Italia e Irlanda: una storia lunga 22 anni (e rotti)

Ferruccio Venturoli, su repubblica.it

Tra Italia e Irlanda c’è sempre stato feeling. Forse per via della religione cattolica, forse per lo spirito, molto simile nonostante le diverse origini. Fatto sta che noi italiani, a Dublino, godiamo di una certa simpatia. Una simpatia che ventitré anni fa fu dimostrata proprio nei confronti della Federazione Italiana Rugby, concedendo alla nostra nazionale il primo confronto ufficiale, il primo test match, con una delle originarie “Home Unions” britanniche. Insomma il 31 dicembre 1988 la Nazionale italiana affrontò in uno dei grandi e storici templi del rugby, il Landsowne Road, di Dublino la nazionale irlandese. E non fu certo una partita presa sottogamba dagli irlandesi, visto che praticamente la stessa formazione che affrontò l’Italia quel giorno, poco più di un mese dopo scese in campo per il 5 Nazioni né, tantomeno, snobbata dal pubblico, visto che lo stadio, complice la bella giornata di festa, era pieno, cosi erano affollati di appassionati gli allenamenti.

“I tempi del 6 Nazioni erano ancora lontani, e noi non eravamo certo abituati a giocare davanti a quarantamila spettatori né a fare parte di ‘spettacoli sportivi’ cosi imponenti, cosi organizzati – dice oggi Luigi Salvati, allora ventitreenne, schierato all’ala dal coach Loreto Cucchiarelli – fu davvero un’emozione. Arrivammo con il treno che fermava praticamente dentro lo stadio e l’accoglienza, sia da parte dei dirigenti della Federazione Irlandese, sia da parte del pubblico, fu davvero stupenda. Eravamo emozionatissimi, consapevoli, quel giorno, di entrare nella piccola grande storia del rugby italiano. Mi ricordo l’inno di Mameli, poi quello irlandese, mi ricordo il vento, tanto vento, che faceva sventolare le bandiere.”

E l’Italia si comportò piuttosto bene, visto che il risultato finale fu di 31-15, con una meta  dell’ala Massimo Brunello e con i calci dell’estremo Luigi Troiani, oggi team manager della Nazionale. La nazionale italiana era stata invitata a disputare quella partita nell’ambito di una tournée, stranamente organizzata tra Natale e Capodanno, che prevedeva tre partite, la prima a Belfast contro l’Irlanda Under 25 (gli azzurri persero 21-16), quella con l’Irlanda e l’ultima, a Cork, contro una selezione delle quattro Province irlandesi ( l’Italia vinse 15-14).

“Ricordo il terzo tempo – racconta ancora Luigi Salvati – che combaciava con la festa di fine anno. Gli irlandesi erano tutti in smoking, come si usa nei terzi tempi internazionali; per noi, abituati in tutt’altro modo, fu una specie di shock, ma comunque quella partita tra i più bei ricordi del mia vita sportiva. “Per la cronaca, questa era la formazione di quella nazionale: Troiani, Brunello, Ambrosio, Morelli, salvati, Tebaldi, Pietrosanti, Pesce, Covi, Saetti, Reale, Favaro, De Bernardo, Trevisiol, Rossi. Da allora l’Italia ha giocato con l’Irlanda 18 partite, vincendone 3.

Voci azzurre verso l’Irlanda: Gori, Burton e BergaMirco

Al termine dell’annuncio della formazione dell’Italrugby che sabato alle 15.30 scenderà in campo al Flaminio di Roma contro l’Irlanda nella prima giornata dell’RBS 6 Nazioni la coppia mediana formata da Edoardo Gori e Kristopher Burton e l’ala azzurra Mirco Bergamasco hanno incontrato i media presenti presso il raduno del Park Hotel “La Borghesiana”.

Per Gori e Burton la partita di sabato segna l’esordio nel 6 Nazioni: “L’Irlanda – ha detto Gori, ventuno anni il prossimo 5 marzo – è una squadra di altissimo livello, sicuramente sento l’emozione dell’esordio in un Torneo tanto importante ma mi sento pronto. Sono arrivato in raduno con un piccolo problema al ginocchio ma ora sto bene. L’intesa tra me e Burton è buona, abbiamo giocato moltissimo insieme a Prato mentre quest’anno a Treviso abbiamo fatto reparto solo in una partita: ci conosciamo bene, abbiamo grande intesa – ha proseguito l’ex capitano degli Azzurrini – ed in settimana abbiamo lavorato bene insieme. Kris è un giocatore dalla tecnica incredibile, comunica molto, giocare sapendo di avere lui all’apertura è semplice e da sicurezza. Sabato dovremo mettere i nostri compagni nella condizione di esprimersi al meglio, organizzarli, dare e ricevere fiducia”.

Partire titolare in una partita tanto importante – ha detto Burton, al quinto cap internazionale – è una grande possibilità, io lavoro sempre per giocare e spero di confermarmi e ripagare la fiducia. Mi piace giocare con Gori, è un atleta intelligente e ci conosciamo bene per aver fatto coppia spesos a Prato. Edoardo è giovane ma ha tutto per stare a questo livello. Io dovrò prendere decisioni il più velocemente possibile, far girare la squadra al meglio e seguire le strutture di gioco che ci ha dato lo staff. Vestire la maglia dell’Italia – ha dichiarato il numero dieci italo-australiano della Benetton – per me è sempre un grande onore, ma in campo non avrò spazio per l’emozione, dovrò pensare solo al lavoro che mi viene chiesto di fare. Quest’anno con Treviso ho segnato alcuni drop in Magners League, ma non c’è niente di preparato: sicuramente se ci sarà la possibilità di provare a mettere punti sul tabellone non mi tirerò indietro. Di certo, ogni volta che saremo nel loro campo e avremo la possibilità di segnare, dovremo farlo per portare a casa la partita”.

Mirco Bergamasco, piazzatore designato e reduce dai ventiquattro punti messi a segno contro le Fiji a novembre, ha lavorato duro in settimana per mantenere alta la propria media realizzativa dopo il 100% nel match contro gli isolani di Modena: “Ho calciato molto, concentrandomi nei giorni scorsi sulla tecnica per aumentare la gittata dei miei calci. Oggi e domani lavorerò sulla precisione, è importante mantenere una media realizzativa alta nei giorni precedenti la partita per arrivare al match contro l’Irlanda con tanta fiducia. Con Doussy noi calciatori lavoriamo molto e bene, grazie a lui stiamo migliorando giorno dopo giorno” ha dichiarato il minore dei fratelli Bergamasco.

Oggi l’Italia ha svolto due allenamenti sul campo, entrambi dedicati all’organizzazione di gioco collettiva: al termine della seduta pomeridiana Parisse e compagni hanno lasciato la Borghesiana e si sono trasferiti all’Hotel Colony in vista del Captain’s run di domani mattina alle ore 11.00 allo Stadio Flaminio, ultimo momento di preparazione alla sfida di sabato contro l’Irlanda.

Gli azzurri anti-Irlanda: l’analisi di Solorugby

L’hanno appreso nel corso della riunione di martedì: “Kris, Ugo, tocca a voi”. Da lì il sostegno dei compagni di Nazionale. Consiglio più gettonato: “Tranquilli e non fatevi prendere dall’emozione, è vostro compito far ragionare la squadra”. Kristopher Burton, 30 anni, natali a Brisbane ma tanto sangue italiano per parte di madre (la signora Angela originaria di Luco dei Marsi); Edoardo “Ugo” Gori, 21 anni il 5 marzo e pratese purosangue: è questa la mediana scelta dal ct azzurro Nick Mallett per mettere il pepe sulla coda dell’Irlanda sabato, al debutto nel Sei Nazioni 2011 (ore 15.30, diretta Sky Sport 2; differita dalle 16.30 su La7).
PUNTO CRUCIALE “Pressione, pressione, pressione”, a detta di Burton sarà la filosofia offensiva degli azzurri. Un attacco che sarà comunque “condizionato dalla difesa avversaria. Dovremo essere bravi a leggerla e dunque a variare in corso d’opera la strategia”.
Comunque sia, appoggia Ugo, “determinanti saranno i primi venti minuti. Affrontiamo una squadra di altissimo livello che in apertura di gara ci darà indicazioni importanti”.
ORQUERA La maglia numero 10 avrebbe dovuto essere di proprietà di Luciano Orquera, ma le non perfette condizioni fisiche dell’apertura del Brive hanno spostato la scelta su Kris. Che userà il piede, attaccherà la linea del vantaggio e forse cercherà qualche drop come avviene con la sua Benetton Treviso. “Ciò su cui punto è ricavare punti da ogni incursione nella metà campo avversaria. Se ciò dovesse venire attraverso un calcio di rimbalzo sarà l’istinto a deciderlo. Con Mallett non abbiamo certo pianificato una strategia in tal senso”.
CHI L’HA VISTO? Discorso diverso per Gori. Prima l’infortunio, poi le scelte tecniche di Franco Smith sono alla base del suo scarsissimo impiego in maglia Benetton. In novembre sono venuti il debutto azzurro con l’Australia ed il secondo cap con le Figi. Tranquilli, da quanto assicura l’affiatamento con Kris è ottimo: “Ci conosciamo dai tempi di Prato e ci siamo sempre trovati bene. E’ un grande giocatore e so sempre dove si trova. E’ davvero facile giocare con lui”.
Burton invece è al quinto cap, il primo al Sei Nazioni. Estremo il 2 giugno 2007 nell’esordio con l’Uruguay (vittoria azzurra e 9 punti per lui), poi Argentina (sempre 2007), Australia e Nuova Zelanda (2009). Il battesimo del fuoco, insomma, è già stato espletato.
Sabato arriva l’Irlanda e lui l’affronterà con Ugo al fianco. “Attenti a non fare c…”, il messaggio tra il serio e il faceto di Castrogiovanni mentre i due sudano davanti alle telecamere nel corso delle interviste al raduno della “Borghesiana”. I due sorridono e tornano a regalare le proprie emozioni ai microfoni. Pronti, l’obiettivo Irlanda è nel mirino.

Ecco l’Italia anti-Irlanda: ci sono Sole e Parisse

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato oggi la formazione che affronterà l’Irlanda sabato 5 febbraio alle ore 15.30 allo Stadio Flaminio di Roma nella prima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011.

L’incontro verrà trasmesso su Sky Sport 2 in diretta con collegamento a partire dalle 14.30 ed in differita in chiaro su La7 a partire dalle ore 16.30.

Per la prima giornata del Torneo, il suo quarto sulla panchina della Nazionale, Mallett – unico CT ad aver guidato l’Italrugby in così tante edizioni – conferma integralmente la linea dei trequarti che, nell’ultimo Cariparma Test Match di novembre, aveva superato le Fiji a Modena: Luke McLean ad estremo conquista il suo venticinquesimo cap e divide il triangolo allargato con le ali Andrea Masi e Mirco Bergamasco. Il minore dei fratelli Bergamasco, alla presenza azzurra numero settantasette, è il trequarti azzurro più presente di sempre ed il giocatore italiano con più apparizioni da titolare (trentacinque) nel Torneo.

Confermata anche la coppia di centri protagonista della vittoria di Modena composta da Alberto Sgarbi e Gonzalo Canale.

Inedita e tutta targata Benetton Treviso la mediana azzurra, con Kristopher Burton che conquista la maglia numero dieci di apertura ed Edoardo Gori alla mischia: per entrambi si tratta dell’esordio nel 6 Nazioni. Burton e Gori, rispettivamente al quinto ed al terzo cap, tornano a dividere la cabina di regia dopo aver già fatto reparto nel Super 10 2009/2010 con la maglia dei Cavalieri Prato.

In terza linea Mallett punta su un trio di provata esperienza internazionale, con capitan Sergio Parisse numero otto affiancato dai flanker Alessandro Zanni e Josh Sole: in totale, i tre hanno accumulato centosessantacinque caps.

In seconda linea Quintin Geldenhuys e Santiago Dellapè fanno coppia invece per la prima volta dal calcio d’inizio, mentre in prima linea Mallett schiera Martin Castrogiovanni a destra, il vice-capitano Leonardo Ghiraldini a tallonatore e Salvatore Perugini a sinistra. Perugini, insieme a Mirco Bergamasco, è il rugbista italiano con più presenze assolute – quarantadue – nel 6 Nazioni.

In panchina Ongaro, Lo Cicero, Del Fava e Bernabò sono gli avanti a disposizione di Mallett, che completa la lista dei ventidue con i mediani Canavosio ed Orquera ed il trequarti Garcia.

Sabato al Flaminio l’Italia affronta l’Irlanda per la diciannovesima volta: tre le vittorie italiane, quindici quelle irlandesi. Negli undici scontri diretti nel 6 Nazioni il XV in verde ha sempre battuto gli Azzurri.

ITALIA

15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 24 caps)

14 Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 55 caps)

13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 61 caps)

12 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 8 caps)

11 Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 76 caps)

10 Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 4 caps)

9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 2 caps)*

8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 72 caps) – capitano

7 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 47 caps)

6 Josh SOLE (MPS Aironi, 46 caps)

5 Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 16 caps)

4 Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 60 caps)

3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 71 caps)

2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 32 caps)

1 Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 75 caps)

a disposizione

16 Fabio ONGARO (MPS Aironi, 74 caps)

17 Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 81 caps)

18 Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 48 caps)

19 Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)

20 Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 32 caps)

21 Luciano ORQUERA (Brive, 17 caps)

22 Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 18 caps)

Passi avanti per il “nuovo” Flaminio

Da solorugby

Un incontro presso la Sovrintendenza capitolina per esaminare la questione dell’ampliamento dello stadio Flaminio. Una riunione di “natura tecnica che ha visto la partecipazione degli uffici competenti, propedeutica a definire le fasi successive del progetto che non ho mai definito ‘decisivo’, come attribuitomi erroneamente”. Mette i puntini sulle “i” il presidente della Commisione Cultura e Sport del Comune di Roma Federico Mollicone, informando gli organi di comunicazione circa il vertice tenuto ieri, necessario a stabilire i tempi per la riqualificazione della “casa del rugby italiano”. Un progetto che, a margine della presentazione del Sei Nazioni, Mollicone definiva “già in fase ‘Lavori in corso’. A marzo completeremo l’opera di ristrutturazione delle aree sottostanti la tribuna coperta. Da marzo 2012 a dicembre dello stesso anno provvederemo all’ampliamento”.
Infine, nella nota diramata stamani, metafore rugbystiche per… placcare le voci: “Dispiace l’immotivata aggressività di alcuni organi di stampa rispetto alla totale disponibilità e alla buona volontà dell’Amministrazione capitolina che ha come unico obiettivo quello di portare a meta l’ampliamento dello stadio. Per il bene della città, dello sport romano e dei suoi tifosi”.