Pool A: gli All Blacks spazzano via la Francia (37-17) nella più effimera delle vendette

Una lezione di gioco, senza se e senza ma. La Nuova Zelanda guidata da un Carter preciso come un cecchino e un Ma’a Nonu irresistibile si toglie un po’ di sassolini dalle scarpe. la rivincita sui galletti che per ben due volte li hanno buttati fuori da un Mondiale (1999 e 2007) è totale e incontestabile. In più i tuttineri mandano un segnale forte e chiaro alle altre pretendenti alla vittoria finale (ma ce n’era bisogno? Erano, sono e resteranno i favoriti di un torneo che possono solo perdere).
Certo che il ko, per quanto brutale, non cambia la strada dei francesi, che ai quarti ci andranno comunque. E lì le cose potrebbero cambiare. Dipende solo da loro.

New Zealand France
Tries 5 2
Pens 1 1
Cons 3 2
DGs 1 0
Score 37 17
New Zealand
TRY 9 Min (Thomson)
TRY 18 Min (Jane)
CONV 19 Min (Carter)
TRY 21 Min (Dagg)
CONV 22 Min (Carter)
TRY 41 Min (Dagg)
CONV 42 Min (Carter)
PENK 48 Min (Carter)
DROPG 64 Min (Carter)
TRY 78 Min (Williams)
France
PENK 39 Min (Yachvili)
TRY 55 Min (Mermoz)
CONV 56 Min (Yachvili)
TRY 76 Min (Trinh-Duc)
CONV 77 Min (Yachvili)
NEW ZEALAND
  • Woodcock
  • Mealamu
  • Franks
  • Thorn
  • Whitelock
  • Kaino
  • McCaw
  • Thomson
  • Weepu
  • Carter
  • Kahui
  • Nonu
  • Smith
  • Jane
  • Dagg
RESERVES
  • Hore
  • Franks
  • Williams
  • Boric
  • Ellis
  • Slade
  • Williams
FRANCE
  • Poux
  • Szarzewski
  • Ducalcon
  • Nallet
  • Pape
  • Dusautoir
  • Bonnaire
  • Picamoles
  • Yachvili
  • Parra
  • Medard
  • Mermoz
  • Rougerie
  • Clerc
  • Traille
RESERVES
  • Servat
  • Barcella
  • Pierre
  • Harinordoquy
  • Trinh-Duc
  • Estebanez
  • Heymans

Uenuku – Caro diario… Toeava scrive

di Stefania Mattana

Il silenzio sul web e social network imposto dalla federazione neozelandese agli All Blacks rende un po’ più silenzioso il cammino dei tuttineri in questo mondiale. I tifosi vorrebbero avidamente leggere e sapere dalle parole dei loro beniamini quello che succede tutti i giorni, i loro pensieri, le aspettative, i traguardi.
Per fortuna il diario virtuale degli All Blacks ogni tanto si riempie di qualche breve flash: stavolta a fare gli onori di casa, alla vigilia di Francia-Nuova Zelanda, è Iasia Toeava.

Caro diario,

venerdì scorso ho giocato da estremo nella partita della RWC contro il Giappone.
Mi sono davvero divertito soprattutto perché mi piace giocare da numero 15. Mi sembra di avere un sacco di tempo per decidere il da farsi, e quindi ho la possibilità di scegliere quando e dove entrare in gioco. Quando sono in campo mi sento bene, e questa è la cosa più importante. Ci sono ancora alcune cose che devo migliorare nel mio gioco, ma il coach ha detto che ho giocato bene.

Domenica sono poi andato alla Pioneer Sport Club di Christchurch per dare una mano durante l’evento di meet and greet con i fan, organizzato dall’Adidas.
Mi sono messo al cronometro, e ho preso il tempo dei ragazzi che tentavano di battere il tempo sui 40 metri che ha fatto registrare Ma’a (Nonu, ndr). Ci sono stati un paio di sprint e di tempi niente male, ma nessuno è riuscito a fare meglio di Ma’a. É stato bello vedere tutti i fan che sono venuti a Christchurch per sostenerci, e anche io sono contento di essere riuscito ad esserci.

Il presentatore dell’evento, Simon Barnett, ha pensato che sarebbe stato divertente se avesse detto a tutti che Owen Franks era un fan di Justin Bieber. A quanto pare Bieber a ogni suo concerto fa una canzone durante la quale prende una ragazza dal pubblico, e mentre canta “una ragazza sola in meno nel mondo”, la abbraccia. Così tutti gli All Blacks hanno preso una ragazza per uno tra la folla e le hanno dato un abbraccio. É stato divertentissimo. CJ (Cory Jane) ha iniziato a prendere in giro Zac (Guildford), allora io gli ho chiesto se stava iniziando ad arrossire. La cosa ha fatto diventare Zac ancora più paonazzo, e ci siamo tutti quanti sbellicati dalle risate.

Domani sarà un grande giorno. L’atmosfera che troveremo ad Auckland credo che sarà incredibile. I francesi hanno un sacco di supporter qui, che li sostengono durante la coppa del mondo. All Blacks contro Francia sarà una gran bella sfida.

Cheers,

Isaia (Toeava)

Video: Nuova Zelanda, un Paese tuttonero

Gli All Blacks per la Francia, la sfida più attesa

Sabato all’Eden Park di Auckland si giocherà la partita più attesa di questa prima fase del torneo iridato. Per i padroni di casa la possibilità di rivincita della sconfitta più dolorosa, quella del Mondiale 2007.
Il ct della Nuova Zelanda Graham Henry ha annunciato la formazione titolare dei tuttineri, che schierano quello che è forse il loro XV migliore, ma con Sonny Bill Williams che ancora una volta  parte con il numero 22 sul groppone, e quindi destinato a sedersi in panca. Almeno all’inizio.

1. Tony Woodcock (78)
2. Keven Mealamu (87)
3. Owen Franks (26)
4. Brad Thorn (54)
5. Sam Whitelock (20)
6. Jerome Kaino (43)
7. Richie McCaw – captain (99)
8. Adam Thomson (23)
9. Piri Weepu (51)
10. Daniel Carter (84)
11. Richard Kahui (14)
12. Ma’a Nonu (62)
13. Conrad Smith (50)
14. Cory Jane (28)
15. Israel Dagg (8)

Reserves:

16. Andrew Hore (57)
17. Ben Franks (12)
18. Ali Williams (68)
19. Anthony Boric (22)
20. Andy Ellis (22)
21. Colin Slade (7)
22. Sonny Bill Williams (9)

Uenuku – De Villiers anti-haka divide la Nuova Zelanda

di Stefania Mattana

Sono di qualche giorno fa le parole del coach sudafricano Pieter De Villiers che definiscono la haka “noiosa” e dannosa alla stessa cultura maori nella sua ripetitività.
Ebbene, per quanto antipatico e antropologicamente poco logico possa essere il pensiero di De Villiers, in Nuova Zelanda non tutti si sentono di bocciarlo, mentre diversi All Blacks si sono schierati dalla parte di quelli che condannano le sue affermazioni.
Peter Love, fiduciario di una organizzazione che amministra le riserve Maori, ha dichiarato che effettivamente si sta assistendo a un abuso della cultura Maori, sottolineando l’uso a suo dire particolarmente infelice delle haka per i numerosi flash mob che si stanno verificando in tutto il mondo in corrispondenza della RWC.
“Sono preoccupato per il nostro patrimonio culturale – ha detto Love – di cui a volte si abusa e la si presenta in maniera inadeguata. La haka per esempio viene eseguita al di fuori di occasioni speciali” Il riferimento agli ultimi flash mob di Madrid e di Sydney sono poi evidenti dalle altre parole di Love: “Nella nostra cultura la haka è una cosa talmente speciale che anche il suo uso nello sport la “imbastardisce”. Pieter de Villiers ha ragione quando dice che stiamo perdendo il rispetto nei suoi confronti.”

Un purista della cultura maori che ha le sue buone ragioni per scontrarsi contro il bieco showbiz che strumentalizza aspetti “esotici” di altre culture per sfruttarne l’appeal e far guadagnare bei soldoni alle aziende. Ma dall’altra parte c’è anche la tradizione della haka legata allo sport, in particolare al rugby. Un pezzo della storia ovale neozelandese è strettamente unita alla celebre danza Maori, che ha contribuito a cementare l’identità nazionale del Paese.
“Troppa haka? Ma come si può dire questo?” ha commentato incredulo Andy Ellis.
“Io non credo che nessuno dia veramente retta a tutto quello che De Villiers dice o pensa”, ha aggiunto Corey Flynn, che di Maori ha anche il sangue.
“La haka è parte della nostra storia, della nostra tradizione – ha dichiarato Ma’a Nonu – Noi ne siamo orgogliosi, non mi importa di cosa pensa De Villiers”.

Polemiche sterili e dichiarazioni di fierezza che di certo non fermeranno da sole né le (giuste) crociate dei Maori né il grande (e intensivo) sfruttamento dei media di questa danza così affascinante ma anche così fragile. In media stat virtus, dicevano gli antichi latini. E speriamo che lo capiscano un po’ tutti.