(…) ha destato qualche preoccupazione il punto economico fatto dal presidente Zambelli in occasione della cena societaria di mercoledì sera: il patron rossoblu aveva espresso la difficoltà nel far fronte agli anticipi dei costi degli interventi chirurgici necessari al recupero di Bustos, Merlo e Ravalle, tutti alle prese con lesioni ai legamenti del ginocchio. “Una difficoltà legata al particolare momento finanziario della società che vede le casse vuote sul finire della stagione”, si legge in un comunicato diffuso dalla Rugby rovigo Delta, che prosegue – La ricerca di un percorso possibile che garantisse la necessaria tempestività agli interventi presso una degli migliori strutture sanitarie specialistiche, ha permesso di trovare un accordo che prevede l’esborso, da parte della Rugby Rovigo Delta, solo di una parte del costo complessivo e saldo dietro liquidazione da parte dell’assicurazione”.
Sembra, dunque, scongiurato il rischio che i giocatori stessi dovessero sostenere parte delle spese necessarie per finire sotto i ferri. Una situazione che sarebbe parsa tanto curiosa, quanto grottesca.
Categoria: Cose d’Italia
Bortolami, Tonni e Brunel: parole sul caso-Aironi
Marco Bortolami, da La Gazzetta dello Sport
«Siamo neri e preoccupati—dice capitan Marco Bortolami — perché sappiamo come sono state gestite queste situazioni in passato. Ci sentiamo traditi da un progetto che doveva dare garanzie. Il solo incontro con la società sulla situazione è stato mercoledì e Melegari ci aveva prospettato una soluzione positiva al 50%, evidentemente con troppo ottimismo. A oggi abbiamo ricevuto regolarmente gli stipendi, ma vogliamo certezze entro la prossima settimana per le ultime tre partite stagionali. Il mio contratto? Ho ancora un anno, temo sia carta straccia”
Franco Tonni, da La Gazzetta di Mantova
«Ben venga il bando – provoca il general manager Franco Tonni – è la risposta stessa a chi quel bando l’ha emesso. Voglio proprio vedere chi si presenterà e chi esporrà la propria vincente managerialità. La decisione della Federazione va nella direzione sbagliata per l’intero movimento rugbistico italiano». Tonni poi svela quella che potrebbe risultare una pietra dalla quale riprendere le fila della storia degli Aironi: «Il presidente Silvano Melegari ha già assicurato la fidejussione per il terzo anno di Celtic League, quindi non reputo neppure corretta la decisione della Fir».
Jacques Brunel, lancio ANSA
”Quella di oggi non è certo una buona notizia, ma non credo che ci sarà molto da temere, non ci sarà un esodo. La federazione troverà una soluzione, il rugby italiano è in ascesa ed altre realtà si faranno avanti per candidarsi”.
Il “Caso Aironi” sulla stampa estera. E spunta una ipotesi Azzurri…
Caso-Aironi, lo stupore e la rabbia di Melegari
A seguito del Consiglio Federale della Fir svoltosi questa mattina a Parma in cui è stato deciso di revocare agli Aironi la licenza di partecipazione al RaboDirect PRO12, il presidente Silvano Melegari dichiara quanto segue:
“Apprendiamo con stupore e rammarico la decisione del Consiglio Federale, quando invece gli Aironi avevano chiesto, prima della riunione di oggi, un semplice aiuto economico per sostenere i contratti degli importanti giocatori internazionali rientrati dall’estero e avevano confermato l’attuale staff tecnico, non avendo ad oggi ricevuto dalla Fir alcuna proposta di alto profilo in merito. Attendiamo ancora di conoscere le motivazioni che hanno portato a questa scelta, che non ci aspettavamo dopo gli ultimi incontri con il Presidente e il Vice Presidente Vicario e le nostre manifestazioni di disponibilità ad esaminare proposte alternative a quelle da noi formulate”.
Pensieri a caldo e domande: un po’ di cose sul caso-Aironi
La botta a caldo è molto forte. Morti gli Aironi, o quasi. La teoria ci dice infatti che se Melegari e soci dovessero recuperare un nuovo sponsor entro il 25 aprile la franchigia viadanese potrebbe anche rientrare dalla finestra, ma credo che sia un esercizio di pura filosofia.
Dunque due anni di vita, solo due anni di vita per tornare al punto di partenza. Ho parlato con un paio di consiglieri che hanno partecipato all’incontro di Parma (non chiedete i nomi, Top Secret) ed entrambi mi hanno confermato che l’atmosfera è stata “costruttiva” e “positiva”. Che le difficoltà della franchigia era esclusivamente – e dici poco – economiche e che le richieste non erano ricevibili da parte della FIR anche per motivi di convenienza e di correttezza: la federazione, questo il ritornello, non può aiutare gli Aironi e non Treviso, anche se il Benetton non versa in acque agitate.
La domanda che tutti si fanno è: ora che succederà? Il 25 aprile è solo poco più in là di dopodomani, presentare un progetto serio e concreto è difficile, quasi impossibile. Voci già iniziano a circolare: si riparla di una cordata romana per dare vita a quei Pretoriani prima ammessi e poi bocciati due anni fa. Altri rumors riportano il baricentro della questione attorno a Parma. Altre ancora più a nord, verso Milano.
Credo che in queste due settimane abbondanti ne sentiremo e vedremo delle belle.
Alcune cose però vanno dette. Intanto la tempistica: i bilanci di Benetton e Aironi sono stati chiusi a gennaio, la situazione alla fine di quel mese era già chiara. Che senso ha tirare per le lunghe fino ad aprile? Io, vista proprio la tempistica mi aspettavo una soluzione diversa, mi aspettavo già da oggi l’annuncio della presa in carico da parte della FIR della franchigia. La federazione poteva farlo, ma ha preferito probabilmente prendere una via più larga e che depotenziasse le probabili polemiche che avrebbero seguito quell’opzione.
Annunciare un bando per un impegno economico così gravoso e con così pochi giorni equivale a giungere quasi certamente alla opzione di scorta, chiamiamola così, alla franchigia federale. E forse è proprio lì che si voleva arrivare, fin dall’inizio.
Magari le vicende che dovrò raccontare da qui al 25 aprile mi smentiranno, ma non ci scommetterei.
E infine una piccola domanda: che fine farà Viadana? Andrà in Eccellenza? Sparirà?









