A La Spezia il calcio manda in touche il rugby

Da Città della Spezia

“Dove andrà ad allenarsi e a giocare lo Spezia Rugby a partire da lunedì 6 febbraio, visto che lo Spezia Calcio, nuovo proprietario del Ferdeghini, ha fatto sapere tramite un proprio incaricato agli aquilotti della palla ovale di lasciare libero l’impianto a partire dal’inizio della prossima settimana?”. E’ la domanda che il consigliere comunale Giacomo Gatti rivolge direttamente al sindaco Federici.

“Al momento della dismissione del complesso di Melara – continua Gatti – l’amministrazione era stata formalmente incaricata dal consiglio comunale di assicurare la continuità agonistica delle squadre che se ne servivano in quel momento e che hanno continuato a farlo anche nei mesi successivi grazie a un accordo informale con gli aquilotti. Il punto 7 della delibera approvata all’unanimità dall’assemblea cittadina lo scorso 25 luglio parla chiaro e impegna la giunta ‘a garantire la continuità delle attività sportive alle società dilettantistiche che attualmente utilizzano gli impianti interessati dalla delibera sia per quanto riguarda gli allenamenti che per i campionati federali in strutture di sua proprietà, in accordo con le società concessionarie, o in altre strutture non di sua proprietà presenti sul territorio comunale'”.
“Mi auguro che Federici e compagni – prosegue Gatti – abbiano pronta una soluzione che consenta a queste realtà di continuare a praticare la loro disciplina senza interruzioni o cesure temporali che ne danneggerebbero inevitabilmente il percorso sportivo: poco importa se ciò avverrà con l’utilizzo di un altro impianto (ad esempio il Montagna, che so essere al centro di una richiesta in tal senso rivolta alla Marina rimasta al momento senza risposta) o tramite un nuovo accordo con lo Spezia che faccia slittare di qualche mese l’avvio dei lavori di riqualificazione del Ferdeghini. Quello che conta è che dalla prossima settimana i ragazzi della palla ovale non si trovino in mezzo a una strada e possano proseguire serenamente con i loro campionati in attesa del fondo in erba sintetica del Pieroni, la cui posa è slittata di diversi mesi rispetto alle ottimistiche previsioni dell’assessore Graziano per un disguido nella gara d’appalto assegnata all’inizio di dicembre. Se ciò non avvenisse, e da lunedì lo Spezia Rugby fosse costretto a interrompere l’attività agonistica per mancanza di un campo, la responsabilità politica di tutto ciò ricadrà interamente sulle spalle del sindaco, che dovrà spiegare ai 150 atleti del movimento rugbistico spezzino come mai lui e i suoi collaboratori non sono stati in grado di assolvere il mandato ricevuto oltre sei mesi fa dal consiglio comunale. Io però spero sinceramente che ciò non avvenga e che una soluzione esca fuori, magari anche all’ultimo minuto. Finora – conclude Gatti – ho condiviso e sostenuto il lavoro portato avanti dalla giunta su questo tema perché l’ho considerato corretto e comunque corrispondente alle proposte che io stesso avevo avanzato per anni: mi auguro di non dovermi ricredere proprio alla fine”.

ULTIMORA: Tobie Botes in azzurro!

La notizia non è ancora ufficiale, ma Tobie Botes oggi raggiungerà il ritiro azzurro in vista del debutto di sabato al Sei Nazioni. La decisione del ct Jacques Brunel dopo il ko di Orquera. Tobie Botes, eleggibile da settembre scorso, gioca nel Benetton Treviso da mediano di mischia. In nazionale è chiamato come apertura o – se vogliamo prenderla da più lontano – da utility-back: ma non è questo uno dei punti del problema/stranieri tra Treviso e FIR?

Benetton Treviso in volo sulla Manica: l’Inghilterra la chiama

Andrea Passerini, La Tribuna di Treviso

Il Regno Unito chiama Benetton e il Benetton. Almeno due club inglesi, uno di Premiership, il massimo campionato inglese, hanno sondato nelle scorse settimane i vertici del club biancoverde per capire quali margini ci fossero per investimenti trevigiani in un club
d’Oltremanica. Sia in termini di sponsor che di know how tecnico.
Cose mai viste, alle latitudini del rugby italiano. Effetto Celtic? Va detto che Treviso è stata
pioniera del rugby italiano in Europa, disputando la prima edizione sperimentale della Heineken Cup, nel lontanissimo 1997/98. Il presidente Zatta conferma le indiscrezioni: «E’ vero che ci sono stati dei contatti, per quanto informali. Penso sia un riconoscimento a quanto hanno fatto questa società e questo sponsor per il rubgy italiano – dice – evidentemente la Celtic è una vetrina che ci ha consentito di essere ancor di più in mostra».

Cosa si cerca, dall’Inghilterra, fra Ponzano, sede di Benetton group e la Ghirada? Sicuramente risorse finanziarie per sostenere un rugby sempre più oneroso per sostenere i costi di gestione, di contratti, di rose.
Ma da quanto è trapelato c’è stato interesse anche per il modello Treviso, e dunque per il
management societario e tecnico. Alla Ghirada assicurano che il segnale abbia regalato estrema soddisfazione. E in tempi di contenzioso ancora aperto con la Federazione, diventava uno scenario non improbabile anche quello di un’emigrazione di Treviso Oltremanica, al di là delle due stagioni di Celtic, magari lasciando a Treviso il settore giovanile e un’accademia.

Fanta-rugby? Mica tanto. Poi, giovedì, il faccia a faccia con Dondi che ora potrebbe dare la novità nei rapporti fin qui tesissimi fra il Palazzo e la Ghirada. L’intesa su alcuni punti chiave, finanziari in primis. Sarà la Fir d’ora in poi, come fatto quest’anno, ad accollarsi la «tassa» chiesta dal board della Celtic a mo’ di garanzia.
E sulla spartizione degli oneri fra Treviso e Fir (8,5 milioni annui di budget, dei quali 5,8
coperti da Treviso, il 60% dei contratti di staff e giocatori a carico di Roma) rientra dalla porta principale il primissimo protocollo finanziario a suo tempo  certificato dalla Deloitte, che era quello sempre invocato da Treviso nel successivo contenzioso con la Fir.
Sul fronte stranieri, le nuvole ancora presenti – vedi il ricorso che dovrebbe essere esaminato il 7 febbraio – potrebbero sciogliersi con la chiamata in azzurro di Tobias Botes. Anche se Treviso ricorda come la legislazione europea sia in linea con i criteri adottati sin qui, e non con il tetto imposto dalla Federazione.
Tornando a Botes, dicono che Brunel sia interessato, il giocatore è eleggibile da settembre, sembra non ci siano davvero più ostacoli per lo sbarco in nazionale del mediano di mischia. E a quel punto Treviso avrebbe un altro italiano in rosa… Infine, si sarebbe parlato anch di maggiore voce in capitolo sui contratti dei giocatori e un’accademia per i giovani. Se son rose, fioriranno a breve

Per colpa del rugby… Cesena (quella del calcio) sbuffa

Dal Corriere Romagna di oggi, dove evidentemente considerano un impiccio tutto quello che non è calcio. Il titolo del boxino è: “A causa del rugby”. Dovevano essere coraggiosi fino in fondo e scrivere “Per colpa del rugby”. Li avrei apprezzati di più

CESENA. Il mese di febbraio si aprirà con un tour de force pazzesco per il Cesena. Ieri una sgradita sorpresa è arrivata dagli uffici della Lega A (…)
Nella 4a giornata di ritorno bianconeri affronteranno all’Olimpico la Lazio in un insolito anticipo in programma giovedì 9 febbraio alle 20.45. La data è stata disposta a causa della concomitanza della gara di rugby tra Italia-Inghilterra che si affronteranno sabato 11 febbraio all’Olimpico per il torneo “6 Nazioni” 2012.

Il riavvicinamento tra FIR e Benetton: i dettagli

di Elvis Lucchese per il Corriere del Veneto

(…)Al di là delle dichiarazioni ufficiali, i due dirigenti sono giunti ad una «pace
armata» secondo un patto che potrebbe riavvicinare le parti: se entro una settimana Dondi accetterà le richieste del Benetton, il club trevigiano ritirerà il ricorso sugli stranieri che rischerebbe di mettere in difficoltà la Fir di fronte agli organi di giustizia sportiva.
Il presidente federale si è dichiarato disponibile ad un’apertura nei confronti di Treviso. «Ora c’è una settimana per passare dalle parole ai fatti», sottolinea Amerino Zatta, «quindi ci aspettiamo di giungere presto alla firma di un documento che faccia chiarezza sulle condizioni della nostra partecipazione alla Pro12. Era impossibile continuare a gestire la
partecipazione ad un torneo internazionale vivendo alla giornata, con regole ambigue e
continuamente modificate».
Cosa chiede Treviso? Di allargare la rosa da 40 a 44 giocatori, di utilizzare stranieri semplicemente secondo le regole internazionali, di gestire le trattative contrattuali con i giocatori, di varare un’accademia giovanile che abbia uno sbocco nella partecipazione al
campionato nazionale. Scongiurata l’ipotesi clamorosa della fine dell’esperienza trevigiana in Pro12, il club può ora dedicarsi con più serenità ai rinnovi di contratto per la prossima stagione. Primo passo la conferma di Smith sulla panchina, ormai definita. «L’accordo con
l’allenatore c’è, manca solo la firma», assicura Zatta. (…)