Chicchierata con uno dei decani del giornalismo rugbistico italiano sul caso che sta squassando il nostro movimento. Nuovo appuntamento con la rubrica ovale del sito di Radio R101.
Categoria: Cose d’Italia
Nuova Franchigia, dove la nuova “casa”? Parma e Reggio Emilia se la contendono
Paolo Mulazzi per La Gazzetta di Parma
La domanda più gettonata, ora che la Fir si è sostituita agli Aironi, è: dove si giocherà? Da tempo risuona il nome di Parma. Praticabile? Qualcuno ha provato a dire Tardini. Fantarugby, verrebbe da dire. Il centro sportivo di Moletolo ha già visto raduni azzurri ed è in gestazione la sua trasformazione in Cittadella del Rugby con tanto di due campi in sintetico. Una gestazione assai difficile, però, che non ha ancora dato alla luce i lavori del secondo stralcio, già appaltati da mesi, che dovevano portare la capienza del XXV Aprile a circa 4000 pasti a sedere dai circa 2800 attuali. Fonti della passata amministrazione ipotizzavano un «nuovo» inizio lavori in settimana ma al momento non si è visto nemmeno un attrezzo. A nulla sono valsi i tentativi di accelerare fatti da Dondi nei confronti dell’allora commissario Ciclosi. Con inizio lavori a marzo, data prospettata in sede di presentazione, erano state date alte probabilità di terminarli entro la fine dell’anno. Anche se iniziassero oggi, pare utopistico che possano terminare nel mese di settembre con la palazzina degli
spogliatoi da abbattere e gli stessi da ricostruire sotto la nuova tribuna La tempistica ed i requisiti tecnici attuali sembrano, dunque, impedire al XXV Aprile di essere la casa della nuova selezione celtica nella prossima stagione. A meno di miracoli o deroghe: mai dire mai. Parma potrebbe, eventualmente, divenire la base logistica qualora si usufruisse di uno
stadio limitrofo. Ieri intanto, ad infittire il mistero, a Parma è stato avvistato Diego Dominguez.
Marco Ballabeni, Il Resto del Carlino di Reggio Emilia
LA BRUSCA fine degli Aironi, franchigia viadanese alla quale la Fir ha tolto la licenza di competere in Celtic League, sta producendo, come si prevedeva, un piccolo finimondo nei rugby italiano. Il rimescolamento dei ruoli, delle sedi e dei giocatori coinvolgerebbe in modo diretto anche il Rugby Reggio: secondo voci molto affidabili Roberto Manghi, allenatore e direttore generale dei Rugby Reggio, sarebbe stato contattato da Giancarlo Dondi, per
il ruolo di generai manager della nuova franchigia, che sarà gestita dalla Federazione stessa e che molto probabilmente avrà sede a Parma.
MANGHI, posto di fronte alla classica “offerta che non si può rifiutare” (per motivi economici e di prestigio), avrebbe già accettato. Il tecnico parmense sarebbe comunque intenzionato a continuare a collaborare in via amichevole con il Rugby Reggio, per aiutare
il club di Giorgio Bergonzi a proseguire sul cammino di alto livello intrapreso in questi anni. (…) L’ALLENATORE della nuova squadra italiana di Celtic League sarà invece Christian Gajan, francese come Jacques Brunel, ct della nazionale azzurra e grande amico di Manghi. Ed è proprio in Francia che Roberto Manghi ha operato nei giorni scorsi una misteriosa trasferta, attuata per visionare giocatori per il Rugby Reggio ma forse anche per incontrare il futuro collaboratore.
LA NASCITA di questa nuova franchigia parmense (della quale non si conosce ancora il nome: forse “I Duchi”?) potrebbe coinvolgere Reggio anche sui piano logistico: se la società avrà sede a Parma e se lo stadio XXV Aprile non sarà giudicato adeguato (l’impianto
dispone di 2500 posti, la metà di quanti richiesti dalla Celtic League), le partite casalinghe potrebbero essere ospitate in parte dal nostro Mirabello.(…)
Manghi alla Nuova Franchigia e Wakarua in panchina a Reggio?
Le voci che da giorni volevano l’allenatore e direttore generale del Rugby Reggio, Roberto Manghi, in partenza per altre destinazioni hanno trovato una conferma. Manghi ha assunto l’incarico di direttore della nuova franchigia europea che verrà gestita direttamente dalla Federazione rugby e che prenderà da settembre il posto degli Aironi nella Celtic League.
Per il Rugby Reggio si aprono a questo punto diverse prospettive, tutte nell’ottica di confermare l’ottimo risultato nel suo primo campionato di Eccellenza. Intanto per quanto riguarda la parte tecnica il presidente Giorgio Bergonzi adesso è chiamato a individuare il sostituto di Manghi alla guida dei Diavoli. Si fanno già alcuni nomi, almeno un paio dei quali conoscono molto bene la realtà reggiana. Il candidato numero uno al momento appare Sandro Ghini, parmigiano, artefice all’inizio degli anni Duemila del passaggio di Reggio in serie A (erano i tempi dell’arrivo del giovane Leaega e dell’altro samoano Motu), ritornato poi nella città d’origine con il Rugby Parma. Ghini di recente ha terminato il proprio rapporto con la Federazione. Altro possibile sostituto di Manghi è Mari, l’allenatore che solo tre anni fa ha ottenuto una sorprendente promozione con Reggio dalla B alla A2, in una
stagione in cui pochi si sarebbero aspettati risultati tanto lusinghieri. Dopo una stagione
nel settore giovanile del Viadana, Mari l’anno scorso ha allenatore il Rugby Mantova e ora
potrebbe ritornare a Reggio. Altro possibile candidato è il neozelandese naturalizzato italiano Rima Wakarua, apertura della nazionale ai mondiali del 2003 e fino a sabato scorso in forza ai Cavalieri Prato. Wakarua, primo marcatore nel campionato di Eccellenza, non è
più giovanissimo e per lui il passaggio dal campo alla panchina risulterebbe quanto meno naturale, senza dimenticare la possibilità di un suo impiego sia nel ruolo di giocatore sia in
quello di allenatore. Tuttavia il suo arrivo da Prato (del quale si era parlato anche un anno fa) pareva più legato al permanere a Reggio di Manghi, al quale è legato da un rapporto di buona conoscenza e di amicizia che risale al tempo in cui entrambi erano al Gran Parma.
(…) Per il momento non c’è alcuna certezza nemmeno sul luogo in cui la franchigia federale giocherà le partite di Celtic League e di Heineken Cup (la Coppa dei Campioni). Lo stadio di Parma sarà presto indisponibile per lavori e quindi la scelta, provvisoria, potrebbe cadere nuovamente su Viadana che ha un impianto a norma (…)
Benetton Treviso, un sacco di azzurro e problemi prevedibili
Il club trevigiano a ogni convocazione azzurra “regala” circa 15 giocatori all’Italia. Tra qualche mese saranno molti di più. Perché la società biancoverde ha portato – o sta portando alla Ghirada – una manciata di giovani che se ancora non sono nel giro della nazionale prima o poi ci arriveranno. Parlo dei vari Morisi, Campagnaro, Esposito, Ambrosini…
Poi ci sono i fuoriusciti di Viadana: De Marchi, Favaro, Toniolatti, Geldenhuys sono i nomi che circolano, ma la verità è che dalla riva del Po sono tantissimi quelli che hanno lanciato messaggi decisamente espliciti al Benetton. Un po’ di loro vestiranno il biancoverde di sicuro. Paradossalmente l’anno prossimo, almeno all’inizio, sarà molto più “azzurra” la franchigia veneta che non quella federale che si sta costruendo altrove ma probabilmente non molto lontano da Viadana. In FIR sembra che stiano pensando a una formazione completamente italiana e molto giovane, una sorta di naturale prosecuzione delle Accademie. Lo si fa per una ragione strategica, di organizzazione in una tempistica medio-lunga, e per una ragione economica, perché la franchigia costa parecchio. Quindi è molto probabile che la FIR non si intrometterà in questa specie di transumanza, comunque non questa estate.
Una transumanza che comporterà non pochi problemi in Veneto nei mesi in cui sarà impegnata la nazionale, con momenti in cui saranno via anche 20 o più giocatori. Fondamentale in quel momento sarà la gestione dei permit player, cosa che diventerà il termometro delle tensioni tra FIR e Treviso, al momento messa un po’ in disparte per via del Caso-Aironi. Come la penso sulla gestione dei permit è noto, a mio avviso servirebbe una rivoluzione copernicana. Per novembre sarei già felice di vedere un bell’allargamento della rete. Il clima “elettorale” potrebbe aiutare, ma il condizionale è d’obbligo.


