Sonny Bill, ancora All Blacks per qualche settimana. Forse.

Ad aprire la porta è il boss della NZRU, la federazione neozelandese: “he is still eligible and contracted to New Zealand”. Lui, ovviamente, è Sonny Bill Williams, che potrebbe essere chiamato a prendere parte alla prima fase del Rugby Championship dopo che il ct all blacks Steve Hansen ha saputo che Conrad Smith sarà indisponibile per almeno sei settimane”.
SBW alla fine del Super Rugby in corso andrà in Giappone e poi nella league australiana, “perdendo” così il diritto a vestire la maglia dei tuttineri, ma da quelle parti pensano di fare di necessità virtù e aggrapparsi ai cavilli burocratico. Cosa che normalmente non farebbero.
Le cose comunque non sono ancora chiarissime e lo stesso Tew prende tempo: “Vedremo dopo questo fine settimana, dipende anche da cosa faranno i Chiefs”. Ma la domanda vera da farsi è un’altra: cosa ne pensa Sonny Bill?
Chiudo con una dichiarazione di Tew sulla vicenda legata allo sponsor sulle maglie della nazionale neozelandese, parole molto dorotee: “AIG non ci ha chiesto di mettere il loro logo sul petto dei giocatori e nessuna della NZRU ha ricevuto visite a sorpresa da parte di Adidas”. Insomma, non è successo niente. Dice.

I Blues di Kirwan ripartono da Piri Weepu

E’ stato uno degli uomini più criticati della stagione, uno dei simboli negativi della disastrosa stagione dei Blues. A “salvarlo” il fatto che solo qualche mese fa era stato il simbolo positivo della vittoria iridata degli All Blacks. Ora però gli Auckland Blues del nuove head coach Jihn Kirwan decidono di metterlo al cuore del nuovo progetto: Piri Weepu ha rinnovato il suo contratto con la franchigia neozelandese per altri due anni.
Saranno presumibilmente parecchi i movimenti di mercato che interesseranno i Blues e la decisione di tenere il numero 9 assume quindi un significato preciso, a fronte anche delle uscite già annunciate: Jerome Kaino, Tevita Mailau, Lachie Munro, Benson Stanley, Chris Lowrey e Isaia Toeava il prossimo anno giocheranno altrove.

John Kirwan e la necessità della Nuova Zelanda di importare… italiani!

Sarah Daniell è una giornalista del New Zealand Herald dove tiene una rubrica che si chiama “12 extra questions with”. Si tratta di un botta e risposta con i protagonisti dei fatti del giorno da quelle parti e l’uomo del momento è naturalmente John Kirwan, nuovo head coach degli Auckland Blues. E JK dice chiaramente che la Nuova Zelanda avrebbe bisogno di più italiani. Tranquilli, non stava parlando di rugby. Purtroppo.

What does New Zealand need more of?
I think we’re in a good place, from a multi-cultural point of view. We probably need more Europeans. More Italians.

Kirwan ce l’ha fatta: è il nuovo head coach degli Auckland Blues

Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli. Così nel 1783 Vittori Alfieri scriveva a Ranieri de’ Calsabigi. Ma l’autore potrebbe essere anche John Kirwan, che anche lui quando si mette in testa una cosa…
JK ce l’ha fatta: è lui il nuovo head coach degli Auckland Blues.
Prende il posto di Pat Lam dopo una stagione davvero disastrosa per la franchigia neozelandese.  L’ex ct di Italia e Giappone ha firmato un contratto di due anni: “Sono onorato e felice – ha detto Kirwan – é un momento eccitante ed emozionante. Spero di iniziare una nuova era di innovazioni e successi”.
L’ex ala All Blacks non si è però fermato qui: “Sono emozionatissimo di tornare ad allenare in Nuova Zelanda. Auckland è casa mia e io sono orgoglioso di essere un uomo-Blues, qui ho iniziato la mia carriera”.
Kirwan ha dovuto superare una agguerrita concorrenza e nelle ultime ore era tornata fortissima l’ipotesi di una conferma di Lam, uomo molto vicino a Graham Henry e che avrebbe dato il via a una rivoluzione lenta e per piccoli passi. I Blues e la NZRU (che paga gli stipendi degli staff tecnici di tutte le franchigie) hanno invece optato per un taglio netto con il passato.
ora per JK inizia una nuova e importantissima avventura, per l’oggi e per il domani: i Blues possono infatti essere la principale porta d’ingresso per il pianeta All Blacks.

Sonny Bill Williams non ci sta: “Non sono un mercenario”

“La gente pensa che ogni volta che il mio manager esce di casa provi a vendermi a chiunque. Ma non è così, è vero l’opposto. La verità è che lui non sa quasi nulla. La verità è che io cerco di dare il meglio che posso sul campo, se poi ci riesco è chiaro che le offerte arrivino di conseguenza”.
SBW cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di giocatore attaccato solo ai soldi, sempre pronto a saltare da un contratto all’altro. E lo fa con una intervista a EWN Sport: “In tanti mi criticano perché firmo sempre contratti da un anno, ma in pochissimi pensano alla pressione che questa cosa mi mette addosso: sono praticamente costretto a migliorarmi sempre. Se non gioco bene poi nessuno mi vuole: la gente, prima di esprimersi, dovrebbe considerare il problema nel suo insieme”.
Poi apre di nuovo una finestra sul futuro: “Non so cosa succederà. Di certo so soltanto una cosa: se dovessi tornare in Nuova Zelanda potrei giocare solo con la maglia dei Chiefs, così come se dovessi tornare in Francia non potrei che indossare solo la divisa del Tolone”.
Il giocatore giusto una settimana fa ha annunciato che lascerò la madre patria – e la maglia degli All Blacks – per andare a giocare in Giappone e nella League australiana.