Pool C: il sogno dura un tempo, poi Italia “senza testa” e Irlanda che vince 36 a 6

Come con l’Australia, ma questa fa più male. Perché l’Italia vista in campo a Dunedin regala l’impressione di una incompiuta, di una squadra che poteva farcela ma che non ha avuto la testa necessaria. E così i quarti diventano un miraggio quasi più per demerito nostro che non per merito altrui. Intendiamoci, l’Irlanda ha fatto il suo, ha giocato bene ma certo non è stata l’Irlanda scintillante vista con i wallabies. Bravi gli azzurri in questo. Ma quello che si è visto è stata un’Italia che si è fatta prendere quasi dalla paura di vincere, troppo attendista anche quando avrebbe dovuto giocarsela alla garibaldina, perché che cosa aspetti quando sei sotto di 20 punti?
E così, come con l’Australia, la partita è durata circa 50 minuti, quando gli irlandesi hanno piazzato le due mete che di fatto li hanno portati ai quarti.
Un vero peccato, rimango convinto che sia una partita da leggere come una grande occasione sprecata. L’ennesima, mi viene da dire. Spiace che la gestione Mallett si chiuda così, ma forse una gara simile da il senso giusto della nostra situazione: nel gruppo dei più bravi ma in fondo, sempre con un qualcosa che manca: una volta è la tecnica, l’altra è la testa. Mai il cuore, questo va detto.
A Brunel il compito ora di dare una svolta vera, con calma perché per buona parte questa squadra cambierà volto, ma con determinazione e cattiveria.

Irlanda più lucida, aggressiva e ordinata nel primo tempo. L’inerzia della gara è sua ma non sfonda la difesa azzurra, forse troppo attendista – ancora una volta per ordini di scuderia? – ma comunque efficace. Non eccellente invece la disciplina, cosa grave per una partita così. Partita molto tattica, intensa, poco spettacolare ma giocata fino all’ultimo respiro. Gli azzurri sembrano più contratti a livello mentale e anche la mischia fa più fatica del solito: in questa fase gli irlandesi non ci superano e manteniamo la nostra superiorità, ma ci tengono sicuramente testa. A voler vedere il bicchiere mezzo vuoto certo non l’Italia che gioca alla morte che ci si aspettava, d’altra parte il bicchiere mezzo pieno ci dice di una squadra azzurra molto giudiziosa, che non subisce più di tanto le temute armi irlandesi e che bagna le polveri delle incursioni dei centri in maglia verde. E che chiude un primo tempo di marca avversario con soli tre punti di distacco: 9 a 6. Volendo si potrebbero segnalare anche alcune decisioni arbitrali quantomeno discutibili.
Il guaio è però che il secondo tempo è la naturale prosecuzione del primo: Irlanda che spinge ma non sfonda, Italia che attende e difende bene  ma che al 46′ prende la meta che spacca la gara. Cinque minuti dopo un’altra marcatura, un uno-due irlandese devastante.
Pronti-via e subito battaglia. Irlanda e Italia nei primi cinque minuti non riescono a spingersi più di tanto nei 22 metri avversari ma il XV in maglia verde è più incisivo.
Al 6′ un placcaggio di Canale su un irlandese senza palla permette a O’Gara di smuovere il tabellonone dalla piazzola: 3 a 0. Quattro minuti più tardi è Mirco a pareggiare il conto con un calcio che finisce tra i pali. Al 12′ nuovo calcio irlandese per un un fallo di Mauro Bergamasco, ma O’Gara colpisce il palo.
Irlanda a un passo dalla meta al 15′ ma gli azzurri fanno buona guardia. Sul proseguio dell’azione però nuovo calcio per O’Gara, che stavolta non sbaglia e Irlanda di nuovo avanti.
Risponde quasi subito Mirco con un nuovo piazzato tra i pali, di nuovo pareggio.
Intorno alla mezzora il momento più difficile per l’Italia, con l’Irlanda in pianta stabile sul limite dei 22: non riesce a sfondare ma trova un calcio che O’Gara non  può sbagliare. In più Castro si fa male e deve uscire. Al 39′ Mirco colpisce anche lui un palo con un piazzato da lunga distanza, ma l’Italia riparte con un carrettino che guadagna venti metri abbondanti portandosi a ridosso della linea di meta. Il primo tempo però finisce qui.

Il secondo tempo ricomincia sugli stessi binari della prima frazione. Al 42′ O’Gara piazza un nuovo pallone tra i pali e porta sul 12 a 6 il punteggio. Tre minuti dopo lo stesso O’Gara sbaglia un drop non difficile. Un minuto dopo però gli irlandesi fanno quello che non sono riusciti a fare per un tempo e con una penetrazione di O’Driscoll vanno in meta. O’Gara realizza e scava il break. Di male in peggio: Earls al 52′ segna un’altra meta. Poi grande sofferenza e poco altro, come un calcio di Sexton al 69′ buono giusto per le statistiche, una meta tecnica per gli irlandesi non data e una marcatura di Earls poco prima del fischio finale.
Nel secondo tempo l’Italia non ha segnato nemmeno un punto.

Italia-Irlanda 6-29
Marcatori: al 5′ O’Gara (cp), al 10′ Mirco Bergamasco (cp), 16′ O’Gara (cp), 20′ Mirco Bergamasco (cp), 34′ O’Gara (cp), 42′ O’Gara (cp), 46′ O’Driscoll (m) + O’Gara (cr), 52′ Earls (m) + O’Gara (cr), 69′ Sexton (cp), 79′ Earls (m) + Sexton (cp)

Italia: 15 Andrea Masi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Mirco Bergamasco, 10 Luciano Orquera , 9 Fabio Semenzato, 8 Sergio Parisse (c), 7 Mauro Bergamasco, 6 Alessandro Zanni, 5 Cornelius van Zyl, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Salvatore Perugini.
In panchina: 16 Fabio Ongaro, 17 Andrea lo Cicero, 18 Marco Bortolami, 19 Paul Derbyshire, 20 Edoardo Gori, 21 Riccardo Bocchino, 22 Luke McLean.
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Brian O’Driscoll (capt), 12 Gordon D’Arcy, 11 Keith Earls, 10 Ronan O’Gara, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 Stephen Ferris, 5 Paul O’Connell, 4 Donncha O’Callaghan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy.
In panchina: 16 Sean Cronin, 17 Tom Court, 18 Donnacha Ryan, 19 Denis Leamy, 20 Eoin Reddan, 21 Jonathan Sexton, 22 Andrew Trimble.
Arbitri: Jonathan Kaplan (South Africa); Bryce Lawrence (New Zealand), Chris Pollock (New Zealand); Shaun Veldsman (South Africa)

Guai inglesi e francesi: citati Armitage ed Estebanez

L’inglese Delon Armitage dovrà comparire lunedì mattina davanti alla Commissione Disciplinare del Mondiale per un “dangerous high tackle” effettuato nei confronti di Chris Paterson durante il match con la Scozia. In caso di squalifica salterà almeno i quarti di finale.
Stessa sorte anche per il centro francese Fabrice Estebanez, che nel match contro Tonga si è preso anche un cartellino giallo.

Pool B: un’ora di paura per i Pumas, poi l’Argentina si prende la vittoria (25-7)

Mezzora per segnare la prima meta, altri 35 minuti per la seconda. In mezzo una marcatura georgiana. Poi Contepomi e Gosio mettono il risultato – e la qualificazione ai quarti – in sicurezza.

Argentina Georgia
Tries 3 1
Pens 2 0
Cons 2 1
DGs 0 0
Score 25 7
Argentina
TRY 31 Min (Imhoff)
PENK 51 Min (Contepomi)
PENK 58 Min (Contepomi)
TRY 67 Min (Contepomi)
CONV 68 Min (Contepomi)
TRY 78 Min (Gosio)
CONV 79 Min (Bosch)
Georgia
TRY 38 Min (Khmaladze)
CONV 39 Min (Urjukashvili)
ARGENTINA
  • Ayerza
  • Ledesma Arocena
  • Figallo
  • Galarza
  • Albacete
  • Cabello
  • Leguizamon
  • Senatore
  • Vergallo
  • Fernandez
  • Imhoff
  • Contepomi
  • Bosch
  • Agulla
  • Amorosino
RESERVES
  • Creevy
  • Scelzo
  • Vallejos
  • Campos
  • Lalanne
  • Gosio
  • Rodriguez
GEORGIA
  • Kakovin
  • Giorgadze
  • Zirakashvili
  • Datunashvili
  • Maisuradze
  • Chkhaidze
  • Kolelishvili
  • Gorgodze
  • Abusseridze
  • Khmaladze
  • Todua
  • Zibzibadze
  • Kacharava
  • Gugava
  • Urjukashvili
RESERVES
  • Bregvadze
  • Shvelidze
  • Nemsadze
  • Zedginidze
  • Samkharadze
  • Kvirikashvili
  • Malaguradze

Pool A: gli All Blacks si allenano con il Canada (79-15)

Partita che non poteva avere storia e non l’ha avuta. Quattro mete per Guildford, ma su tutti aleggiava il fantasma del ko di Carter. Gloria anche per il canadese Monro, autore di due marcature.

New Zealand Canada
Tries 12 2
Pens 1 1
Cons 8 1
DGs 0 0
Score 79 15
New Zealand
TRY 7 Min (Guildford)
CONV 8 Min (Slade)
TRY 11 Min (Vito)
PENK 16 Min (Slade)
TRY 23 Min (Dagg)
TRY 25 Min (Guildford)
TRY 29 Min (Muliaina)
CONV 30 Min (Slade)
TRY 35 Min (Guildford)
TRY 45 Min (Cowan)
CONV 46 Min (Slade)
TRY 52 Min (Kaino)
CONV 53 Min (Slade)
TRY 60 Min (Williams)
CONV 61 Min (Weepu)
TRY 68 Min (Kaino)
CONV 69 Min (Weepu)
TRY 76 Min (Guildford)
CONV 77 Min (Weepu)
TRY 78 Min (Vito)
CONV 80 Min (Weepu)
Canada
PENK 2 Min (Monro )
TRY 40 Min (Trainor)
TRY 42 Min (Trainor)
CONV 43 Min (Monro )
NEW ZEALAND
  • Woodcock
  • Hore
  • Franks
  • Whitelock
  • Williams
  • Kaino
  • Vito
  • Read
  • Cowan
  • Slade
  • Guildford
  • Williams
  • Smith
  • Dagg
  • Muliaina
RESERVES
  • Mealamu
  • Franks
  • Thorn
  • Boric
  • Ellis
  • Weepu
  • Toeava
CANADA
  • Buydens
  • Riordan
  • Marshall
  • Sinclair
  • Cudmore
  • Kleeberger
  • O’Toole
  • Carpenter
  • Fairhurst
  • Monro
  • Mackenzie
  • Smith
  • van der Merwe
  • Trainor
  • Evans
RESERVES
  • Hamilton
  • Franklin
  • Tiedemann
  • Hotson
  • Dala
  • White
  • Hirayama

Dan Carter ko: Mondiale finito!

“Dan Carter out of the 2011 Rugby World Cup”. Così titola il sito ufficiale degli All Blacks, parole che non lasciano spazio ai dubbi: gli All Blacks perdono una delle loro pedine fondamentali, forse la più importante per il ruolo che ricopre e per un sostituto – Colin Slade – che è stato spesso criticato. Certo che portare quella maglia numero dieci deve essere un peso non indifferente.
Ad ogni modo l’infortunio occorso a Carter mentre calciava durante un allenamento ha evidenziato un interessamento al tendine, cosa che lo terrà fermo settimane, ergo: Mondiale finito. Graham Henry ha usato la parola “devastated”, che credo definisca bene il sentimento dei tifosi neozelandesi in questi momenti. Con tutti i fantasmi che la cosa si tirerà dietro.