La Francia vestirà Adidas. Come l’Italia?

La federazione transalpina ha annunciato che per 6 anni le sue divise saranno griffate Adidas. Parigi aveva pubblicamente annunciato lo scorso marzo che era alla ricerca di un nuovo contratto per questo specifico ed economicamente importantissimo settore. “The brand with the three stripes” comincerà a comparire sulla maglia dei galletti dal primo luglio 2012 e vi rimarrà – almeno – fino al 30 giugno 2018.
Adidas, secondo i ben informati, è anche l’azienda destinata a sostituire Robe di Kappa come sponsor tecnico anche nella nostra nazionale dopo il Mondiale neozelandese.

A Drop & Roll arriva anche Sergio Cerioni

Ricevo e pubblico

Un altro passo verso l’area di meta è stato fatto con l’arrivo in Drop & Roll di Sergio Cerioni, Agente/ Mandatario F.I.R. con un’importante carriera da giocatore alle spalle, iniziata in Italia a Milano nel ’86 e conclusa nel 2002 con 4 scudetti all’attivo.
Cerioni ha avuto, inoltre, una significativa esperienza come allenatore fino al 2004, e da questa data ha incominciato poi la sua importante attività come Mandatario per la Federazione italiana Rugby.
La correttezza e trasparenza sommate ad un’oculata e precisa conoscenza del rugby nazionale ed argentino fanno il curriculum di Sergio Cerioni.

Cerioni entra a far parte della squadra della Drop & Roll come Director Athlete Manager affiancando così l’Avvocato Alessandro Corbetta e il Dott. Marco Martello,per dare sempre più servizi e professionalità al mondo dell’ovale con la serietà che lo contraddistingue ormai da molti anni.

Massimo Rovini amministratore unico Drop & Roll e l’Avvocato Nicola Mostardini sottolineano con poche parole semplici,ma con grande orgoglio, l’ennesimo passo in avanti della società: “E’ un motivo di enorme soddisfazione lavorare con un professionista come Sergio. Ricordiamoci che la nostra società nasce, soprattutto, per dare ai professionisti ed ai tanti giovani che si affacciano al mondo del rugby professionalità e assistenza: Sergio Cerioni è, ancora una volta, la persona giusta per farci crescere ancora e con noi anche il nostro progetto di rugby”.

Non hanno bisogno di molti commenti le parole di Cerioni che riassumono parte del progetto Drop & Roll chiarendo anche un concetto importante nel rugby e non solo, ovvero che cos’è una squadra:”Sono molto entusiasta di essere stato chiamato a far parte del progetto Drop & Roll. Penso che un singolo professionista, pur lavorando al meglio, non riesca a far fronte a tutte le aspettative di cui l’attuale mondo rugbistico necessita. E’ noto che le grandi squadre possono ottenere i migliori risultati solamente se concepite come unico ‘Gruppo’, dove tutti i protagonisti si muovono simultaneamente nella stessa direzione. L’elevata qualità professionale e le indiscutibili competenze del Team Drop & Roll mi hanno convinto ad intraprendere questa nuova strada. Sono convinto che questo tipo di sinergia ci consentirà di poter ottenere la massima qualità nel lavoro di consulenza verso le Società e di ottimizzare la gestione dei giocatori, offrendo loro prospettive a 360°”.

Succhi di frutta sul Mondiale 2011

Il Mondiale neozelandese si arricchisce di un nuovo partner commerciale. La Rugby World Cup Limited ha infatti annunciato che il nuovo sponsor è la Dole, forse la maggior produttrice mondiale di succhi di frutta e verdura.

Giocatori e manager, accordo tra Drop & Roll e PiazzaRugby

Ricevo e pubblico:

Nuove opportunità per i giocatori emergenti italiani: stretto l’accordo tra le due realtà del rugby management per offrire servizi di alto livello

Drop & Roll, società di management e servizi per il Rugby professionistico, fa squadracon PiazzaRugby, punto d’incontro tra società e giocatori, per portare avanti il progetto di sviluppo nel panorama italiano e internazionale.

PiazzaRugby, agenzia di management sportivo che riunisce vari professionisti del settore, da oggi entra a far parte di Drop & Roll, per ampliare le prospettive di crescita dei giocatori rappresentati, che potranno così beneficiare della partnership con una società che rappresenta già molti top players di livello internazionale, come Sergio Parisse, Martin Castrogiovannie Gonzalo Canale.

Con l’apporto di PiazzaRugby, Drop & Roll prende sotto la propria ala un altro bacino di possibili nuovi talenti della palla ovale da far crescere e valorizzare, in aggiunta ai suoi giocatori che già fanno parte della scuderia.

«Con questo accordo Drop Roll si assicura un punto di osservazione privilegiato sui giocatori emergenti – sottolineano Massimo Rovini e l’Avv. Nicola Mostardini, rispettivamente ceo e socio di Drop & Roll -PiazzaRugby rappresenta infatti per noi una importante palestra dove far crescere in tutti i sensi il rugby italiano, al quale possiamo dare oggi maggiori possibilità di valorizzazione e di accesso a una vetrina di livello internazionale, già scelta da alcuni top players della Nazionale italiana».

«L’accordo è per noi motivo di soddisfazione – commenta Marco Martello, fondatore di PiazzaRugby e mandatario FIR – perché ci permette di elevare la qualità del nostro lavoro di consulenza e gestione dei giocatori e al contempo ampliare le prospettive, integrando i servizi di marketing e comunicazione offerti da Drop & Roll».

Insieme le due realtà promettono di apportare valore al mondo del rugby italiano, contribuendo alla crescita, alla professionalizzazione e alla visibilità di uno sport sano, capace di sorprendere e attrarre sempre più tifosi anche nella patria del calcio.

Mauro e Mirco, quando il rugby si fa azienda

Francesco Volpe per Il Corriere dello Sport

Entri al supermercato sotto casa e te li trovi lì, tra le mozzarelle e il banco del pane. Mauro e Mirco Bergamasco, grembiule e cappello da chef. In carne e… pardon, in solido cartone. E’ l’ultima scommessa della premiata ditta M&M. Anzi, 2MB, come recita il loro marchio registrato, che ormai compare sulla linea d’abbigliamento stile rugby vintage dell’Adidas
come sul pàté d’olive delle Fattorie Umbre, che; tra rugby e cucina hanno lanciato 16 slogan (e i prodotti) “Il gusto del terzo tempo”. E’ l’ultimo passo nell’evoluzione del rugbista. Da energumeno (considerato) con poco cervello a uomo-immagine e ora imprenditore di se stesso. Sebastien Chabal, l’Orco francese esploso alla Coppa del Mondo del 2007, ha sponsor per non meno di un milione di euro l’anno, ma l’inglese Jonny Wilkinson, dopo il drop vincente alla Coppa del 2003, ne valeva addirittura cinque. Lontana anni-luce
l’epoca (fino al 1995) dei contratti in nero, quando anche poche migliaia di lire potevano costare la squalifica per professionismo.
Mauro e Mirco però sono andati oltre. Da uomini-sandwich a imprenditori. A 360 gradi: dalle produzioni video alla linea di abbigliamento, dagli alimentari ai camp rugbistici
estivi per ragazzi (lanciati proprio in questi giorni). Loro non reclamizzano solo: producono
idee. Cui fa da volano la popolarità conquistata sul campo, con la maglia della Nazionale e nel Top l4 francese.
BERNOCCOLO – «E’ cominciato tutti nel 2004 – racconta Mauro, 32 anni, il fratello maggiore -Abbiamo aperto per scherzo un sito internet e ci siamo ritrovati a contatto con il mondo delle aziende. Dai primi sponsor alle sfilate di moda e ai calendari: una cosa
tira l’altra ed eccoci qui». Un marchio (2MB), una società a loro nome (M2M), un’altra (Licensing Vision) che ne cura il marchio di cui sopra (lo fa anche per la Ducati): i Bergamasco sul campo giocano, nella vita fanno terribilmente sul serio. Manca solo
un manager, «ma trovarne uno bravo non è facile. I più puntano solo a far soldi».
«Il bernoccolo degli affari l’abbiamo preso da zio Giampaolo, il fratello di papà Arturo – continua Bergamauro – Fa il parrucchiere e il restauratore di mobili, ma soprattutto si diverte a inventare business.Mirco ed io? Lavoriamo a braccetto». Il fratellino, 28 anni, non è dello stesso avviso: «Lui si crede Bill Gates. Vorrebbe investire su ogni idea, parte a testa bassa. Io sono più ragioniere, faccio due conti e lo freno. Spesso mi fa una testa così, mi
convìnce e ci si butta» dichiarò qualche tempo fa al “Mattino di Padova”. “Ma no, se mi muovo di più io è perché mi infortuno più spesso di lui e ho più tempo libero…» replica Mauro.
FUTURO – Oggi i Bergamasco, tra contratti, sponsor e attività imprenditoriale valgono dai 500.000 euro in su. Qualcosa di impensabile, fino a qualche tempo fa, per un rugbista italiano. «Quando mi vedrete in giacca e cravatta? Quando decido io, almeno spero. Volevo smettere dopo i Mondiali, ma ho perso quasi l’intera stagione per l’infortunio alla spalla e
m’è tornata tanta voglia di rugby. Il mio sogno è fare il produttore cinematografico. Per ora stiamo lavorando ad un documentario sul rugby e abbiamo pronti vari format Tv».