Pool iridate ai raggi X, tra analisi, previsioni e qualche azzardo

Poche ore e si parte, finalmente. Breve guida ai 4 gironi, con le opinioni del sottoscritto. Per quello che contano.

Pool A – Nuova Zelanda, Francia, Tonga, Canada e Giappone.
Sulla carta uno dei gironi più prevedibili. All Blacks e transalpini sono di un altro pianeta, impensabile che non passino. Tonga è una mezza incognita, il Canada può garantire impegno e poco altro. Il Giappone di Kirwan è invece tra le più serie candidate al titolo di “sorpresa” del torneo.

Pool B. Argentina, Inghilterra, Scozia, Georgia e Romania
Girone di non semplice lettura. Candidata alla prima posizione è l’Inghilterra, che però dovrà sudare le proverbiali sette camicie con Scozia e – soprattutto – Argentina. Quest’ultima arriva dal terzo posto di Francia 2007 con una squadra forse un po’ troppo vecchia, ma mai commettere l’errore di sottovalutarla. Se dovessi scommettere un euro lo punterei sui Pumas a danno della Scozia, che però venderà cara la pelle. Difficile pensare per Georgia e Romania un ruolo diverso da quello di più che dignitose comprimarie.

Pool C. Italia, Australia, Irlanda, Stati Uniti e Russia
Australia fortissima e qualificata certa. Irlanda e azzurri si giocheranno il secondo pass per i quarti. Irlanda più esperta e nel complesso più forte e con maggiori alternative al gruppo di Mallett, ma i verdi visti negli ultimi mesi non sono certo imbattibili. Anzi. Necessario che l’Italia raccolga più punti bonus possibili, più per il morale e la testa che non per la classifica. Bisogna arrivare al 2 di ottobre – a Dunedin la sfida decisiva con l’Irlanda – con la giusta cattiveria e determinazione in corpo. Il debutto  dell’Italia è improbo, con l’Australia. Vincere? Non scherziamo neppure, ma io sogno un bonus difensivo (appunto, sogno). Sperando poi che i wallabies non spengano la luce contro l’Irlanda. USA e Russia? Squadre determinate e in crescita, che vanno affrontate con grande concentrazione, ma dai…

Pool D. Sudafrica, Galles, Fiji, Samoa e Namibia
Imprevedibile. Paradossalmente la sola certezza è l’inferiorità della Namibia. Poi può succedere di tutto: il Sudafrica campione in carica sulla carta è più forte, ma sul campo? Il Galles forse non entusiasma (perché, gli Springboks?) ma è quadrato e ha grinta a sufficienza per mettere in difficoltà chiunque. Fiji e Samoa sono tanto imprevedibili quanto forti fisicamente. Dico Sudafrica e Galles con non molta convinzione, ma faranno una fatica del diavolo.

 

Uenuku – Tutti gli uomini (e le donne) della cerimonia di inaugurazione

di Stefania Mattana

É il momento più patinato, ieratico e spumeggiante delle grandi manifestazioni sportive mondiali. Stiamo parlando della cerimonia di apertura, quella che anche i non appassionati di sport riescono a seguire senza cambiare repentinamente canale. Quella che desta sicuramente più curiosità, vero e proprio biglietto da visita dell’intero carrozzone organizzativo e dell’entusiasmo e calore del Paese ospitante. Quella che, per forza di cose, durante qualsiasi appuntamento olimpico, mondiale o continentale deve essere necessariamente migliore dell’edizione precedente.
Gli sportivi più veraci, come la scrivente, potrebbero storcere il naso, come la scrivente, davanti agli eccessi, il funambolismo e l’epica drammaturgia che caratterizza le cerimonie di apertura e chiusura degli eventi. Ma dietro tutta questa megalomania – passatemi il termine – c’è molto di più. C’è un plotone di professionisti, creativi di ogni universo artistico, artigiani, uomini e donne depositarie di verità e cultura: scenografi, musicisti, sceneggiatori, danzatori, falegnami, sarti, tecnici audio e luci, addetti di vario genere, storici, esperti, et cetera. E poi ci sono i volontari, i giovani, i bambini.

La board della RWC ha dato tutto questo in mano a un piccolo team di creativi, la David Atkins Enterprises, capitanata dall’omonimo fondatore. Mr. Atkins monitora e coordina tutta la preparazione delle cerimonie, lavorando attivamente anche sul campo in veste di creativo. Il suo curriculum vanta l’organizzazione della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Sydney, dei giochi asiatici di Doha e dell’apertura e chiusura delle olimpiadi invernali di Vancouver. I suoi assistenti e collaboratori provengono da ogni parte del mondo, ma la parte da leoni la giocano gli autoctoni, in questo caso i neozelandesi. Appena terminata l’avventura di Vancouver, la Atkins Ent. si è concentrata sull’evento neozelandese, e già da aprile scorso fervono prove e perfezionamenti dei meccanismi di scena.
Le anticipazioni su cosa vedremo il 9 settembre sono poche e confuse: si sa solo che i 25 minuti di cerimonia saranno quasi completamente tutti coreografati, e gli spettacolari giochi pirotecnici finali terranno gli spettatori con il naso all’insù per circa 12 minuti. Dalla sua parte, la Nuova Zelanda ha un corpus di tradizioni etnografiche di gran rilievo e fascino, grazie alla cultura maori e allo stesso rugby, sul quale in parte di basa il fondamento dell’identità nazionale.

Qualche numero sulla cerimonia di apertura:
40 mila braccialetti luminosi per il pubblico, 2 mila metri di nastri di sicurezza (per delimitare le zone non accessibili al pubblico), 5 mila ponchi (le mantelle alla messicana, per intenderci) e 40 litri di crema solare per l’intero staff. E ancora: 8000 foglie di lino, 9,5 km di seta, 19 nazionalità rappresentate tra i partecipanti attivi della cerimonia, assieme alla Filarmonica di Auckland, bande di cornamuse, majorette, artisti del fuoco, percussionisti, danzatori di haka, drag queens, dragoni cinesi e molto altro.
La rincorsa infinita alla perfezione artistica è iniziata, per strappare allo spettatore una nuova, più grande, emozione indimenticabile.

Doping e RWC, in programma 300 controlli

Tim Ricketts, responsabile dell’antidoping dell’International Board non ha dubbi: “In Nuova Zelanda abbiamo programmato il più grande e ampio piano di controlli mai visto per una Coppa del Mondo”. In effetti i numeri lo confermano: almeno 300 esami del sangue e delle urine verranno effettuati nel corso della manifestazione. Controlli a sorpresa verranno effettuati nei giorni delle gare ma anche durante gli allenamenti e i ritiri delle squadre partecipanti.

 

Uenuku – All Blacks and Big Piano Thorn

di Stefania Mattana

A grande richiesta, vi proponiamo un altro spezzone di vita premondiale degli All Blacks.
In questo breve filmato non solo potete apprezzare le qualità cestistiche di Thorn, Kahui e Muliaina (ma quanti take avranno fatto secondo voi?), ma scoprirete un lato di Brad Thorn assolutamente inedito.
In quanti di voi ci avrebbero scommesso, che Big Bad Thorn fosse così… aggraziato?

Tonga, il XV che giocherà con gli All Blacks

Auckland, Eden Park, venerdì 9 settembre. Luogo e data della gara inaugurale del Mondiale 2011. A poco più di 24 ore dal calcio d’inizio il ct tongano Isitolo Maka ha annunciato la formazione titolare che se la giocherà con gli All Blacks. Eccola.

Tonga: 15 Vunga Lilo, 14 Viliame Iongi, 13 Suka Hufanga, 12 Andrew Ma’ilei, 11 Siale Piutau, 10 Kurt Morath, 9 Taniela Moa, 8 Viliami Ma’afu, 7 Finau Maka (c), 6 Sione Kalamafoni, 5 Joe Tu’ineau, 4 Paino Hehea, 3 Taufa’ao Filise, 2 Aleki Lutui, 1 Soane Tonga’uiha.

Replacements: 16 Ephraim Taukafa, 17 Alisona Taumalolo, 18 Kisi Pulu, 19 Sione Timani, 20 Samiu Vahafolau, 21 Samisoni Fisilau, 22 Alipate Fatafehi.