Galles e Scozia alla guerra di carte bollate per Shingler

Nelle convocazioni del ct scozzese Andy Robinson per le prime due gare del Sei Nazioni 2012 ci sono sei giocatori alla loro prima chiamata in nazionale. Tra loro c’è anche Steven Shingler, trequarti in forza ai London Irish. Una chiamata che ha fatto sobbalzare non poche persone a Cardiff e dintorni. Perché il ragazzo nei mesi scorsi ha giocato una partita (da estremo) con la maglia della nazionale gallese U20 contro la Francia.
La WRU, la federazione gallese, ha diramato un comunicato in cui si dice che Shingler era stato informato che se avesse giocato (lui è nato a Swansea, ma sua mamma è di Dumfries, Scozia del sud) sarebbe diventato un giocatore ineleggibile per tutte le nazionali, e che quindi l’unica nazionale che avrebbe potuto chiamarlo sarebbe stata il Galles. La federazione di Cardiff ha anche scritto in maniera urgente alla IRB perché affronti la questione al più presto.
Chiaramente in Scozia la vedono diversamente: il giocatore ha dichiarato che vuole mantenere aperta la questione della sua eleggibilità e che per la federazione gallese non ha firmato nessuna dichiarazione ufficiale. A dirimere la questione sarà l’IRB.

Gli Ospreys perdono il director of coaching

Scott Johnson non rinnoverà il suo contratto con la franchigia gallese al termine della stagione in corso. Lo ha annunciato il diretto interessato prima della partita di Pro12 con gli Scarlets. Già nello staff tecnico di Galles e Australia, ex ct degli USA, Johnson ha detto di averci pensato a lungo, ma che è “arrivato il momento di andarsene dopo tre anni con gli Ospreys”.

Il Galles sceglie il salary cap

Tetto agli ingaggi per le quattro franchigie gallesi: Cardiff Blues, Newport Dragons, Scarlets e Ospreys avranno un monte ingaggi di 3,5 milioni di sterline (un po’ più di 4 milioni di euro) a partire dalla stagione 2012-2013. Lo ha stabilito la federazione del Galles precisando che i costi per lo sviluppo e le accademie sono escluse dal tetto. I contratti già in essere saranno onorati.
Una decisione presa per contenere i costi in un momento difficile per tutti e per dare nuovo impulso alla “produzione” interna di talenti, che già certo non mancano a quelle latitudini.
Salary cap sono vigenti anche in Inghilterra e Francia, ma sono più alti: 4 milioni di sterline per i club inglesi, oltre 7 milioni per quelli francesi.

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