Gli Aironi sono morti, la Regione Lombardia chiede spiegazioni su motivi e modi

Aironi fuori dai giochi, Regione Lombardia decisamente contrariata (eufemismo). Leggete il comunicato…

“Siamo profondamente stupiti dopo aver appreso dal Presidente Silvano Melegari la decisione, da parte della FIR, di respingere la nuova candidatura di Viadana a rappresentare il rugby italiano nella prossima Celtic Cup. Stupiti per il modo in cui la
notizia è stata data e non data, stupiti per la mancanza di motivazioni, stupiti per non essere stati coinvolti dopo che Regione Lombardia ha seguito passo dopo passo gli accordi tra le parti per arrivare a una soluzione condivisa e positiva”.

Questo il commento dell’assessore regionale Carlo Maccari a seguito delle prime notizie relative alla franchigia rugbstica lombarda, il cui progetto di ristruttuazione finanziaria e organizzativa per garantire la continuità ad alti livelli, a quanto si apprende, è stato
respinto dalla FIR.  Nelle scorse settimane, a Palazzo Lombardia si era riunito il “Tavolo
Aironi”, proprio per mettere a confronto le parti in vista di una positiva soluzione.

“Detto che ci attendiamo spiegazioni ufficiali quanto prima –conclude Maccari- è chiaro che la Regione farà di tutto per tutelare gli investimenti messi in campo in questi due anni per gli impianti di Viadana. A questo punto, qualcuno dovrà giustificare non solo agli appassionati di rugby la gestione di questa vicenda”.

La FIR stacca la spina agli Aironi, sarà franchigia celtica

Una srl controllata dalla FIR ma dove la federazione sarà “aperta” ad eventuali sostegni esterni (leggi sponsor e soci che portano soldi) pur mantenendo sempre il controllo. Traduco in italiano corrente: franchigia federale. E’ questo quello che ha deciso il Consiglio Federale, gli Aironi hanno definitivamente smesso di volare.
Una decisione che apre la porta a una valanga di domande: dove giocherà la nuova franchigia? Ancora Viadana? Calvisano (attivissimo nell’ultima settimana il consigliere federale Alfredo Gavazzi, molto vicino al club bresciano)? Roma?
Lo vedremo.
Altra domanda: come si metteranno le cose con Treviso? Anche qui tutto da vedere. Faccio una previsione: su breve periodo il Benetton potrebbe paradossalmente beneficiarne, con una Federazione che potrebbe allentare il (tentativo di) controllo e cercare di quietare le acque concedendo molto. Sul medio-lungo periodo però le differenze di vedute non possono che uscire e aumentare in maniera esponenziale.
Comunque vedremo, di certo ci aspettano settimane decisamente poco noiose…

PS: a tutto questo manca l’ufficialità. La FIR infatti ha deciso di non diffondere l’usuale comunicato stampa come sempre avviene dopo un Consiglio Federale (per quanto spesso ci è capitato di leggere comunicato che dicevano davvero poco). Pare che il motivo sia diplomatico/politico: prima va informato il board celtico che però è presente al suo quasi gran completo a Twickenham dove si gioca la finale di Heineken Cup. Immagino che al momento di decidere la data del 19 maggio per il Consiglio Federale (circa dieci giorni fa, più o meno) nessuno si sia accorto della coincidenza. D’altronde quando è stata scelta la data della finalissima di Heineken Cup, un anno fa?

Italia-Tonga, Brescia ci spera ma non ci crede

Alberto Pellegrini per Il Giornale di Brescia

La Nazionale di Rugby a Brescia per il test match contro Tonga? Un sogno, molto probabilmente destinato a rimanere tale. Ma se ne parla, perché dopo che Torino ha rifiutato di ospitare il test match di novembre contro gli isolani del Pacifico e dopo che anche San Siro si è reso indisponibile per Italia-NuovaZelanda, la federazione rugby ha già deciso che il test match con gli All Blacks si giocherà il 17 novembre a Roma, all’Olimpico;
il match contro l’Australia sarà ospitato dal Dall’Ara di Bologna il 24 novembre mentre resta ancora da «piazzare» la partita contro Tonga in programma il 10 novembre.
E così si sono fatte avanti Monza, Bergamo, Ascoli, Reggio Calabria e pure Brescia. La candidatura della nostra città per una partita al Rigamonti è stata avanzata dalla GSport di Montichiari, società che cura tutta la pubblicità della Nazionale di rugby e anche dello stadio
Rigamonti. Sabato a Parma si riunisce il consiglio federale della Fir che dovrebbe anche decidere sulla sede del terzo test match.
Ma non tutte le candidature sembrano allo stesso livello: Monza ha già ospitato il rugby nazionale e internazionale, ma lo stadio non è molto capiente; Ascoli ha tutto a posto, ma ha già ospitato nel 2009 un match della Nazionale; Reggio Calabria potrebbe essere favorito
da considerazioni «geopolitiche»: un match al Nord / (Bologna), uno al Centro (Roma) e uno al Sud. Infine Bergamo e Brescia che paiono sullo stesso piano: Bergamo ha strutture un po’ migliori ma meno tradizione rugbistica, che peserebbe ancor di più se il Calvisano dovesse
vincere lo scudetto nei prossimi giorni. E il discorso torna, ineluttabilmente, all’insufficienza delle strutture: lo stadio Rigamonti è omologato per 16mila spettatori; qualche lavoro potrebbe aumentarne la capienza, ma difficilmente raggiungere i 25-30mila posti che
la Nazionale di rugby riempie sempre senza sforzo. Il grande rugby a Brescia? Un sogno
che, stando cosilo stadio, difficilmente diventerà realtà.

Aironi vs Colorno: Cantoni spiega, Melegari casca dalle nuvole

da La Gazzetta di Mantova

Gli Aironi restano da soli. Il Rugby Colorno ha comunicato alla Federugby che non prenderà
parte al nuovo progetto di rilancio. «Proseguire in due società per noi è troppo – spiega
Stefano Cantoni, vice presidente degli Aironi e del Colorno -. Siamo una piccola società e siamo andati oltre il nostro compito. Il progetto di franchigia iniziale è venuto meno e sin da
fine 2011 ho detto che restare in due era difficile. Il Consiglio del Colorno ha quindi deciso
di fermarsi». Cantoni esclude che alla base della decisione ci sia un progetto di rilancio del
rugby parmigiano come si è ventilato nei mesi scorsi: «E’ vero, ci sono stati contatti ma solo
eventualmente propedeutici al discorso Aironi». «Al di là del preannuncio fattomi lunedì
– replica il presidente Silvano Melegari -, sono stupito dell’indisponibilità perché è un anno e mezzo che andiamo avanti in due. Comunque, se la Fir sabato darà l’ok, andremo avanti come club lombardo mentre ricordo che sto ancora attendendo che Noceto, Parma e Gran Parma onorino gli impegni pregressi». (…)

Gli Aironi 2 devono ancora nascere e perdono già un pezzo: Colorno se ne va

Colorno era sempre rimasta a fianco degli Aironi, anche quando gli altri soci di Parma hanno abbandonato la nave che già imbarcava acqua. Ora però Viadana rimane sola del tutto: il Rugby Colorno se ne va a poco più di 48 ore da quel Consiglio Federale che dovrebbe far (ri)nascere gli Aironi. A darne notizia è il bravo Paolo Mulazzi dalle pagine di SportParma:

Ciascuno lo chiami come crede: tradimento, rinuncia, defilamento, disimpegno. E’ quello della società Rugby Colorno dal sodalizio con Viadana. Un “alligalli” al contrario, la storia degli Aironi/Aironi 2. Si è partiti a ballare in sei, ora balla solo Viadana. E in Italia continuiamo a parlare di franchigie. Fino al 25 aprile, data di presentazione della manifestazione d’interesse di Viadana, è stato sempre nominato, anche dal presidente Melegari e pure dopo, il nome della società colornese quale continuità della base Aironi. Desiderio o certezza? Nel “faldone” della manifestazione d’interesse presentata alla Fir, Colorno c’entrava? Ni. Perché, a quanto risulta, la società biancorossa non aveva ancora sciolto le riserve circa la sua partecipazione al progetto. Riserve che ora sono sciolte del tutto: Colorno ha detto stop, grazie. Non è un mistero che all’interno del “board” degli Aironi non vi fosse unanimità di vedute circa l’accettazione della ciambella di salvataggio offerta dalla Fir, leggasi staff tecnico…

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