Politica in fermento per il caso-Aironi

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

«Abbiamo preso atto della situazione sorprendente e incresciosa. La volontà è di continuare
anche grazie alla spinta che può venire dagli Enti locali e dalla politica in modo bipartisan:
in queste ore tutti si stanno muovendo molto a favore degli Aironi».
Poche parole al termine dell’Assemblea dei soci del Rugby Viadana da parte del presidente Silvano Melegari. Assemblea che è terminata ieri sera a tarda ora e i cui frutti verranno
portati domani sera all’assemblea degli Aironi, sempre al Lavadera Village.
Ieri stesso in effetti gli enti locali si sono mossi alacremente. Prima che, sempre in serata, i
capigruppo del Comune di Viadana trovassero un accordo unanime di sostegno agli Aironi
‘cancellati’ dalla Fir, ieri il sindaco Giorgio Penazzi ha inviato via mail una lettera a Regione
e Provincia, vale a dire agli altri attori dell’accordo di programma per i forti investimenti
nelle strutture della franchigia. Una lettera nella quale sollecitava la convocazione di
una riunione al Pirellone per trovare una soluzione. «Ho scritto anche al consigliere regionale mantovano Carlo Maccari – afferma Penazzi – che mi ha subito risposto rassicurandomi del fatto che ha già parlato al governatore Formigoni al riguardo. Maccari prenderà contatto con la Federugby per invitare anche loro. Faremo di tutto per riportare in Europa gli Aironi. Certo, tecnicamente adesso sono fuori dal momento che la licenza è stata rititata. Quindi è plausibile l’ipotesi della partecipazione al bando che ha indetto la Fir stessa e scade il 25 aprile». Ma siamo daccapo: si devono trovare i soldi che agli Aironi sono venuti meno essenzialmente grazie ai ‘tradimento’ dei parmigiani e di Mps. «E’ vero – risponde il sindaco di Viadana – è sempre una questione di soldi. Vediamo se si può trovare una soluzione. Bisognerà coinvolgere nomi importanti e la Regione ci può dare una mano in questo senso». (…)

Caso Aironi, il Benetton risponde a Barzoni

Un paio di giorni fa Cesare Barzoni aveva avuto da ridire qualcosa sui rapporti tra Treviso e Fir. Il club veneto ha aspettato un paio di giorni in attesa di una qualche rettifica da parte di una delle due parti in causa. Tutto però è rimasto silente e così da Treviso hanno diramato un comunicato per mettere i puntini sulle “i”.

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

Con riferimento alle dichiarazioni del dimissionario Vice Presidente F.I.R. Cesare Barzoni, apparse sulla Gazzetta di Mantova in data 8 aprile 2012, Benetton Rugby ribadisce quanto già espresso sul proprio comunicato del 22 marzo 2012 che qui viene riportato integralmente.

Con riferimento a dichiarazioni recentemente apparse sulla stampa, Benetton Rugby tiene a precisare che mai ha richiesto notizie anticipate sulle decisioni del Consiglio Federale. Tantomeno se definite “in via del tutto riservata”.

Precisa inoltre, che null’altro è stato chiesto da Benetton Rugby  oltre a quanto stabilito e riportato nella documentazione di accesso alla Celtic League e nel Capitolato Tecnico e Sportivo.

Pertanto, allo stato attuale, ogni aggiunta o nuovo regolamento sopravvenuto, dalla firma del Capitolato in poi, è stato deciso, nei tempi e nei modi, unilateralmente dalla F.I.R..

Continueremo a richiedere la disponibilità della F.I.R. per un confronto con le due franchigie che sia reale, costruttivo e trasparente, e che persegua il raggiungimento di quegli Scopi Federali che la F.I.R. ha inteso indicare nel Capitolato Tecnico e Sportivo da noi sottoscritto”.

Caso-Aironi, e se il corvaccio del malaugurio fosse Monza?

Francesco mirtola, su Il Giornale di Monza

Gli Aironi chiudono. O quantomeno, la Federazione Italiana Rugby revoca la licenza
per la Celtic League al sodalizio del presidente Silvano Melegari, nato a Viadana e poi diventato un punto di riferimento per tutto il mondo ovale nel Nord Italia.
Anche Monza era rientrata nella sfera di competenza degli Aironi; la società cittadina di rugby era «fiancheggiatrice» del club di matrice mantovana e il «Brianteo» era stato teatro, non senza polemiche, delle partite di «Heineken Cup» (la Champions’ League del rugby) 2011-2012.
Cosa è successo? Gli Aironi sono uno dei due club internazionali del rugby italiano (l’altro
è la Benetton Treviso), «patrocinati» dalla Federazione e impegnati nelle competizioni
continentali. A Viadana hanno iniziato a scarseggiare i fondi ed è stato chiesto alla Fir un «anticipo» sul contributo della prossimastagione. La Federazione ha detto no ed ha revocato la licenza alla franchigia. E ora? La Fir ha necessità di trovare, entro il 25
aprile, un’altra realtà che possa essere «investita» della licenza; in caso non ci fossero «volontari», sarà la stessa Fir a gestire una squadra, a cui sarà necessario trovare una «base operativa». Possibile che si resti a Viadana (la Regione Lombardia ha
investito quasi 4 milioni di euro nella ristrutturazione del locale stadio), ma si fanno anche i nomi di Parma, Roma e… Monza.
Il capoluogo è sempre piaciuto molto ai vertici federali, sia per la «contiguità» con la piazza milanese, sia per l’interesse che la palla ovale sa suscitare in zona.
Intanto, però, un pensiero «cattivo» si fa strada. Che Monza «porti male» allo sport di alto
livello? Gli Aironi, ambiziosi e – sembrava – solidi, sono planati in Brianza, con fascino e motivazioni, salvo poi scapparne dopo un mese di polemiche, fraintendimenti e bastoni fra le ruote con il Monza Brianza per l’utilizzo dello stadio. «A Monza non torneremo mai più, almeno finché ci saranno quei dirigenti al Monza calcio», aveva detto il dg Andrea Armagni al termine della tumultuosa esperienza brianzola di «Heineken». È di poche settimane fa, invece, l’annuncio di addio della Gabeca Pallavolo, sbarcata a Monza nell’estate del 2009 portando con sé il prestigio di una serie A1 di pallavolo maschile. Contestuale all’arrivo della Gabeca, ci fu la fuga milanese del Vero Volley (squadra di pallavolo in A2 maschile).
A ben guardare, c’è anche la radiazione patita dalla Forti e Liberi pallacanestro nella
scorsa estate. Situazioni diverse, esiti paralleli: è colpa dell’onnipresente «crisi», solo casualità o Monza (istituzioni, territorio e varia umanità tutta), ha la sua parte di responsabilità?

Padova non crede a una franchigia veneta per il Pro12

Da Il Mattino di Padova, Federico Fusetti

Mancano i soldi, e la Federazione decide di togliere agli Aironi di Viadana la licenza per
partecipare alla Celtic League dell’anno prossimo. Un provvedimento pesante, che si ripercuoterà su tutto il rugby di vertice italiano. E che potrebbe avere ripercussioni in Veneto, anche se non immediate.
La Fir ha indetto un bando di partecipazione a cui rispondere entro il 25 aprile, e al quale
potrebbero ripresentarsi anche gli stessi Aironi. In passato si era parlato di una franchigia
che unisse Padova a Rovigo, oppure di una realtà regionale, magari ribattezzata Dogi,
selezione a inviti che tanti ricordi ha lasciato nei tifosi degli anni ’80.
«Intanto occorrerebbe sapere esattamente quali sono gli accordi tra Aironi e Federazione», spiega il direttore sportivo de! Petrarca Corrado Covi, che dei Dogi è stato tante volte protagonista.
«Io spero che gli Aironi trovino la forza di rialzarsi, altrimenti il messaggio che daremo come rugby italiano sarà davvero negativo, un brutto spot per noi. Le scelte strategiche
della Federazione per l’alto livello degli ultimi anni sono state tutte finalizzate a creare due franchigie, se poi va a finire così…».
Sul possibile intervento delle società venete, però, Covi è scettico. «Per esperienza diretta
so che tutte le società dell’Eccellenza hanno i loro grattacapi, e l’impegno principale è
quello di arrivare a fine stagione senza problemi finanziari. Dal momento che il nodo principale sono i soldi, però, trovo altamente improbabile che una cordata veneta possa mettere su piatto cinque, sei milioni di euro in due settimane». (…)

I Crusaders vanno in Brasile a fare quello che i Blues dovevano fare in Italia…

“A Confederação Brasileira de Rugby (CBRu) acaba de anunciar a celebração de um Memorando de Entendimentos com a Federação de Rugby de Canterbury e o Crusaders (Nova Zelândia) com a finalidade de auxiliar o desenvolvimento do rugby no Brasil e a implementação do programa de alto rendimento da Confederação”.

Lo so, è portoghese, però con un briciolo di sforzo si capisce benissimo il senso.
Avete presente l’accordo FIR/Auckland Blues saltato perché a Roma lo ritenevano troppo costoso? Ecco la federazione brasiliana lo ha stretto con i Crusaders. L’annuncio è stato dato in Sudamerica.
L’accordo prevede due fasi: Tabai Matson, ex all-blacks e parte integrante dello staff tecnico di Canterbury andrà a San Paolo a partire dal 12 aprile. Il 28 aprile sarà raggiunto da altri due tecnici della franchigia neozelandese, uno per gli avanti e uno per i trequarti. I tre prepareranno la nazionale brasiliana per un torneo che si svolgerà a Santiago del Cile tra il 17 e il 27 maggio. Questa la prima fase.
Successivamente infatti i vertici della federazione brasiliana e dei Crusaders si troveranno per stendere un contratto a lungo termine.
Un colpaccio per una federazione giovane ma dalle grandi potenzialità, finora nota soprattutto per i divertentissimi spot (finito l’articolo ce n’è uno) pensati per introdurre il rugby in un paese che sembra respirare solo il calcio.
Quella dei Crusaders è però solo la prima goccia di quella che potrebbe diventare una cascata, sono infatti molte le nazionali e i club che sono in trattativa per concludere accordi simili con altre realtà neozelandesi (e magari anche con gli stessi Crusaders). L’obiettivo delle nazionali è evidentemente quello di crescere in vista dei Mondiali 2015 e soprattutto 2019. Senza dimenticare l’appuntamento olimpico di Rio de Janeiro del 2016.
E tutto questo non fa che aumentare il rammarico per il rifiuto di Roma a concludere l’accordo con i Blues quando ormai si era già agli ultimi dettagli.
Ma forse noi non ne abbiamo bisogno.

PS: comunque a Auckland aspettano ancora una risposta ufficiale da parte della FIR…