Il tinello di Vittorio Munari – Cose celtiche e cose sudafricane. E per Dondi…

Nuovo appuntamento con Vittorio Munari. Tanti, al solito, gli argomenti affrontati: si parte dalle prime sfide celtiche di Treviso e Zebre, si parla di Premiership e del “caso” Southern Kings. Infine, per chiudere, il futuro del presidente uscente della FIR…
E come sempre: palla a Vittorio!

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22 thoughts on “Il tinello di Vittorio Munari – Cose celtiche e cose sudafricane. E per Dondi…

  1. mistral

    interessante il ripetuto riconoscimento alla “dovuta” presidenza onoraria FIR al presidente uscente, ed alla conseguente presidenza della franchigia parmigiana… l’onestà intellettuale di vittorio munari è fuori discussione, ma da un po’ l’impressione “politica” di un ramo d’ulivo per sviluppi futuri… il che per il bene del movimento non è (a parer mio) del tutto sbagliato, anzi…

  2. Rabbidaniel

    Io vorrei tinelli da un paio d’ore. “Siamo in ritardo nella costruzione dei giocatori”. in Fir dovrebbero mettere in bacheca questa frase.

  3. MarkElla

    @ Rabbi
    m quale ritardo!!! ecco i soliti disfattisti..
    noi abbiamo il progetto statura, abbiamo dei luminari della scienza rugbistica che battono la penisola armati di bilancia, metro e righello alla ricerca dei campioni del domani,
    queste cose in NZ se le sognano. Ancora con questa storia della tecnica e della costruzione delle competenze individuali, ma a cosa servono se in seconda linea puoi contare su un “sagnettone” di due metri e passa… e a pilone puoi schierare un kebab-dipendente?
    e per la mediana e la 3/4 l’ingegneria genetica ci consentira di rilalire fino al IV sec. a.c. alla ricerca di un pò di sangue italiano in qualche australiano, neozalendese o argentino.

    fidatevi, sanno quello che fanno

  4. Gsp

    Spero dal 15 settembre cambino le cose cosi’ potra’ dire cose diverse e magari fare cose diverse.

    E’ un po’ frustrante quando enuncia i problemi senza porre soluzioni, soprattutto perche’ penso ne abbia a volonta’, ed il 90% srebbero positive.

    Daccordo, perdere gli aironi e’ stato uno spreco. E quindi? Dacci una soluzione, o dicci chi ha sbagliato. Tanto ormai non si tiene quando critica e fa bene.

    Idem per l’appartenenza. Sarebbe bellissimo, ma non c’e’. Come la creiamo? Lasciamo la squadra a viadana, con quali soldi? E quando faremo i dogi come la creiamo? Non vorra mica dire che l’inesistente identita’ veneta e’ simile a quella delle provincie irlandesi?

    La parte sul 6n poi, con russia e georgia e spareggi mi sembra parecchio una cazzata (vero invece il problema di dover portare piu’ soldi sul piatto). Tra l’altro quest’anno lo spareggio l’avrebbe fatto la scozia, quindi una home nation che rischia di lasciare il 6n e’ follia pura. Risibile.

    1. Stefo

      Ciao Gsp, capisco la tua fustrazione ma ascoltando questo Tinello ho come avuto l’impressione che Munarie Paolo abbiano cercato un esecizio di equilibrismo difficilissimo cercando di tenere la discussione sul tecnico e non sul politico e quindi Munari si sia un po’ tratenuto forse anche a causa delle accuse che sono state iniustamente mosse in queste settimane a Paolo…ci ho beccato Paolo?

      1. sul tentativo di rimanere in equilibrio sì, anche se inevitabilmente alcuni aspetti “politici” li si toccano comunque. Ma non per le “accuse” che mi sono state mosse da qualcuno.

    2. MarkElla

      concordo con GSP
      sullo spareggio del 6 nazioni è fantarugby! o rimaniamo in questa zona di mediocrità per cui si vince con la scozia in casa ogni due anni e allora ci buttano fouori per tornare a un 5 nazioni, oppure (come spero che avverrà entro un paio di anni) facciamo un bel salto avanti e iniziamo a giocarcela un pò più spesso alla pari con qualche big.
      Per quello che può valere io avrei visto bene i dogi

    3. Marco

      Per adesso proporre una soluzione non é il lavoro di Vittorio Munari. L’inesistente identità veneta é un problema ingigantito ad arte dai detrattori della medesima e destinato a risolversi se Zatta dovesse diventare presidente FIR (sennò i problemi, e che problemi!, saranno altri). Ridi, ridi, che a mama ga fato i gnochi.

  5. MarkElla

    ciao Paolo vorrei tu girassi una domanda a Vittorio appena puoi
    premettendo che trovo encomiabile il lavoro fatto da Treviso in questi anni e che non ho nessun intento polemico ne verso i leoni ne tantomeno verso le zebre..
    Non sarebbe auspicabile un allargamento della franchigia a tutto il Veneto per coinvolgere realtà storicamente non ostili ma quantomeno rivali di Treviso, penso a San Donà, a Rovigo, Padova e compagnia. Voglio sperare che i tempi siano maturi per il superamento da parte di tutti di sterili campanilismi. Mi spiego nel campionato di Eccellenza se le suonerebbero di santa ragione come è giusto che sia e al contempo potrebbero dare il proprio contributo tutte insieme a un progetto superiore che ha come fine la crescita del rugby italiano.
    Una cosa simile a mio avviso andava fatta a Roma, se non altro per ragioni di pubblico una frachigia allargata a L’Aquila e alla Partenope con base nella capitale, Parma mi è sembrata la soluzione ideale per scontentare tutti pur di accontentarne UNO

    grazie!

    1. Rich

      Al di là del discorso di appartenenza, su cui però basterebbe lavorare per livelli: club-città/ franchigia-regione / nazionale-nazione (si può provare senso di appartenenza per ognuna) , il problema è economico-decisionale, ossia: io Benetton perché dovrei imbarcare le altre venete finche ce la faccio da solo? E se anche lo facessi, posto che i soldi che le altre potrebbero portare sarebbero in proporzione a quelli dei Benetton pochissimi, che poteri decisionali dovrebbero avere gli altri soci in relazione ai “Nuovi Dogi”, quali invece pretenderebbero di avere?

      1. Stefo

        Rich in Galles l’aver calato dall’alto le franchigie a livello regionale non sta funzinando (parlo a livello di pubblico non di isultati ovviamente) un granche’…dopo anni l’identita’ e l’appartenenza non e’ ancora formata come si pensava.

  6. eze

    George Fabio Biagi
    Carlo Del Fava
    Joshua Furno
    Fabio Staibano
    Lorenzo Romano
    Tommaso D’Apice
    Andrea Masi
    sono ex-aironi emigrati, e come dice Vittorio a cosa servirebbero le franchigie se non a far giocare in italia i migliori giocatori per la nazionale ?

  7. eze

    Sinoti Sinoti
    Daniel Halangahu
    Andries Van Schalkwyk
    sono invece giocatori indispensabili che è giusto pagare con soldi della FIR ?

  8. claude

    la costruzione dei giocatori non passa solo dalla sala pesi e dagli allenamenti,ma soprattutto dal senso di appartenenza a una bandiera a dei colori..solo dopo aver appreso questo un giocatore ha la maturita’x rendere anche in una squadra senza radici..non prima..grande vittorio

  9. mezeena10

    spero vivamente possa vincere amerino zatta, poichè credo sia l’unico modo per convincere vittorio munari a partecipare in maniera attiva al cambiamento del rugby italico..competenza e idee non mancano e si percepisce una reale volontà di cambiamento..altro che innovazione nella continuità (che dura peraltro da quasi 20 anni) che ha prodotto i risultati che tutti conosciamo..perchè al tifoso non gli può fregare meno degli stadi pieni, dei soldi che incassa la federazione e da dove proviene questo o quel giocatore, il tifoso vuole che la sua squadra vinca!!!forse sarebbe anche giusto “pretenderlo” arrivati a questo punto..non se ne puo piu di sconfitte onorevoli, di “pacche sulle spalle” e via discorrendo..basta alibi, per tutti!!!

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