinnai), Pellizzari, Cavaliere (Cus Ferrara), Gabrielli (Feltre), Pieretti (Elba), Toso (Petrarca Padova), Ferri (Donelli Modena), Zanin (Jesolo), Masiero (Villadose), Ferrari (Alghero), Rossetti, Selmini (Dak Mantova).
La spedizione è impreziosita dalla presenza e collaborazione del tecnico delle nazionali femminili Andrea Di Giandomenico. Di lunga militanza nei ranghi azzurri ai tempi di Reggio Emilia, nell’occasione newyorkese chiuderà idealmente la parentesi con i Vigili del Fuoco. “ Sono davvero felice di rifare parte di questo gruppo che mi ha dato tante emozioni, dice Andrea Di Giandomenico. Mi emoziona l’idea di chiudere questa parentesi a New York ; con questa maglia addosso ho passato anni bellissimi trovando amicizie profonde ad anche soddisfazioni dal punto di vista sportivo. Speriamo di chiudere con un altro successo…Non sarebbe male…”.
Lo staff sarà completato dal preparatore atletico prof. Luca Grandinetti (Lazio 1927), dal medico Dott. Roberto Alessandrini (Lyons Piacenza), dal fisioterapista Enrico Carrara (Cus Ferrara), dal masseur Tarcisio Ubbiali (Bergamo) e dall’ equipment manager Andrea Vivian.

I cinque doni di Bettarello al Museo del Rugby

Dal sito de Il Museo del Rugby

Corrado Mattoccia lo aveva già incontrato a Treviso in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra “Fango e Sudore, le maglie del Rugby Mondiale”, allestita presso il rinnovato Spazio Paraggi di Treviso in occasione dei Mondiali Under 20 di due mesi fa’.

Bettarello aveva accettato l’invito degli organizzatori dell’esposizione, Claudio Da Ponte e Nicola Giuliato, ad intervenire quel giorno raccontando la propria esperienza legata alla maglia da rugby, lui che di aneddoti ne può certamente snocciolare tanti.

La storia del rugby italiano degli Anni ’70 ed 80’ è legata profondamente a quest’uomo che ha collezionato in un epoca in cui i ritmi azzurri non erano quelli di oggi, 55 caps e soprattutto conquistato un record personale, raggiunto ma mai superato.

Fra le cinque maglie donate c’è anche la maglia del record, la casacca rossa del Canada del 1983,partita in cui Stefano segnò da solo 29 punti, record mondiale dell’epoca eguagliato diversi anni dopo da Diego Dominguez, realizzato nei quattro modi possibili: una meta, due drop, cinque calci piazzati, due trasformazioni.

Con la maglia del Canada ha consegnato nelle mani di Mattoccia che lo incontrato nella sua Rovigo, quella di Tahiti del lunghissimo tour negli Stati Uniti, Nuova Zelanda e Pacifico dell’80, quella dellaNuova Zelanda del 1979 a Rovigo giocato di fronte a 12.000 spettatori, quella di Michael Lynagh cheaffrontò giocando contro Queensland nell’86, quella di Ollie Campbell mitica apertura del Leinster e dell’Irlanda a cavallo fra gli Anni ’70 ed ’80, ed infine quella di una leggenda del rugby mondiale, entrato di diritto nell’International Hall of Fame, l’australiano Nick Farr-Jones, cimelio di cui Bettarello entrò in possesso in modo del tutto insolito.

Scopri come leggendo il racconto del protagonista su http://www.ilmuseodelrugby.it, nella sezione “La Collezione”, “Il Numero 9/Nick Farr-Jones”.

Il Grillotalpa si mette il costume da bagno

Qui. Il Grillotalpa se ne va qui. Per tre settimane. Per riposarsi, strafogarsi, strapazzare brutto ceffo numero 1 e brutto ceffo numero 2, anche se alla fine saranno loro a strapazzare me. Venti giorni in balìa di orecchiette, minchiareddhi, negroamaro e pizzica. Sì, ci sarà ovviamente un po’ di rugby, ma un minimo di decompressione prima dell’abbuffata iridata ci vuole.
Tutto questo per dirvi che non sparisco, che qua e là aggiornerò il blog, ma non so dirvi come e quanto (e dipenderà pure dalla connessione, che non è ottimale). Eppoi rimagono comunque vacanze. Dal 20 agosto tutto tornerà normale. Nel frattempo pensatemi e vogliatemi bene, che io ve ne voglio. Ciao a tutti!
Ps: oh, buone vacanze anche a voi! E buon lavoro invece a chi non staccherà la spina…

Tra musica e video il rugby fa Tilt

Il backstage del video dei Tilt, “Come se”, di ambientazione rugbistica. ILa band è attiva dal 2000 e propone un rock molto orecchiabile. In passato hanno fatto da spalla a Caparezza, Negramaro, Velvet, Elio e le Storie Tese e Tre Allegri Ragazzi Morti.
A prestare campo e giocatori è stato l’Asti Rugby.


 A QUESTO LINK IL VIDEO FATTO E FINITO

Il Museo del Rugby e il suo murales

Fabio Ongaro e Mauro Bergamasco hanno ispirato il murales di Camillo Cuccioli e David De Angelis – meglio conosciuti nel territorio dei Castelli Romani sotto lo pseudonimo  “Gofy Imak Roman Castles Army” –  che da ieri accoglie i visitatori all’ingresso del Museo del Rugby a Colleferro.

Misura 683 cm per 215 cm il “Muro del Rugby” (come è stato già ribattezzato) e raffigura i due giocatori in maglia azzurra, il logo della Red&Blu Rugby, di cui è il presidente Corrado Mattoccia, e la Civetta, simbolo del Rugby di Colleferro cui il museo ha dedicato un’intera sezione: vi sono esposte ventisette maglie che raccontano gli ultimi trentacinque anni della storia ovale colleferrina e degli uomini e delle donne, che quella storia l’hanno scritta.

“Abbiamo chiesto ad un imprenditore Colleferrino di metterci a disposizione i muri di recinzione della sua attività” – spiega Corrado Mattoccia, curatore del museo – “per organizzare un campionato di “writers” interamente dedicato al rugby; non basterà a far risollevare Colleferro dalla grave crisi economica in cui versa ma sicuramente lo faremo diventare meta d’obbligo di tutti i rugbisti che ruoteranno intorno alla Capitale durante il 6 Nazioni”.