Il caso-Amore si chiude in farsa: squalificato 5 giorni

Assoluzione dalle accuse più pesanti, quelle di slealtà sportiva e abuso di potere, ma condannato per la parte amministrativa perché è stata riconosciuta la non competenza nello stilare la relazione tecnico-morale-finanziaria del comitato da lui presieduto. Lui, è Gianni Amore, presidente del Comitato Regionale Siciliano della FIR e candidato alla poltrona di presidente della stessa. Rischiava tre anni di qualifica, cosa che avrebbe ovviamente affossato la candidatura, se l’è cavata con 5 (cinque) giorni di sospensione. Così ha deciso la Corte Federale. Una sentenza che dopo la convocazione di metà aprile presso una Commissione sbagliata sprofonda sempre più nel fantozziano. Ma meglio così.
Amore a solorugby ha detto che avrebbe voglia di presentare ricorso ma che abitando a Raguso sarebbe più il tempo perso per gli spostamenti verso Roma.
Stendiamo un velo di oblio e dimentichiamocene il prima possibile…

Umberto Casellato a Il Grillotalpa: “La nazionale? Io non so nulla. Il mio procuratore forse…”

“Io questa cosa della nazionale l’ho letta dai giornali. Sono concentratissimo sulla partita con Prato, fino al fischio finale della gara di ritorno con i Cavalieri non voglio pensare a nulla di diverso. Certo l’interessamento mi fa piacere, vuol dire che ho fatto un buon lavoro. Comunque è tutto in mano al mio procuratore, con lui ho parlato di situazioni che potrebbero venire a crearsi…”
Scusa Umberto, fammi capire, vuol dire che tu non sai nulla ma il tuo procuratore potrebbe avere dei riscontri in più, magari avere già avuto dei contatti con la FIR?
“Potrebbe essere così. Sì. Ci pensa lui, mi fido ciecamente della sua professionalità in queste cose. La sua presenza mi ha fatto crescere moltissimo a livello professionale. Quello è il suo lavoro, il mio è allenare e ora io penso solo al Mogliano e alla partita importantissima con Prato. Poi vedremo”.

La fotografia migliore della situazione che si è venuta a creare a Mogliano è forse racchiusa in questo scambio di battute che ho avuto con Umberto Casellato, allenatore della sorpresa dell’anno – almeno per quanto riguarda l’Eccellenza – e che i rumors vorrebbero in procinto di andare a far parte dello staff tecnico del ct azzurro Jacques Brunel assieme al suo attuale assistente Franco “Kino” Properzi.

“Franchino è un patrimonio del rugby italiano, sarei felicissimo. Lo è da un punto di vista morale, tecnico, professionale e umano. Raramente ho avuto un feeling così completo con qualcuno, a volte basta davvero uno sguardo. Me lo dice pure mia moglie…
Non ho mai lavorato in Federazione – prosegue Casellato – sono un uomo di campo. Finito di allenare i miei ragazzi mi fermo per dare una mano con le giovanili. Su un campo di rugby rimango anche 10-12 ore al giorno. Lavorare con Brunel sarebbe fantastico, chiunque lo vorrebbe e non solo in Italia”.
Insomma, in nazionale Casellato ci andrebbe di corsa e non avrebbe impedimenti contrattuali, visto che esistono clausole e liberatorie in caso di chiamata da parte della Nazionale, Treviso o Aironi (clausole comuni a tutti i contratti dei tecnici italiani, credo): “Devo ancora trovare uno che direbbe di no all’azzurro. Quando ho iniziato a fare il corso allenatori il mio sogno era quello di arrivare ad allenare la nazionale e lo è ancora oggi. Alla fine è il sogno di tutti quelli che fanno gli allenatori. Questa cosa, se si avverasse, sarebbe un primo passo importantissimo. Se invece non se ne fa nulla vuol dire che dovrò lavorare di più e meglio per guadagnarmi quella posizione”.

Nell’immediato futuro c’è però la semifinale di ritorno con i Cavalieri Prato, gara che Mogliano affronterà con meno pressione dei toscani: “Sì, è vero, ma io sono un eterno infelice. Giocare bene a volte non basta, dobbiamo essere più cinici e non dobbiamo mai accontentarci. Nella gara di qualche giorno fa abbiamo perso perché i Cavalieri sono stati più bravi di noi a gestire i momenti topici e poi abbiamo commesso alcuni errori di ingenuità. Ma le partite con Prato le abbiamo sempre giocate sul filo di lana, abbiamo qualche chance, ma sarà durissima”.
Due anni fantastici, gli ultimi due del Mogliano: “Ho un gruppo di giocatori fantatici, bravissimi e professionali. Poi c’è l’aiuto fondamentale di Franchino. Giochiamo bene ma ci alleniamo meglio, e la cosa non è scontata. Abbiamo scelto gli stranieri giusti, in allenamento ci stanno facendo crescere tantissimo”.

Prima di chiudere un ultimo accenno alla questione-nazionale, perché la chiamata del duo Casellato-Properzi sarebbe una inversione di rotta rispetto agli ultimi anni, un segnale importante: “Credo che chi oggi ricopre certi ruoli abbia dei valori tecnici e professionali, e che non si trovi lì perché spinto o chissà che… Certo, per i risultati il discorso è diverso: ci vuole tanto lavoro, circostanze favorevoli e fortuna. E non è detto che poi arrivino comunque”.

Italia-Tonga, Torino e il Torino. E un po’ di polemiche ingigantite

Qualche problema c’è, innegabile, ma in realtà nulla di insormontabile e con ogni probabilità Italia-Tonga si giocherà il 10 novembre allo Stadio Olimpico di Torino, così come previsto e ancora non ufficialmente annunciato.
Le pagine torinesi de Il Giornale di oggi ci raccontano di un assessore allo Sport del capoluogo piemontese, Stefano Gallo, che non sarebbe affatto sicuro della concessione dello stadio all’Italrugby. I perché sono sempre gli stessi quando c’è di mezzo il calcio: la rizollatura del campo, bla bla…. Spesso puri pretesti, basti pensare al caso San Siro. Al sottoscritto l’amministratore delegato della società che gestisce lo stadio milanese (50% Inter e 50% Milan) aveva detto che appunto la rizollatura era uno dei problemi principali per poter ospitare gli All Blacks. Poi, nel giro di pochi giorni, prima la notizia che Italia-Nuova Zelanda si giocherà a Roma e poi quella che da giugno lo stadio milanese avrà un prato sintetico.
Torino, non ha nemmeno la scusa delle Coppe Europee di calcio: la Juve ha uno stadio tutto suo e le giocherà lì, il Torino oggi è in Serie B. Anche in caso di (probabilissima) promozione non esisterebbe quel tipo di “inconveniente”.
E allora? E allora tutto è riconducibile a una specie di braccio di ferro dove si mettono in bella mostra i muscoli ma non si incrociano le braccia: l’assessore si mostra interessato alle preoccupazioni della società granata – e quindi di gran parte dei suoi tifosi, cosa che elettoralmente pesa molto in una città soprattutto granata e non bianconera – ma alla fine darà il via libera con tutte le rassicurazioni del caso.
Conferme che qualche problema c’è ne ho avute, ma assieme a quelle c’era anche un innegabile ottimismo sulla soluzione della vicenda. Sempre pronto ad essere smentito, ovviamente.

PS: dimenticavo. A mostrare i muscoli ci hanno pensato probabilmente anche a Il Giornale, dove non sarà sembrato vero poter fare un po’ di polemica ingigantita con una giunta “nemica”. Niente di nuovo sotto il sole, cose che succedono (anche al contrario, intendiamoci: giornali di “sinistra” e giunte di centrodestra).

Caso Aironi, e se invece al Consiglio Federale le cose fossero andate così?

Un Consiglio Federale che ha deciso poco o nulla, la classica montagna che partorisce il proverbiale topolino. Questa la prima impressione dell’appuntamento bolognese. Oppure c’è di più? La seconda che ho detto, in realtà. Perché le cose sembrano essere andate parecchio lisce per la nuova creatura celtica viadanese (quella legata a doppio filo alla FIR) o Aironi 2, chiamatela come vi pare. Almeno così sembra, si dice, si mormora.
Perché in realtà Silvano Melegari se ne sarebbe tornato a casa con ben più di una semplice rassicurazione sul futuro della nuova franchigia di cui lui sarà ancora presidente. Parecchio di più. E se nel comunicato FIR non ci si è spinti più in là è solo perché bisogna verificare che il dossier abbia tutte le carte in regola prima di essere inviato al board celtico. Una questione solo di dettagli e tempo insomma. Ovviamente: sembra, si dice, si mormora…

Consiglio Federale e caso-Aironi: tanto tuonò che non piovve

Non si è deciso nulla, assolutamente nulla. Cosa si saranno detti per oltre otto ore? Boh…

dall’ufficio stampa FIR

Si è svolto oggi a Bologna il Consiglio Federale della Federazione Italiana Rugby.

Il Consiglio ha preso atto della manifestazione d’interesse presentata dalla Società Rugby Viadana per la partecipazione al Rabodirect PRO12 2012/13 e 2013/14 ed ha disposto di effettuare tutte le verifiche del caso al fine di valutare l’esistenza dei requisiti necessari alla concessione della licenza di partecipazione.

Nel caso tali presupposti non dovessero sussistere, il Consiglio Federale ha ribadito la volontà di prendere parte alla competizione con una franchigia federale.

Proseguendo nei lavori, l’organo di governo del rugby italiano ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2011 e la Circolare Informativa 2012/2013 che verrà successivamente pubblicata sul sito internet ufficiale www.federugby.it

Il settore tecnico ha ufficializzato le date d’inizio dei Campionati di Serie A, Serie B e Serie C 2012/2013, che avranno inizio nella giornata di domenica 7 ottobre.

E’ stato presentato il planning del Campionato Italiano d’Eccellenza 2012/2013, che prevede una struttura invariata per la regular season e le semifinali ed un ritorno alla finale in gara unica in casa della finalista meglio classificata.

Le date fissate per la disputa del Campionato Italiano d’Eccellenza 2012/2013 sono le seguenti:

22 settembre – 1° giornata

29 settembre – 2° giornata

6 ottobre – 3° giornata

27 ottobre – 4° giornata

3 novembre – 5° giornata

10 novembre – 6° giornata

1 dicembre – 7° giornata

22 dicembre – 8° giornata

6 gennaio – 9° giornata

26 gennaio – 10° giornata

2 marzo – 11° giornata

9 marzo – 12° giornata

23 marzo – 13° giornata

30 marzo – 14° giornata

6 aprile – 15° giornata

13 aprile – 16° giornata

20 aprile – 17° giornata

27 aprile – 18° giornata

4 maggio – eventuali recuperi/spareggi

11 maggio – semifinali andata

18 maggio – semifinali ritorno

25 maggio – Finale titolo Campione d’Italia 2012/2013


Si è infine deciso di modificare, a partire dalla stagione 2012/2013, i tempi di lavoro presso le Accademie federali con l’obiettivo di compiere ulteriori progressi nello sviluppo dei giocatori impegnati presso le strutture FIR.