Uenuku – Una fotografa downunder: incontri ravvicinati del McCaw tipo

di Stefania Mattana

Atterrare ad Auckland significa mettere piede del pianeta ovale: tutto sprigiona rugby, anche gli edifici! Sabrina Conforti ci descrive la capitale del mondiale, ma soprattutto non perdetevi il racconto del suo meeting con il capitano degli All Blacks!
Trovate questo e molto altro nel suo diario di bordo….

di Sabrina Conforti

A Auckland si RESPIRA rugby, pure dal salumiere.
La febbre mondiale sta salendo, così come il mio tasso di colesterolo se continuo a mangiare così tante patatine fritte…….
Oggi, per non saper nè leggere nè scrivere, captain’s run degli All Blacks, e stamattina intervista a due Black Fern (gli All Blacks… donne). Mica pizza e fichi!
Ho chiesto a Richie (McCaw) di sposarlo…

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Video: Eden Park, Auckland, il cuore della RWC2 2011

Uenuku – Il mondiale per Christchurch

di Stefania Mattana

Era tanto ovvio quanto naturale, che il movimento rugbistico internazionale si sarebbe mosso a favore di Christchurch. A maggior ragione se i mondiali ovali si svolgono in Nuova Zelanda, ma non più – a causa del terremoto – proprio a Christchurch. Quello che si vedrà nei maxischermi degli stadi mondiali, nelle tv e su internet non sono spot spettacolari, ma appelli ad aiutare il movimento ovale di Canterbury, rimasto senza strutture e senza soldi dopo il sisma di febbraio.
Per questo, la RWC ha creato una fondazione chiamata RWC Christchurch Appeal, che ha la funzione di raccogliere fondi da destinare al Canterbury Rugby Football Union, il quale a sua volta distribuirà il denaro a tutti i livelli di organizzazione: infatti, gli organi più colpiti sembrano essere i club più “piccoli”, quelli legati alle scuole e che necessitano di aiuto per sviluppare e riparare strutture e campi. Tutti club e strutture che spesso latitano in silenzio, cercando di non farsi schiacciare dalle conseguenze del terremoto.
Il frontman di questa bella iniziativa non poteva essere che lui, l’icona del movimento di Union di Canterbury e della Nuova Zelanda: Richie McCaw, che da bravo capitano si è prestato volentieri come volto della campagna, ringraziando il mondo ovale per la solidarietà espressa in questi lunghi mesi dopo il terribile sisma.
Ma dietro McCaw c’è un gruppo ben assortito di volti noti del rugby che non hanno perso occasione di farsi alfieri del messaggio: non per ultima, tutta la squadra dell’Inghilterra – con Sir Wilkinson in prima fila – si è recata nella notte italiana in visita a Christchurch, proprio per testimoniare la loro vicinanza a questa sfortunata città.
L’appello di RWC Chistchurch Appeal è rivolto non solo agli spettatori del mondiale in Nuova Zelanda, ma anche a quelli lontani, che seguono le sfide iridate attraverso i media: chi desidera far parte di questa speciale squadra può donare cliccando sul sito http://www.rwcchistchurchappeal.com

Uenuku – Dunedin, la prima volta dell’erba al chiuso

di Stefania Mattana

Ospiterà l’esordio di Inghilterra e Argentina al mondiale neozelandese, e successivamente anche i nostri Azzurri. Stiamo parlando del nuovissimo stadio di Dunedin, il primo al mondo dotato di erba naturale ad essere chiuso permanentemente da un tetto.
Avevamo già visto episodi di stadi coperti da un tetto: per esempio il Millennium Stadium di Cardiff, che all’occorrenza può chiudersi riparando tifosi e atleti da neve, pioggia e freddo. Ma nella regione di Otago hanno fatto di più: il tetto è fisso, e in qualunque periodo dell’anno gli oltre 30 mila spettatori che trovano posto all’interno – e ovviamente i giocatori – possono godere delle condizioni climatiche e di umidità ideali. La luce del sole filtrerà dallo tetto, lasciato “trasparente” per dare la sensazione di essere all’esterno. L’impatto dello stadio visto da fuori è davvero incredibile.

Per quanto riguarda invece il manto verde del campo, i neozelandesi hanno fatto le cose per bene: forti dell’esperienza degli stadi di squadre come Leicester Tigers, Ospreys, London Wasps e del Mandela Bay Stadium di Porth Elizabeth (ma anche di club della pallatonda come Manchester City, Liverpool), hanno scelto una soluzione composta da 100% erba naturale rinforzata con oltre 20 milioni di fibre artificiali, controllate da un sistema computerizzato che le iniettano sul campo a 20 cm di profondità, a distanza di 2 cm le une dalle altre. Questo aiuta la crescita delle radici di erba naturale, che crescono tutte intorno alle fibre. Un sistema preciso e complicato, che rende il campo estremamente uniforme e stabile, facilita la riscrescita dell’erba stessa e ne aumenta la resistenza agli stress. Quest’ultima virtù del manto erboso si preannuncia una novità importante, visti i trattamenti non propriamente delicati che mischie e raggruppamenti in particolare riservano ai campi di tutto il mondo.

E dopo il mondiale? Nessuno spreco, anzi. Il nuovo stadio di Otago ospiterà non solo le partite di Super Rugby e di vari campionati ovali, ma in esso troveranno spazio anche altri eventi sportivi, musicali e di costume, come un vero e proprio centro polifunzionale.
Insomma, l’hanno capito anche dall’altro capo del mondo, come sfruttare i grandi impianti durante tutto l’anno, e quindi ammortizzarne anche gli ingenti costi di realizzazione.

Video: anche l’haka diventa un flash mob