Dondi: “Brunel firmerà nei prossimi giorni”

Lo ha detto prima ai francesi. Una gentilezza o che? E verso chi? Non lo sapremo – forse – mai. Sta di fatto che poco fa il presidente FIR ha annunciato l’arrivo di Jacques Brunel sulla panchina azzurra dopo i Mondiali. Lo si sapeva, ma ormai c’è anche l’ufficialità o quasi.

Ecco il testo dell’agenzia francese…

TRANSFERT – ITALIE: JACQUES BRUNEL FUTUR SÉLECTIONNEUR
(président)
ROME, 26 avr 2011 (AFP) – Le Français Jacques Brunel sera
nommé sélectionneur de l’équipe d’Italie «dans les prochains
jours», a affirmé mardi le président de la Fédération italienne
de rugby (FIR), Giancarlo Dondi.
«Jacques Brunel n’a pas encore signé son contrat, mais il
sera nommé sélectionneur dans les prochains jours», a dit à
l’AFP le président Dondi.
L’actuel entraîneur de Perpignan (Top 14, le championnat de
France) prendra ses fonctions à l’issue du Mondial-2011 (9
septembre-23 octobre, en Nouvelle-Zélande), où la +Nazionale+
sera dirigée par le Sud-Africain Nick Mallett, sélectionneur
depuis 2007.
Mallett espérait rester en place, ce que souhaitaient
également une partie des joueurs, mais la FIR avait expliqué
préférer des cycles de quatre ans à la tête de son équipe
nationale.
Avec le Sud-Africain, l’Italie a notamment battu pour la
première fois la France (22-21) dans le Tournoi des Six
Nations, en mars 2011, mais a quand même terminé à la dernière
place.
En janvier, Jacques Brunel avait lui-même annoncé qu’il
devait prendre en mains l’équipe d’Italie.
Brunel (57 ans) a été champion de France en 2009 avec
Perpignan, qui attendait ce titre depuis 54 ans, et a également
entraîné Auch (1988-1995), Colomiers (1995-1999), Pau
(1999-2001), l’équipe de France (entraîneur-adjoint chargé des
avants, 2001-2007), et l’USAP (2007-2011).

eba/bd

Azzurri, l’annuncio del nuovo ct nel giro di una settimana

La conferma è arrivata dai piani più alti della Federazione. Il nome del nuovo coach? Tra quelli che girano. Anzi, l’unico che gira.

Un po’ di cose su Nick Mallett

“Come si fa ad annunciare che un ct non sarà più tale a pochi mesi da un Mondiale? Succederà come nel 2007….”
Le lamentazioni anti-FIR dopo che è stato svelato un segreto che tale più non era ormai da tempo – Nick Mallett via dalla panchina azzurra dopo il torneo iridato di settembre, quale che sia il risultato – sono sostanzialmente queste.
Non campate per aria, per carità, ma lasciano un po’ il tempo che trovano.

Iniziamo dal quadro complessivo: probabilmente quello che Mallett poteva dare con questo gruppo è stato già dato. Forse sarebbe stato meglio tenersi una porticina aperta, del tipo “in caso di raggiungimento dei quarti di finale al Mondiale…”, ma questo è possibile solo nel mondo del fanta-mercato. Per tre motivi:
1 – Mallett difficilmente avrebbe accettato una proposta del genere. Insomma, o credi in me o non ci credi, e non può essere una singola partita (Italia-Irlanda del 2 ottobre a Dunedin) a stabilirlo
2 – L’eventuale successore non avrebbe accettato di attendere il risultato di quella partita, soprattutto visti i nomi che circolano
3 – Avete idea della ridda continua di voci circa il futuro del ct? Quella sì un’atmosfera poco sostenibile dall’intero gruppo azzurro…
Quindi o a Mallett si proponeva un prolungamento di almeno due anni (cosa che ci stava vista la crescita degli ultimi mesi e Nick avrebbe accettato) – e non era questa l’intenzione della federazione – o meglio la decisione presa. Chiara e netta (certo quella specie di Excusatio non petita messa alla fine del comunicato FIR si poteva evitare…).

Un annuncio che non dovrebbe portare grossi scossoni tra gli azzurri, legatissimi al coach sudafricano, ma fior di professionisti che sanno come vanno queste cose. Un legame che potrebbe dare nuove motivazioni a molti che in Nuova Zelanda giocheranno l’ultimo mondiale della loro carriera per motivi anagrafici.
In più c’è lo stesso Mallett, che a differenza del Berbizier del 2007 non ha firmato per nessun altro e ha anzi fatto capire che potrebbe rimaere per un po’ a spasso. Per lui arrivare ai quarti con l’Italia – cosa mai successa finora alla nostra nazionale – sarebbe una rivincita personale e un risultato prestigioso da aggiungere a un curriculum già di tutto rispetto.
La vera tara del torneo 2007 fu la spaccatura nel gruppo dei giocatori più che l’annunciato addio dell’allora ct. Che in quella situazione certo non aiutò, ma oggi l’atmosfera tra i giocatori è profondamente diversa.
Un’ultima cosa: alle nostre latitudini c’è una tendenza a sopravvalutare il Mondiale. Intendiamoci, è un torneo importantissimo, ma un Paese come il nostro deve fare la tara della sua crescita o meno prendendo come metro di misura il Sei Nazioni, non una competizione il cui bilancio finale viene dato dal risultato di una singola partita.

PS: ciao Nick, e buona fortuna

Mallett si toglie dalle scarpe un sasso di nome Checchinato

Da La Gazzetta dello Sport di oggi, a firma di Simone Battaggia e Andrea Buongiovanni

«Dell’esperienza, assolutamente positiva — dice — di una cosa sono dispiaciuto: solo nell’ultima stagione il mio rapporto con Dondi è stato perfetto, di reciproca, totale fiducia. Il merito è di Gino Troiani, un uomo che lavora nell’ombra, ma che è un manager perfetto. Chi lo ha preceduto nel ruolo, Carlo Checchinato (oggi responsabile dell’alto livello, ndr), lavora solo per se stesso e per la propria carriera».
Il rischio, adesso, è che finisca come con Berbizier a Francia 2007, col gruppo spaccato in due. «Non credo — prevede Mallett — anzi, saremo tutti motivati al 101% per dimostrare che il discorso viene interrotto non per nostra volontà. Questa squadra è cresciuta in modo esponenziale e se l’impresa resta quella recente contro la Francia, tanti altri risultati mi rendono orgoglioso. L’entusiasmo dei tifosi, poi, mi commuove. Non dimenticherò mai l’atmosfera di quel dopo partita al Flaminio. Sono reduce da due partite coi Barbarians, in Inghilterra. Un sacco di italiani mi hanno salutato e si sono complimentati. Cosa farò ora? Vorrei una Nazionale di alto livello, ma credo che i giochi siano fatti. Posso decidere nel giugno 2012. Per fortuna sono nella condizione di poter stare senza lavorare».


	

Imparare il Rugby a 7 da un ex all black…

Dall’ufficio stampa FIR

Didattica F.I.R. è lieta informare che dal 24 al 26 luglio 2011 presso il centro Coni di Tirrenia si terrà un corso di specializzazione sul Rugby Seven tenuto dal Responsabile Delle Accademie Federali Craig Green e dal Responsabile della Nazionale Seven Marco De Rossi.

Il corso, che svilupperà l’approfondimento delle tematiche relative al rugby Seven (che ricordiamo diventerà sport Olimpico) è riservato agli allenatori che siano in possesso come minimo del II livello FIR.

Il costo del corso è di 150 euro e sono a disposizione venti posti per i quali è necessario inviare iscrizione tramite la modulistica federale.

Il programma dettagliato del corso sarò pubblicato successivamente.