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Categoria: Media & Informazione
Celtic al via, ma la tv?
da La Gazzetta dello Sport
Presentata ieri a Dublino la seconda stagione della Celtic League, al via il 2 settembre. Non c’è ancora però una tv che segua Treviso e Aironi. «La trattativa è solo agli inizi — ha detto John Feehan, chief executive del torneo —. Vogliamo una buona produzione: non è una questione di soldi». Contatti con Rai, La 7 e Sky, ma non si prevede di chiudere prima di fine settembre. (…)
Australia vs Nuova Zelanda, la guerra della stampa sul Mondiale
Australiani e neozelandesi si guardano da sempre un po’ in cagnesco, d’altronde il campanilismo non è una prerogativa italiana. Ora però alla tradizionale rivalità che si sublima nelle competizioni sportive se ne aggiunge un’altra: la stampa australiana ha annunciato il boicottaggio del Mondiale di rugby. L’evento non sarà “coperto” da Fairfax Australia e da News Limited, il gruppo di Rupert Murdoch. Sì, quello che poi detiene i principali diritti tv della RWC 2011. Un controsenso? No, lui è australiano, e un po’ di nazionalismo non guasta mai. A chi protesta potrebbe presto aggiungersi la Australian Associated Press, che sta lottando da tempo perché il comitato organizzatore allarghi le maglie dei diritti tv, soprattutto quelli che sarà possibile postare sul web.
Ma torniamo alla vicenda. La pietra dello scandalo è il sistema di accreditamento per la stampa, ritenuto troppo rigido e restrittivo dagli australiani. E, detto tra noi, hanno ragione: un sacco di paletti assurdi e continue richieste di denaro. Però arrivare al boicottaggio…
Ad ogni modo i quotidiani Sydney Morning Herald, Melbourne Age e The Australian non invieranno giornalisti a seguire la manifestazione se non si dovesse trovare un compromesso. Chissà quanto saranno contenti i reporter che vedono sfilarsi da sotto il naso la possibilità di andare – pagati – a vedersi il Mondiale…
Allrugby, il mensile è già pronto per la corsa alla conquista del mondo ovale
Se Panorama calcia (male) in touche
L’ho visto, l’ho letto. Ho risposto all’autore sulla pagina in questione, ma avevo deciso di non scriverne qui. Poi Christian Marchetti di Solorugby ha dato una risposta che merita di essere diffusa.
Ritorniamo all’inizio. Marco Coletto cura le pagine di “Bar Sport” sul sito di Panorama. Oggi ha pubblicato l’articolo “Mondiali rugby Nuova Zelanda 2011 – Perché l’Italia andrà male anche stavolta”. Ognuno è libero di pensarla come vuole, e ci mancherebbe, ma l’impressione che rimane alla fine della lettura è che il giornalista di rugby ne mastichi davvero poco. Niente di male, per carità, ma non credo che sia stato un dottore a ordinargli di scrivere. E se la richiesta è arrivata dal suo direttore, beh, poteva volare un po’ più basso e rimanere ad altezze rugbistiche a lui più consone. Invece.
Qualche stralcio della bella risposta di Marchetti, di cui scrivevo prima…
(…) Riflettendoci un po’ su, l’Italia (STATISTICAMENTE) ha due possibilità di approdare ai quarti di finale: vincendo contro l’Irlanda oppure perdendo contro il XV del Trifoglio ma augurando al contempo che gli uomini di Kidney si smaterializzino contro una fra Stati Uniti e Russia e che, ovviamente, se la facciano addosso al cospetto dell’Australia. Ma possono sempre atterrare gli “ufi” (per dirla alla Guzzanti). Questi, dopo un po’, sapete come sono ‘sti rompipalle di marziani, mettersi a far casino – “Vogliamo giocare anche noi” e “Perché non ci lasciate provare?” e “Certo che siete cattivi” – costringendo così gli organizzatori a lasciargli campo libero. (…)
Però, secondo l’autore delle righe di cui sopra, i problemi dell’Italia sono: non avere un 10 del livello di Dominguez (certo, adesso che vede le partite insieme alla Zamparo non lo smuovi più nemmeno con le cannonate); essere inseriti in un girone di ferro (anche qui non ci piove) e l’Irlanda ci ha battuti soltanto 13-11 “ma non siamo più quelli dello scorso inverno” (a Castrogiovanni, in effetti, sono cresciuti i capelli. E’ innegabile); avere undici oriundi/equiparati in rosa (a dire il vero sono dieci, Derbyshire è nato a Cecina da babbo inglese) (…)
Insomma manca un 10, gli altri sono troppo forti e se ci sono le nuvole è possibile che piova. L’importante resta sempre grattarsi.
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