Video: l’Italia e un problema di calci

Fotogallery: l’Italia-Inghilterra di Sabrina Conforti

Qui gli altri scatti di Sabrina

 

Verso Irlanda-Italia: Brunel conferma il gruppo e chiama Staibano

dall’ufficio stampa FIR

Jacques Brunel, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato trenta giocatori in preparazione al test-match di sabato 25 febbraio contro l’Irlanda all’Aviva Stadium di Dublino, terza giornata dell’RBS 6 Nazioni 2012.
Il CT ha confermato integralmente la rosa di atleti che ha preparato la gara di sabato scorso contro l’Inghilterra rinunciando forzatamente al solo Martin Castrogiovanni che salterà la trasferta irlandese a seguito della frattura alla settima costola destra riportata nel match contro il XV della Rosa.
In sua sostituzione è stato convocato il pilone destro degli Aironi Rugby Fabio Staibano, nove presenze con la Nazionale, la cui ultima apparizione in test-match risale alla partita di Christchurch contro la Nuova Zelanda del giugno 2009.

La Nazionale si radunerà presso il Centro Sportivo “Giulio Onesti” di Roma domenica 19 febbraio. Mercoledì 22 il CT ridurrà a ventiquattro elementi la rosa dei convocati ed annuncerà la formazione che scenderà per la prima volta sul prato dell’Aviva. Giovedì alle ore 12.10 la Nazionale volerà a Dublino in vista della sfida alla formazione di Declan Kidney.

Questi i trenta Azzurri convocati per la partita con l’Irlanda:

Piloni
Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 10 caps)
Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 93 caps)
Michele RIZZO (Benetton Treviso, 2 caps)
Fabio STAIBANO (Aironi Rugby, 9 caps)


Tallonatori
Tommaso D’APICE (Aironi Rugby, 5 caps)*
Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 43 caps)


Seconde linee
Marco BORTOLAMI (Aironi Rugby, 90 caps)
Quintin GELDENHUYS (Aironi Rugby, 27 caps)
Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 6 caps)
Cornelius VAN ZYL (Benetton Treviso, 7 caps)


Flanker/n.8
Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 18 caps)
Mauro BERGAMASCO (Aironi Rugby, 89 caps)
Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 16 caps)
Simone FAVARO (Aironi Rugby, 7 caps)*
Sergio PARISSE (Stade Francais, 85 caps)
Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 60 caps)


Mediano di mischia
Edoardo GORI (Benetton Treviso, 11 caps)*
Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 10 caps)

Mediani d’apertura
Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 11 caps)
Tobias BOTES (Benetton Treviso, 2 caps)

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 14 caps)*
Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 74 caps)
Luca MORISI (Banca Monte Parma Crociati, 1 cap)*
Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 15 caps)

Ali
Angelo ESPOSITO (Ruggers Tarvisium/Accademia FIR, esordiente)*
Roberto QUARTAROLI (Aironi Rugby, 3 caps)*
Giulio TONIOLATTI (Aironi Rugby, 8 caps)
Giovambattista VENDITTI (Aironi Rugby, 2 caps)*

Estremi
Andrea MASI (Aironi Rugby, 66 caps)
Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 35 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

E in Inghilterra se la prendono con Castro “l’illegale”

“It would be churlish and inaccurate to claim there were no positives from the Italian game. Alex Corbisiero is one of the few looseheads props to successfully counter the illegal arm-binding of Italian tighthead Martin Castrogiovanni. His tactic of shifting outside Castrogiovanni’s right shoulder and driving it back square, out and then up effectively nullified the Italian scrum-destroyer”.

Allora, il senso è che non è vero che per l’Inghilterra da un punto di vista prettamente tecnico (e risultato a parte, va da sé) non è venuto nulla di positivo dal match con l’Italia. Alex Corbisiero, ad esempio, è uno dei pochi che è riuscito a contrastare il continuo lavoro illegale di Castrogiovanni nel legare le braccia dell’avversario. La sua tattica di scivolare continuamente verso l’esterno della spalla destra del pilone azzurro è riuscita nell’intento di annullare l’azzurro “distruttore di mischie”.

Queste parole le ha scritte Brian Moore, commentatore del telepgraph, e assomigliano moltissimo alle critiche mosse da Graham Henry allo stesso Castro dopo Italia-Nuova Zelanda del 2009, quando il nostro numero 3 aveva annullato e umiliato il suo dirimpettaio Crockett. Ora, che in prima linea le cose non vadano sempre come vorrebbero i manuali mi pare una ovvietà, ma da qui ad accusare Castro di giocare illegalmente in maniera scientifica, beh, ce ne passa.
Poi, magari, quel “distruttore di mischie” finale è un complimento. Magari. Io almeno lo leggo così.

To Botes o non to Botes? Questo è il problema (di Brunel)

La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero per Il Gazzettino

Quello di Botes è il primo equivoco tattico che Brunel si trova a dover risolvere. Questione preliminare: non è il calciatore del Benetton. Nella scorsa stagione ha realizzato 127 punti in Celtic. Ma in quella attuale, tranne un paio di trasformazioni estemporanee, ha piazzato solo con il Leinster. I cecchini sono Burton e, le rare volte che può essere schierato, De Waal.
Il nodo più importante riguarda però l’attacco. Brunel ha cominciato già a Parigi a lavorare sulla distribuzione dei giocatori, specie degli avanti, per blocchi e zone di campo. Materia nella quale è un indiscutibile esperto. Ma perchè le costruzioni offensive possano prendere corpo è fondamentale al più presto una mediana affiatata che goda di fiducia incondizionata.
Botes è un giocatore di indubbia qualità. E’ svelto di gambe e di idee, ha un buon calcio
tattico, un passaggio preciso. Legge le difese, varia gli angoli di corsa, cerca e trova il break, nell’uno contro uno può battere chiunque, visto come si è bevuto Bowe a Monigo. Uno come lui fa tanto comodo a questa Italia. Il problema sembra essere come schierarlo.
Il citi è portato a pensare che Botes sia talmente bravo da poter diventare il mediano di apertura da qui ai Mondiali. E in questo ruolo lo sta sperimentando, utilizzandolo a partita
in corso al posto di Burton. Penso che Brunel abbia un ottimo fiuto. E che non sia impossibile che il sudafricano di Treviso possa un giorno indossare con autorevolezza
anche la maglia numero dieci. (…)
Ma per ora quel ruolo non è il suo. Vi ha giocato solo qualche spezzone con il Treviso. E quello di mediano di apertura è il più complesso e delicato dei posti: richiede tempo, fiducia, affinamento come con i grandi vini rossi. Mentre per ora sulle spalle del creativo ed elettrico Tobias, ci sono solo pressione, responsabilità e una comprensibile confusione tattica dovuta a un progetto tecnico appena imbastito. (…)