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Rumors: si va verso una Eccellenza a 12 squadre?

Da Rugbymercato.it

Come riportato dal Messaggero d’Abruzzo del 22 gennaio – in un articolo a firma di Stefano Castellani – durante la pausa per il Sei Nazioni si svolgerà un Consiglio Federale in cui si discuterà anche della riforma del prossimo campionato di Eccellenza.

Secondo il giornalista aquilano la FIR potrebbe decidere di bloccare le retrocessioni dall’Eccellenza e deliberare due promozioni dalla Serie A1.
Il massimo campionato nazionale diventerebbe quindi un torneo a 12 squadre suddivise in 2 gironi da 6. Inoltre, in Challenge Cup andrebbero le selezioni composte da squadre limitrofe, ad esempio un team del centro Italia costituito da Roma, L’Aquila e Prato.
Comunque per il momento sono solo ipotesi.

 

“Libero” boccia Dondi

Francesco Perugini firma questo articolo oggi su “Libero” (Ho messo in grassetto la rte relativa al rugby). A me pare un calderone, e nel caso-Dondi le motivazioni adotte sono davvero deboli

Quanto sono comode le poltrone dello sport italiano. Tanto che nessuno vorrebbe mai staccarsene. A dare il cattivo esempio è il Coni, guidato da Gianni Petrucci dal 1999
(quarto mandato), ma il presidente più “incollato” è senza dubbio Giovanni Morzenti, a
capo della Fisi (Federazione italiana sport invernali) dal2007. Condannato in primo grado
a 4 anni e sei mesi per concussione, Morzenti guida ancora la federsci, ma si è autosospeso
dalla federazione internazionale. Una situazione che, se nulla cambierà, priverà del voto
italiano la candidatura di Cortina d’Ampezzo per i Mondiali 2017 nel consiglio Fis di maggio.
Dopo aver scampato nei giorni scorsi un riconteggio sulle ultime elezioni e lo “spettro”
di Manuela Di Centa (l’ex campionessa ha rigettato le ipotesi di una sua presidenza), Morzenti oggi a Cortina incontra la stampa per presentare le sue prossime mosse. E mentre i risultati latitano (4 podi nello sci alpino), anche gli organizzatori delle tappe italiane di CdM sono in rivolta. Il motivo? La richiesta del 50% dei loro introiti (oggi il 35%) da parte della Fisi. E la Val Gardena minaccia lo sciopero.
Non c’è, però, differenza tra presidenti “nuovi” e presidenti “vecchi”. Giancarlo Dondi – a capo della Federugby dal ’96 – è nella bufera per il fallimento di Dahlia tv (la pay-tv a cui la Fir aveva ceduto i diritti della Celtic League) e per la scelta del prossimo ct – il francese Brunel – a otto mesi dai Mondiali in Nuova Zelanda.
I guai di Alessia Filippi e la fuga di Federica Pellegrini dal tecnico Morini e da Verona (impianto costruito quasi solo per lei) sono invece sulle spalle di Paolo Barelli, a capo
della Fin dal 2000 e già criticato per i bilanci dei Mondiali di Roma 2009.
Alcune federazioni sono in crisi di risultati, come quella di atletica leggera (Franco Arese),
la Federghiaccio (Giancarlo Bolognini, in sella da 14 anni, ha dovuto assistere al crollo
di Fabris, Kostner e dello short track ai Giochi di Vancouver) o la Federcalcio. Superfluo ricordare l’esito del Lippi-bis voluto da Giancarlo Abete, presidente dal post-Calciopoli.
Anche dove ci sono i risultati, spesso non mancano le polemiche: Baldini, Montano,
Granbassi e Tagliariol sono i “casi” registrati negli ultimi anni dalla Federscherma di Giorgio Scarso. Il più longevo dei presidenti italiani, Sabatino Aracu, è a capo della Federpattinaggio dal 1993, mail suo maggior pensiero è il processo pendente per la Sanitopoli abruzzese.
Qualcun altro invece ha problemi tutti suoi, come la scarsezza di fondi (dopo 13 anni
di gestione di Lucio Felicita, la federazione di pentathlon moderno ha problemi nel rimborsare gli atleti) o come il doping. Ma alle recenti accuse del procuratore Torri, il presidente della Federciclismo D iRocco, ha risposto solo: «Così danneggiate la nostra immagine».
Avolte neanche un Mondiale in casa serve a raddrizzare le cose. Carlo Magri è presidente
della pallavolo dai tempi di Velasco e porta avanti serenamente il suo 5° mandato. Deve essere comoda la poltrona della Fipav…

Mouneimne con gli azzurri fino al Mondiale

La Federazione Italiana Rugby informa di aver sottoscritto un accordo di collaborazione tecnica con Omar Mouneimne quale responsabile della difesa e dei punti d’incontro della Squadra Nazionale.

Omar Mouneimne ha già fatto parte dello staff tecnico della Nazionale Italiana Rugby nel corso dei recenti Cariparma Test Match autunnali, conclusisi con la vittoria per 24-16 sulle Isole Fiji del 27 novembre al “Braglia” di Modena.

Il tecnico sudafricano, che lascia il ruolo di responsabile dei punti d’incontro e di tecnico della difesa per la franchigia di Super 14 degli Stormers e di Western Province, ha firmato un contratto che lo lega alla FIR sino alla conclusione della Rugby World Cup che si disputerà in Nuova Zelanda a partire dal prossimo mese di settembre: oltre all’impegno con la Squadra Nazionale, Mouneimne sarà a disposizione delle Nazionali giovanili, delle Accademie e delle due squadre italiane impegnate in Magners League.

Sono felice ed entusiasta all’idea di poter proseguire il mio impegno nel rugby italiano – ha detto Mouneimne – e di poter affrontare con gli Azzurri un torneo prestigioso come l’RBS 6 Nazioni ed una grande avventura come i Mondiali in Nuova Zelanda”.

 

Under 18: Mogliano, l’accademia più forte

Riceviamo dalla FIR e giriamo:

Settanta combattutissimi minuti sul campo di Ponte Galeria, a Roma, regalano all’Accademia di Mogliano la vittoria finale nel Torneo delle Accademie U18: il 10-5 con cui i veneti hanno superato questa mattina i cugini dell’Accademia capitolina ha permesso loro di scavalcare in classifica, all’ultima giornata, l’Accademia di Parma.
Classifica finale Torneo delle Accademie
Mogliano punti 14
Parma punti 11
Roma punti 7