Fusione veneziana, i perché del Mirano

Dal sito del Rugby Mirano, lettera aperta del presidente Enrico Nali

In questi giorni usciranno alcuni articoli sui giornali che parleranno di accordi tra il Rugby
Mirano 1957 e altre società di rugby della provincia di Venezia.
Al fine di non provocare incomprensioni tra i componenti della Famiglia del Rugby Mirano,
nelle righe che seguiranno, descriverò i concetti essenziali di questo nuovo percorso da
noi intrapreso che segnerà l’inizio di un cambiamento che definirei epocale del movimento
rugbistico nazionale.
È necessario premettere che dopo 8 anni di lavoro all’interno del nostro Club abbiamo
raggiunto dei risultati significativi nella valorizzazione del senso di appartenenza ad una
Società, nel valore di indossare la maglia e nella creazione di un ambiente che tutte le
realtà sportive, anche non rugbistiche, ci invidiano.
Abbiamo inoltre attivato un percorso educativo con la formazione di dirigenti, allenatori,
atleti adulti e la sensibilizzazione delle Famiglie al fine di migliorare i rapporti e trasferire
principi e valori utili nella vita quotidiana ai nostri atleti più piccoli.
E per quanto sopra premesso Voi siete stati attori principali e per questo ve ne sono
grato!!!
L’eccezionale situazione contingente che sta attraversando il Rugby Nazionale e quello
della nostra zona in particolare, dopo una rapida riflessione con Francesco Gasparini e
parte del Consigli Direttivo, ci ha portato a pensare che questo era il momento propizio per
provare a costruire qualcosa di veramente importante per il nostro territorio e dare un
segnale di innovazione alla Federazione.
Questa operazione ha come obiettivo:
· Abbassare i costi generali per la gestione delle Società
· Condividere (anche con la FIR) una strategia ed un percorso tecnico di sviluppo,
sulle scuole e a livello giovanile
· Valorizzare l’identità della propria Società senza interporre campanili che fino
adesso hanno creato più danni che benefici
· Spostare l’attenzione sulla valorizzazione dei ragazzi non solo come sportivi ma
come uomini del domani
· Coronare il lavoro con la realizzazione di una squadra che possa essere
l’espressione dei migliori talenti del territorio
· Riuscire ad avere una corsia preferenziale con i rapporti F.I.R.
Ancora una volta il Mirano Rugby si ritaglierà un posto di primaria importanza nel
panorama rugbystico Nazionale.
Abbiamo in cantiere molti progetti e penso che intraprendendo questa strada, che non
comporterà in alcun modo aggravi economici e/o scompensi societari di nessun genere
ma anzi andrà a consolidare il lavoro fin qui svolto, ci darà la possibilità di avere più peso
“politico” per la loro realizzazione.
Come sempre, per quanto sopra sinteticamente descritto e necessario la vostra
partecipazione ed il vostro entusiasmo.

Un saluto a tutti voi

L’Aquila Rugby trova l’aiuto dell’Ance, ma è solo l’inizio

2/07/2011 Lettera aperta del Presidente Marinelli

Gent.mi amici neroverdi,
è con grande piacere che vi comunico la decisione dell’Ance di voler sostenere L’Aquila rugby con un progetto economico strutturato e di ampio respiro.
Nel rugby dare sostegno porta a condividere i momenti di difficoltà senza sostituirsi alle persone. E’ forse l’atto più importate che un individuo possa fare perché in tal modo riesce ad accompagnare chi vive un momento di difficoltà verso prospettive sicuramente migliori condividendone il cammino e non ledendone la dignità. In sintesi è quanto avvenuto oggi grazie all’impegno di quanti hanno deciso di indossare la maglia del nostro sodalizio. Ringrazio per il duro lavoro di prima linea Il sindaco Cialente, il vice Sindaco Arduini, e per il loro impegno il presidente della Provincia Del Corvo, l’assessore Liris . Grazie a tutti di essere scesi in campo con noi. A Lei Presidente Frattale ed a tutti gli imprenditori iscritti alla sua associazione rivolgo il mio più sentito ringraziamento nella consapevolezza che chi riesce a risollevarsi da situazioni estremamente dure ed è stato sostenuto sicuramente sarà una persona più forte.
A prescindere da quelle che saranno le mie scelte per il futuro, sicuramente garantirò il traghettamento verso acque più sicure. Da lunedì sarà mia cura fare in modo che si parli dell’Aquila Rugby 1936 solo per quanto sarà in grado di fare sul campo da gioco.
Sono consapevole del ritardo accumulato, ma sono altrettanto consapevole che senza una base solida è impossibile costruire un futuro di auspicabile qualità.
Comprendo la voglia dei tifosi e degli appassionati di volare alto e di pensare in grande ma chiedo a tutti di avere la pazienza di volare alla giusta altezza per consentire di allestire una squadra competitiva ma soprattutto una società sana che possa lavorare a necessari ed inderogabili progetti strutturali per arrivare dove le compete e restarci.
Ritengo giusto rivolgere un pensiero ai ragazzi che la scorsa stagione si sono battuti con onore per difendere i colori neroverdi: a voi va tutto il mio ringraziamento per aver atteso che le cose si sistemassero e con voi auspico di ripartire verso obiettivi ambiziosamente concreti e di lungo respiro. Il ringraziamento va comunque esteso tutti i componenti la società neroverde

Auguro che, a seguito del rischio appena corso, si apra un tavolo di confronto propositivo tra la nostra società, la Polisportiva L’Aquila rugby e la Old per parlare di rugby e di collaborazione vera per una crescita comune, nella consapevolezza che non si possa ancora fare a meno di chi, con le proprie gesta e con i propri sacrifici, ha reso questa società una realtà conosciuta in campo internazionale
Abbiamo rimesso la palla in campo ma voi che siete notevolmente più esperti m’insegnate che in partita è la qualità del sostegno a fare la differenza!
Non ci isoliamo perché sono convinto che confrontare risorse ed idee rappresenta davvero una crescita per tutti.
Buon rugby a tutti.
Romano Marinelli

Video: quando il Rugby Monza si prepara al Flash Mob

Rugby a Venezia, fusione in laguna

Da Il Gazzettino

Il rugby lagunare che langue guarda al futuro, VeneziaMestre e Mirano dicono sì alla franchigia. Creare un «consorzio» che, attraverso l’interscambio di giocatori, consenta di schierare un’unica prima squadra rappresentativa di tutta la provincia veneziana. Questa è la nuova sfida della palla ovale cittadina, lanciata dai due principali club locali con l’obiettivo, dichiarato, di unire pian piano le forze anche con le altre società del territorio.
In partenza molto dipende dall’esito del Consiglio Federale della Federugby in programma
oggi e domani a Roma (Parma, in realtà, ndr) , che si esprimerà positivamente o negativamente circa la domanda d’iscrizione alla serie Al presentata dal VeneziaMestre Rugby.
In concreto accadrà quanto segue: se in casa amaranto-oro arriverà l’ok della Fir, allora il
Mirano Rugby di serie B darà i giocatori della sua prima squadra al VeneziaMestre; in caso di esito negativo (tutt’altro che da escludere dato che alcune pendenze economiche non sono ancora state sanate) sarà invece l’ex Casinò Rugby a impegnarsi per convincere i suoi tesserati a scendere in campo in B con il Mirano.
Una «trattativa» che fin d’ora si presenta quantomeno complicata dal momento, nell’eventuale momento della non-iscrizione, tutti i tesserati del VeneziaMestre saranno tutti formalmente svincolati. (…)

Caos Rugby Roma: i protagonisti, tra colpe e speranze

Francesco Volpe per il Corriere dello Sport

Paolo Abbondanza – Ha retto il club per otto anni, ha speso un fiume di euro (si parla di 10,5 milioni) ma non ha costruito uno straccio di organizzazione, circondandosi di gente (Corrado Capradossi, Massimo Coletti) perlomeno inadatta al compito. Così, uscito lui, si è ripartiti dal nulla.

Gabriele Caccamo – L’editore di Porta Portese e presidente della Rugby Roma 2000 (serie C) è stato il primo a sbandierare di voler rilevare la Roma, ma non l’ha fatto. Dopodiché si è messo alla finestra. Se la Roma fallisce, potrebbe ottenere in gestione l’impianto delle Tre Fontane… Intanto ha chiesto alla FIR di rilevare il titolo: impossibile. Una curiosità: il suo legale, Stefano Schiavone, è anche il rappresentante “sindacale” dei giocatori creditori…

Cordata Missori – Nel deserto delle alternative, Alessandro Missori e un gruppo di ex bianconeri (Rugby Roma 1930) hanno avuto il coraggio di metterci la faccia e rilevare il titolo sportivo. Hanno proposto un piano credibile di rientro dai debiti contratti dalla precedente gestione (218.000 euro), senza però presentare la fideiussione richiesta dalla FIR. Ci hanno messo l’anima, ma il tempo a disposizione (un mese) e il disinteresse dei
vecchi compagni non hanno giocato per loro.

Roberto Barilari – Ex terza linea bianconera, figlio del grande Sergio degli scudetti anni
40, ha curato negli ultimi tempi il vivaio del club. Ha fondato la Nuova Rugby Roma per, a suo dire, tenere unito il settore giovanile nella fase di transizione. Poi, però, non ha trovato un accordo con la casa madre, contribuendo fortemente ad indebolirla, anche agli occhi del Comune.

Il Comune – «Chi si assume l’onere di gestire la Rugby Roma, gestirà anche le Tre Fontane» ha più volte ribadito il delegato allo sport Alessandro Cochi nelle settimane dell’incertezza post-Abbondanza. Purtroppo non ha dato seguito ai buoni propositi, togliendo certezze e credibilità alla nuova dirigenza e scatenando gli appetiti sull’impianto.

I giocatori – Alcuni di loro non attendono che il fallimento per essere liberi di accasarsi altrove. Chi? Aspettate i prossimi annunci di mercato. Vivi complimenti anche alla lungimiranza dei sindacalisti dell’AIR: in caso di fallimento, non vedranno un euro.