Auckland Blues e Italia U20, una liason che s’ha da fare

Un programma di interscambio tecnico e non solo tra una dell cinque franchigie neozelandesi del Super Rugby e la FIR. L’obiettivo? Quello di far crescere i giovani azzurri ma anche il loro staff tecnico. A darne notizia è Christian Marchetti di solorugby. Vi propongo uno stralcio del suo articolo.

La trattativa, che sta curando personalmente il presidente federale Giancarlo Dondi, è partita già prima di Natale e attende nuovi sviluppi il mese prossimo quando Andy Dalton, ieri tallonatore All Blacks e oggi Chief Excecutive Officer di Auckland Rugby, e i suoi saranno in Italia per il Sei Nazioni e per fare quattro chiacchiere con i vertici Fir.
IN COSA CONSISTE Quattro le aree di intervento su cui Dondi e i neozelandesi ragioneranno: scambio di giocatori e allenatori, sviluppo professionale dello staff tecnico, tour della Nazionale Under 20 in Nuova Zelanda e visita da ricambiare da parte dei Blues Under 20 o addirittura della prima squadra.
Ogni estate, i Blues spalancherebbero le porte a 6 o 8 Under 20 italiani scelti dalla Fir per uno stage di 12 settimane. Idem per i tecnici federali.
La Fir ricambierebbe il favore, ospitando presso le proprie strutture i coach neozelandesi che terrebbero seminari rivolti ai propri colleghi italiani delle categorie dall’Under 16 all’Under 20.
In preparazione ai Mondiale Junior, inoltre, gli azzurrini avrebbero l’opportunità di un tour agli antipodi. Stessa cosa dall’altra parte: le giovani promesse dei Blues farebbero una capatina nel Belpaese sempe in ottica “warm up” per la Coppa del Mondo.

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Torneo mondiale per club, un nuovo passo avanti

Da tempo si parla a mezza voce dell’intenzione di dar vita a un torneo tra squadre di club dell’emisfero nord e dell’emisfero sud. Ora una nuova spinta arriva dall’Australia, dove si sarebbe già pensato alla formula, anche se ancora da sistemare. Si starebbe pensando a una competizione che abbraccerebbe le qualificate ai quarti di finale di Heineken Cup e Super Rugby.
Il problema rimane il calendario, quando cioè inserire un torneo che nella migliore delle ipotesi porterebbe via almeno un mese e mezzo di tempo. Altro problema è il fatto che i calendari da qui al Mondiale 2015 sono praticamente già blindati. Vedremo quindi l’alba di questa nuova competizione dopo quella data? Non è detto, perché in Inghilterra sono molto interessati alla cosa esoprattuto alla ricaduta economica in termini di sponsor e diritti tv, e ai piani alti della RFU sono convinti che un accordo tra club e federazioni possa essere trovato molto prima.

Arbitri, una questione anche di soldi

Mourad Boudjellal ha chiesto che gli arbitri del Top 14 diventino professionisti, che al momento “fanno un lavoro di merda pagato male”. Parole sue. Al di là delle dichiarazioni folcloristiche il presidente del Tolone ha dato il via a una discussione sul ruolo dei fischietti. Sulla stampa francese sono state pubblicate anche le cifre, che sono diverse a seconda dello “statuto”. E cioè, se sono internazionali (in Francia sono quattro: Poite, Berdos, Garcès e Gaüzère) possono arrivare a guadagnare 4mila euro nei mesi più impegnati;  per gli altri invece ci si ferma a 420 euro mensili più un rimborso di 39 centesimi per ogni chilometro percorso.

E in Italia? Da noi c’è solo un fischietto “professionista”, Carlo Damasco, gli altri sono dilettanti.
Per tutti non c’è un fisso mensile ma un rimborso spese che deve però rispettare delle tabelle messe a disposizione dalla federazione: mi spiego, gli alberghi o sono prenotati direttamente dalla FIR o c’è un rimborso che prescinde dalla qualità dell’albergo. Se la FIR mette a disposizione – ad esempio 100 euro – ma l’arbitro vuole andare in un 5 stelle la federazione “copre” soltanto la cifra stabilita dalle tabelle.
Boudjellal chiedeva un compenso mensile per gli arbitri del Top 14 tra i 7mila e i 10mila euro, con premi in base alle prestazioni.

IRB, Mike Miller lascia

A fine gennaio Mike Miller lascerà la poltrona di direttore generale della Rugby World Cup Limited e di CEO dell’International Board. Il numero due del rugby mondiale passa quindi la mano a poco più di un mese dalla conferma di Bernard Lapasset alla presidenza dell’IRB.
“Sono stati 10 anni fantastici – ha detto Miller – per me è stato un onore e un privilegio entrare a far parte della famiglia del rugby. Sono stato fortunato ad aver avuto la possibilità di lavorare con tre presidente come Vernon Pugh, Syd Millar e Bernard Lapasset.
Non è ancora chiaro come e quando avverrà la sostituzione di Miller.

Un test-match al San Paolo di Napoli: toccherà a Sudafrica o Argentina

A Napoli speravano già di avere gli All Blacks il prossimo novembre, ma i neocampioni del mondo probabilmente saliranno sullo stesso palcoscenico del 2009.
Per il primo test-match della nazionale in una grande città del sud bisognerà aspettare l’autunno del 2013. E toccherà a Sudafrica oppure Argentina, con quest’ultima che appare favorita per il legame strettissimo con la città partenopea. La decisione potrebbe arrivare già a inizio febbraio.