Uenuku – Una fotografa downunder: i misteri degli Azzurri che si (con)fondono

di Stefania Mattana

La rassegna stampa kiwi durante la colazione è forse l’attività più illuminante che la nostra Sabrina possa fare prima di iniziare una dura mattinata in compagnia degli All Blacks, in quel di Christchurch.  Ebbene, la stampa neozelandese nasconde un mistero: tra i nostri Azzurri è stato individuato il nuovo e ultimo sex symbol italiano, ma i kiwi si sono rivelati molto nebulosi riguardo la sua identità. Un dubbio ci perplime: i neozelandesi hanno le idee poco chiare oppure sono indecisi tra i due contendenti al trono di più bello del rugby italico? Scopritelo nel diario di Sabrina Conforti!

di Sabrina Conforti
Christchurch – Colazione h9 prima di godersi un bell’allenamento degli All Blacks al Lindwood Rugby Club. Ma sì, sfogliamo un giornale addentando un bel brownie. Elisabetta Canalis – ITALIAN MODEL – partecipa con….

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Verso Italia-Russia: un cambio in panchina per Mallett

Fuori Orquera, dentro Canale. Martedì a Nelson (in Italia saranno le 9 e 30 del mattino) l’Italia giocherà contro la Russia una gara determinante per il proseguimento del suo Mondiale. Già annunciato il XV azzurro, ma c’è un piccolo cambio in panchina: il mediano d’apertura infatti ha un problema muscolare e non farà parte dei 22. Al suo posto Mallett si porterà dietro Gonzalo Canale.

Parole & musica: tutti gli inni nazionali del Mondiale

Quello degli inni è uno dei momenti più attesi dai tifosi negli stadi, sicuramente di grande impatto emotivo e anche televisivo. Oltre ai celeberrimi Ireland’s call, God save the Queen, la Marsigliese, God defend New Zealand e Flower of Scotland (ma sì, pure il nostro Fratelli d’Italia), il Mondiale regala la possibilità di sentirne altri, meno ricorrenti.
A questo link trovate una pagina dove potete sentirli tutti e – se volete – impararne le parole. Buon divertimento…

All Blacks in visita a Christchurch

Gli All Blacks, impegnati in questi giorni nei mondiali di rugby nella loro terra, la Nuova Zelanda, hanno reso omaggio alle vittime del terremoto del 22 febbraio scorso visitando Christchurch, una delle città più colpite. Sette mesi fa morirono 181 persone, le strutture subirono gravi danni e vennero annullate le partite del mondiale che si sarebbero dovute svolgere in città. Una delusione senza fine per una popolazione che fa del rugby una religione.”Non si giocheranno partite qui – dice uno degli All Blacks, Sam Whitelock – allora per qualcuno questo è l’unico modo durante la Coppa del mondo per sentirsi partecipi. Noi siamo molto contenti di incontrare queste persone e di passare il tempo con loro”. Inoltre, molti dei campioni della nazionale di rugby neozelandese sono cresciuti professionalmente nella squadra locale, compreso il capitano Richie McCaw.

Uenuku – Se i quartieri di Auckland adottano una nazionale

di Stefania Mattana

Dimmi dove vivi e ti dirò chi tifare: è questo il mantra di Auckland in questi mesi. Chi è passato per Auckland o chi ha visto le foto di questi giorni della città più ovale del mondo avrà sicuramente notato l’allegria delle strade, i colori, la festa e il gran numero di bandiere sventolanti delle 20 squadre del mondiale. Ebbene, oltre alla presenza dei tifosi c’è anche lo zampino della giunta comunale di Auckland, in collaborazione con alcune associazioni cittadine, le scuole della città e i club di rugby.
Dal mese di aprile è infatti partita la campagna “Adotta una seconda squadra”, organizzata per coinvolgere tutta la popolazione kiwi e rendere la città ancora più ospitale nei confronti delle 19 nazionali di rugby e dei loro tifosi.
Sono 34 i distretti di Auckland che hanno aderito all’iniziativa: ognuno di loro supporta una squadra come se si trattasse degli All Blacks. Case, negozi, ristoranti, uffici e altri punti nodali della socialità cittadina sono stati riforniti di materiale (come bandiere, sciarpe, festoni e gadget) per “vestire” la loro area come se fosse una cittadina russa, gallese, samoana o giapponese. Ogni comunità è stata poi incoraggiata a organizzare eventi e feste ispirate alla cultura della squadra adottata: un modo per esaltare le diverse culture del mondo e una grande vetrina per chi vi partecipa in maniera attiva. Tra i distretti, quello di Eden Terrace, a due chilometri dalla City, è quello che si è aggiudicato l’adozione dell’Italia (che voci dicono fosse una nazione particolarmente ambita).