Fotogallery: Crociati & Noceto, alleanza parmigiana per Movember

Le foto sono di Francesca Olivetti e le trovate qui

Video: anche Giovanelli in sostegno al wheelchair rugby

Il video è di qualche mese fa, ma è un ottimo lancio per il raduno del prossimo fine settimana

Wheelchair rugby, appuntamento nel week-end a Lignano

Ricevo e pubblico

Abbiamo imparato a conoscere il wheelchair rugby grazie al raduno della FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) che si è svolto a Prato a metà ottobre. Abbiamo visto gli allenamenti del Team Italia e, di questo sport  ci siamo innamorati.
Per chi non conoscesse il wheelchair rugby, ovvero il rugby in carrozzina l’occasione italiana per vederlo dal vivo si presenterà il prossimo week end quando a Lignano Sabbiadoro Italia, Svizzera, Norvegia e Repubblica Ceca, dal 18 al 20 novembre, si affronteranno  per la Lignano Cup 2011, torneo internazionale  organizzato dall’associazione Sportequal in collaborazione con la Fispes.
L’evento, che si svolgerà presso l’impianto sportivo della GeTur  è inserito nel “progetto Rio 2016” per la presentazione di una rappresentativa nazionale competitiva alle Paralimpiadi brasiliane. Il wheelchair rugby è disciplina paralimpica già da Sidney 2000, praticato in oltre 25 Paesi e che si sta sviluppando sempre più. A livello internazionale la disciplina è regolata dall’IWRF International Wheelchair Rubgy Federation, riconosciuta dall’IPC (International Paralympic Committee) e già praticata in 14 Nazioni in Europa.
In ogni continente ogni due anni si svolgono Campionati Continentali (quelli europei 2011 in Svizzera), mentre ogni quattro anni si giocano i Campionati del Mondo. Vi sono poi diversi tornei internazionali durante l’anno.
In Italia il suo recente riconoscimento tra le discipline federali istituzionali ha dato un grande slancio al movimento ed ha messo in moto tutta una serie di iniziative dedicate allo sviluppo dei vari programmi di preparazione tecnica e fisica, con un calendario di stage e un’attività di marketing con il coinvolgimento di alcune istituzioni e partner privati.
Dopo un primo momento promozionale presso la GeTur di Lignano a febbraio, nello stage di Fontanafredda di fine giugno, il gruppo di lavoro dedicato al progetto ha avuto modo di tracciare un primo percorso organizzativo e formare così un’ampia base di atleti sulla quale poi selezionare nel tempo i migliori. Da luglio scorso poi si sono svolti altri raduni (Gemona, Abano, Fontanafredda, Prato, Verona) con l’obbiettivo di presentarsi alla prima uscita ufficiale al torneo di Lignano per l’acquisizione di un ranking mondiale.
Se qualcuno che arriva dal mondo della palla ovale dovesse sorprendersi del fatto che si gioca con una palla rotonda, è pregato di non lasciarsi fuorviare, perché il wheelchair rugby è rugby per davvero, profondamente gemello dello sport della palla ovale nei valori, nei principi della squadra, nelle difficoltà tecniche e nelle caratteristiche  tecnico-tattiche, psicologiche e mentali. E come il rugby che si gioca con la palla ovale è divertente e appassionante da vedere.
Il regolamento, nel rugby, si sa, non è di facile intuizione, ma il rugby sa essere divertente anche per chi non è propriamente un esperto. Per chi fosse curioso di saperne qualcosa di più esiste un corposo regolamento in inglese e di seguito ecco un riassunto di poche regole che ci fa capire di cosa stiamo parlando.

LA PALLA – Nel rugby in carrozzina di usa un pallone da pallavolo, non la tradizionale palla ovale del Rugby.
LA SQUADRA E IL CAMPO – La squadra è composta da 12 giocatori tetraplegici o con disabilità equivalenti; in campo ne scendono però solo quattro. Il campo è lungo 28 metri e largo 15 con un pavimento specifico.
LA PARTITA – Tre arbitri sono necessari per la partita che è composta da quattro tempi di otto minuti ciascuno. In caso di parità si va ai tempi supplementari. Il punteggio è determinato dalla meta che si ottiene quando il singolo giocatore oltrepassa con entrambe le ruote della sua carrozzina la linea di fondocampo.
LE REGOLE – Le regole principali sono prese dal regolamento del basket in carrozzina e dall’hockey. 40 secondi è il tempo concesso per un’azione, 12 secondi il tempo massimo per passare dalla zona di difesa a quella di attacco. Almeno ogni 10 secondi deve essere fatto un passaggio o un palleggio. C’è una zona chiamata Key Area dove non possono sostare più di quattro giocatori e non si può mai uscire dal campo per evitare di incorrere nelle penalità. Il fallo intenzionale, giudicato dall’arbitro, viene sanzionato con ammonizione ed espulsione. Si considera intenzionale il fallo che può provocare pericolo per il giocatore avversario.

La squadra Italiana che esordirà a Lignano  e che abbiamo visto a Prato è davvero un bel gruppo e potrà essere modello per altre realtà che speriamo di veder nascere presto anche in Toscana .
Sotto la guida del coach austriaco Renè Scwharz , anche se nel rugby si parla di squadra e non di singolo, non si può non  soffermarsi su un atleta davvero straordinario sul quale questa squadra può contare: Alvise De Vidi che a questo movimento ha dato l’impulso iniziale. Per chi non lo conoscesse riprendiamo poche  delle molte righe scritte su di lui : “ Alvise Secondo il Coni, che lo ha premiato nel 2001, Alvise De Vidi è uno dei 12 migliori atleti italiani del novecento, accanto a nomi come Dino Zoff, Agostino Abbagnale, Sara Simeoni, Nino Benvenuti, Domenico Fioravanti.

Anche Ghiraldini sul Calendario 2012 degli Amici di Cosimo

L’associazione “Amici di Cosimo” nasce nel corso del 2009 all’indomani di un brutto incidente di gioco che coinvolge, il 16 novembre 2008, Cosimo Alessandro, tallonatore allora ventiduenne dello Spezia Rugby, per rispondere all’esigenza di assicurare sostegno morale, materiale ed economico a Cosimo.
Ora è disponibile il calendario 2012: a questo link un po’ di foto

Uenuku – Mo Sis alla riscossa: fai sesso con un uomo coi baffi e sconfiggi il cancro

di Stefania Mattana

Abbiamo già ampiamente parlato di Movember, l’evento virale novembrino organizzato da alcune associazioni australiane e ormai diventato un fenomeno mondiale.
Il Grillotalpa, così come altri network e club di Ovalia, ha abbracciato la manifestazione, e sul web e sui campi di rugby fioccano baffi e baffetti, nel nome della lotta contro il cancro alla prostata e alla depressione maschile.
Ma il rugby e gli affari prettamente maschili, ormai, non sono più cosa solo da uomini. Strizzando l’occhio all’ironia, vuoi un po’ per la parità dei diritti, vuoi un po’ perché la solidarietà non ha sesso, anche le donne si sono buttate con successo nella campagna Movember.
Ad affiancare le pagine dei Mo Bro sono nati così i siti web e gli spazi sociali delle Mo Sistas, ragazze giovani e meno giovani che vestono un bel paio di baffi finti, per supportare i compagni uomini. E visto che i baffi – si spera! – sono sempre posticci, l’iniziatiava femminile lanciata per il Moustache Day del 18 novembre è quanto mai vera: fare l’amore con un uomo con i baffi, come spiega l’allegro poker di fanciulle nel video seguente.

Qualche ultra femminista e qualche gentile signore con poco humor ha storto amaramente il naso: quale assurdo tipo di iniziativa “benefica” si può mandare avanti con delle bizzarre proposte sessuali?
Il fatto è che non si sconfigge il cancro con un video, con un corale sforzo baffuto o con una campagna di incitamento al sesso, ma si possono fare grandi cose partendo dalle simbologie. Fare l’amore con un uomo con i baffi il 18 novembre è una proposta che desta interesse e clamore nell’opinione pubblica – sia nel bene che nel male. E far parlare di sé e delle eccentriche campagne di Movember significa portare in primo piano una malattia che spesso è silente e trascurata, e non facile da accettare nella psicologia di un uomo.

Cosa c’entrano le donne in Movember? C’entrano perché i problemi degli uomini sono anche i problemi delle donne, e si è più forti affrontandoli insieme. Se non è difficile vedere un uomo che indossa un nastro rosa nella settimana della lotta contro il cancro al seno, non deve essere difficile nemmeno vedere una donna che indossa un paio di baffi finti, o che fa proposte indecenti al proprio uomo. Dopo tutto, non c’è nessun effetto collaterale nell’aderire al Movember Day del 18 novembre. Il mio ragazzo si è già fatto crescere un bel paio di bei baffi. E anche io, per questo mese, ho lasciato nel cassetto la ceretta. D’altronde, donna baffuta, sempre piaciuta.