Gli azzurri lasciano le Aquile a terra: USA battuti 30 a 10

dall’ufficio stampa FIR

La giovane Italia lanciata da Jacques Brunel nell’appuntamento conclusivo del tour 2012 chiude la lunga trasferta americana superando per 10-30 gli Stati Uniti nell’afa del BBVA Stadium di Houston, di fronte al più grande pubblico mai accorso per una partita della selezione a stelle e strisce.

Gli Azzurri, che domani rientreranno in Italia, confermano qualità e difetti che hanno caratterizzato la tournée, costruendo gioco e mostrando la solita mischia dominante ma, al tempo stesso, sprecando possessi di qualità contro un XV americano combattivo e decisissimo ad uscire a testa alta davanti al pubblico texano.

Pochi minuti di gioco e la gara sembra mettersi subito sul binario giusto per Castrogiovanni e compagni: al terzo minuto, da touche nei ventidue americani con lancio affidato alla squadra di casa, Festuccia legge ottimamente il lancio lungo del diretto avversario, ruba palla e vola in meta. Bocchino trasforma lo 0-7 e il dominioo del pack, unito alla voglia di giocare dei trequarti, sembra poter far pendere da subito il match dalla parte degli Azzurri.

Che peró, come in Argentina ed in Canada, si complicano la vita commettendo troppi in avanti – saranno diciannove al fischio finale – e vanificando, contro l’attenta difesa statunitense, alcune buone costruzioni sull’asse Bocchino-Morisi. All’undicesimo l’estremo Wyler accorcia dalla piazzola, Bocchino gli risponde sul capovolgimento di fronte e, sul 3-10, la partita rimane per circa un quarto d’ora. E’ nella fase centrale della prima frazione di gioco che le Aquile vivono il loro momento migliore, provando a contrattaccare da ogni posizione con i propri trequarti: al ventisettesimo, su un nuovo possesso perso dall’Italia, l’America muove veloce fuori dai ventidue e l’ex centro di Catania e Parma, Paul Emerick, festeggia il suo cap numero 51 marcando la meta che, trasformata da Wyler, porta il risultato in parità.

L’Italia si scuote, Bocchino – preciso dalla piazzola, cinque su sei oggi per lui – riporta la squadra in vantaggio ed al trentaquattresimo ci pensa Edoardo Gori a scuotere il match: il numero nove della Benetton approfitta dell’ennesima mischia ordinata su introduzione americana che vede gli USA in affanno, ruba palla nella propria metà campo e si invola in meta. Bocchino trasforma e manda le squadre a riposo sul 10-20.

Inizia il secondo tempo ed al quarto minuto la gara vive una nuova svolta: il centro Suniula placca in ritardo Bocchino mentre l’apertura italiana attacca la linea e l’arbitro francese Garces gli mostra il cartellino rosso.

Con l’uomo in piú, paradossalmente, l’Italia fatica però ad imporsi ed a trovare spazi al largo, mentre gli USA si difendono con coraggio e provano a contrattaccare anche dai propri ventidue. Gli Azzurri costruiscono con i trequarti, ma sciupano alcune chiare occasioni da meta non leggendo correttamente alcune superiorità numeriche.

Al ventiseiesimo, un Morisi ispirato, naviga nella difesa americana, serve McLean ma viene fermato fallosamente da Emerick, che lo placca in ritardo con la spalla: Garces estrae il secondo cartellino rosso della serata, lasciando gli USA in tredici. Bocchino piazza un facile piazzato, smuovendo lo score congelato da inizio ripresa:  10-23.

In doppia superiorità l’Italia trova spazi, commette ancora qualche errore di handling ma nel finale, con Burton entrato da poco per Bocchino, sfrutta gli spazi allargati e mette a segno proprio con l’apertura la terza ed ultima meta di giornata: finisce 10-30, quarta vittoria italiana in altrettanti test-match contro le Aquile statunitensi.

Domani partenza all’alba per il gruppo azzurro alla volta di Miami, da dove nel pomeriggio la Nazionale volerá a Roma e da cui, successivamente, gli atleti faranno rientro ai club di appartenenza.

Houston, BBVA Stadium – sabato 23 giugno

Test-match

Stati Uniti v Italia 10-30 (p.t. 10-20)

Marcatori: p.t. 3′ m. Festuccia tr. Bocchino (0-7); 11′ cp. Wyles (3-7); 13′ cp. Bocchino (3-10); 27′ m. Emerick tr. Wyles (10-10); 32′ cp. Bocchino (10-13); 34′ m. Gori tr. Bocchino (10-20); s.t. 27′ cp. Bocchino (10-23); 37′ m. Burton tr. Burton (10-30)

Stati Uniti: Wyles; Paterson (1’ st. Hawley), Emerick, Suniula A., Hume; Suniula R., Petri (36’ st. Timoteo); Clever (cap), Lavalla (11’-16’ st. Durutalo), Mokate (24’ st. Durutalo); Doyle (27’ st. Liufau), Stanfill; Fry (1’ st. MacDonald), Biller (27’ st. Asbun), Pittman (6’ st. Fry)

all. Tolkin

Italia: McLean; Venditti (2’ st. Sgarbi), Quartaroli (9’ st. Venditti), Morisi, Benvenuti T.; Bocchino (35’ st. Burton), Gori (22’ st. Tebaldi); Barbieri R. (33’ st. D’Apice), Bergamasco Ma. (14’ st. Favaro S.), Zanni; Furno, Pavanello A.; Castrogiovanni (cap, 33’ st. De Marchi Al.), Festuccia (14’ st. Giazzon), De Marchi Al. (2’ st. Rizzo)

all. Brunel

arb. Garces (Francia)

Calciatori: Bocchino (Italia) 5/6, Burton (Italia) 1/1, Wyles (USA) 2/4

Cartellini: 4’ st. rosso Suniula A. (USA), 26’ st. rosso Emerick (USA)

Note: serata afosa, terreno in ottime condizioni. 17.214 spettatori (record per test-match in USA)

24 pensieri riguardo “Gli azzurri lasciano le Aquile a terra: USA battuti 30 a 10”

  1. Bravi ragazzi,e sono felice per Morisi di cui sono un grande estimatore.Un giorno in Ghirada un mio caro amico grande ex nazionale disse: quello chi è , per me è quello con maggior doti. Era quando si allenava come permit alla Benetton e non aveva ancora giocato in celtic.

      1. io mi sono svegliato alle 2.30 e mi dava la partita alle 4.30. poi mi sono svegliato alle 4.30 e non c’era più la possibilità di vedere nulla in streaming…è sempre un calvario vedere le partite!!!!

  2. 19 in avanti, arrivando a giocare anche vs 13 avversari ? E’ un dato allucinante ! ED essendo una costante di questa tournée, vengono i brividi a pensare se avessimo incontrato le Bigs…

    1. Non ho visto la partita,pertanto lo dico senza certezze, mi sa che Brunel chiedendo la velocizzazione del gioco, cosa indubbiamente necessaria per poter creare situazioni per poter attaccare con profitto,abbia chiesto tecnicamente di più di quanto i nostri giocatori siano in grado di dare, perlomeno in questo momento, e da qui i molti ‘in avanti’

  3. Lo fanno tutti i tecnici che arrivano in Italia,salvo dopo 1 anno dire sprezzanti che non abbiamo sufficiente tecnica e velocita’ per quel tipo di gioco,che in effetti non e’ un gioco,solo una vecchia concezione del rugby francese, dove il presunto talento deve essere la predominante , superiore a qualsiasi piano di gioco.Punto uno talento non ce n’e ,piani di fioco nemmeno,e allora dopo i test di novembre cominceremo la litania dei lamenti,ai quali faranno eco quelli di Gajan e Troncon,colui che si scaccola in diretta ma dice che il rugby e’ sport di coraggio,che pero’ non significa che non sia anche di intelligenza.In pre-mondiale Dragons hanno steso con 50 punti una fra Usa – Canada tanto per dare un livello a questa nazionale che peraltro nel giro di 1 anno sarà questa. Geldenhuys Parisse,Ghiraldini,Burton, quelli che possono aggiungere qualcosa che Canale,Masi e Mirko ormai non possono più fare. Emergenti che faticano con Portogallo,e ancora perdono da una Romania trita,U 20 retrocessa per la 3a volta in 5 anni al costo di 1.5 m di euro l’anno. E Gavazzi vorrebbe la fiducia?

      1. Capivo le critiche quando c’era dondi perche’ c’era molto da criticare. E soprattutto e’ assurdo che non sia uscita nessuna comunicazione ufficiale dopo la gravissima retrocessione.

        Adesso che dondi non c’e’ piu’, pero’ non e’ finita. Mi accorgo che per molti inizia la campagna elettorale vera. Ci siamo preoccupati troppo di non diventare il calcio, benche’ avessimo vagonate da imparare.

        Ed invece siamo diventati la politica. L’amico del mio nemico e’ il mio nemico. Neanche un avversario. Un nemico, per il quale non c’e’ neanche rispetto, ed ammissione dei meriti. Ma nel rugby i nemici non esistono. E gente che e’ stata 50 anni nel rugby e non ha imparato a vincere ed a perdere.

        Ci siamo occupati troppo di politica del rugby e poco di rugby, e poco a giocare a rugby. E non parlo di programmi e strategie. Diventa politica quando si iniziano a buttare in giro bugie ed offese personali.

        C’e’ molto viscidume in tutti i campi e le parti di questa contesa. Uomini molto piccoli. Per fortuna c’e’ la nazionale, e 70000 persone, che non sanno dov’e’ il gate della ruck, ma gioiscono quando si segna. Inconsapevoli che c’e’ gente che invece gli rode se segna il giocatore scoperta da x, che gioca per y, che ha imparato da z. Che schifo, ben vengano gli ‘ignoranti’.

        Ringrazio paolo e gli altri blogger di averci dato la possibilita’ di guardrarci dentro, a microfono aperto e scoperchiato chi siamo. O meglio chi sono. E per alcuni anche qui, chi siete.

      2. Tu sei Tony con T maiuscola e io con t minuscola ok o vuoi che cambi ìììììì.

  4. 19 palle perse per “in avanti” e una fatica netta a fare meta con un avversario ridotto in 13 uomini. Ecco cosa mi lascia questa partita. Non mi va di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto ma posso dire che ho visto, per tanti anni, solo quello mezzo pieno e non credo di sbagliare se comincio a fare il contrario..

      1. Ti rispondo con una domanda, Gsp, anche se non si dovrebbe fare: perché critichi il mio commento?

      2. forse viene criticato
        il commento perchè noi siamo bravissimi a criticarci ma mai vedere ciò che di buono dei ragazzi di 21 anni alla prima esperienza internazionale hanno fatto…dobbiamo crescere sicuramente, ma vincere fa sempre bene… e loro bene o mele lo hanno fatto!!!!se l’ avversario era a 13 forse un merito sarà anche nostro, o sbagliamo sempre e comunque anche quando vinciamo!!!!

      3. Non criticavo, approfondivo. Io non ho visto la partita, chiedevo se tu l’avessi vista. Era un’occasione affascinante dal momento che c’erano molti giocatori che potrebbero fare parte della nazionale del futuro. Pero’ non avendola vista e’ difficile capire come sia andata.

        Sei liberissimo di essere ottimista o pessimista, ma non capivo come una partita che non abbiamo visto sposti l’ago della bilancia da un lato o dall’altro.

  5. In prospettiva futura, com’è stato sempre ribadito sia dallo staff tecnico che dai giocatori, questo tour serviva per dare esperienza internazionale ai giovani e visibilità a chi non è più un ragazzino (Pavanello o Rizzo per esempio).
    Risposte positive ce ne sono state tante: De Marchi con l’Argentina e stanotte ha fatto bene, Morisi ha confermato le sue ottime qualità, così come Furno. Il duo Benetton che ho citato prima ha fatto bene, così come Benettin ha avuto una menzione dal nostro C.T. per la prestazione coi canadesi.
    La sconfitta con l’Argentina ha lasciato l’amaro in bocca non perché l’avversario c’era superiore ma perché noi abbiamo fatto errori dal punto di vista personale e questo è un altro buon segno del lavoro che sta facendo Brunel.
    Io, personalmente, do un 6.5 alla nostra nazionale per questo trittico di partite ma la cosa importante, gli errori che abbiamo fatto sono legati ai margini di miglioramento globale dei giocatori.
    Come scrivevo prima ho fatto un commento critico perché, in passato in altre occasioni (forum o al pub con gli amici) ne avevo fatti di positivi. Tutto qua ragazzi 🙂

  6. Credo che fare qualsiasi valutazione sia premature, queste di fatto erano le prime 3 partite vere della gestione Brunel visto che al 6N era li’ come head coach ma con il gruppo di giocatri vecchio e staff tecnico vecchio.
    Il numero di giovani o comunque gente nuova che si e’ provato in questi TM, si giocavano almeno due partite contro avversari di livello inferiore (perche’ senza nasconderci dietro ad un ditto il Canada che e’ una buona squadra e’ la meglio del Tier 2 non uno squadrone) e giustamente si e’ presa l’opportunita’ di provare dei giovani in un contesto idoneo. I risultati possono andare bene, con una squadra magari piu’ esperta si poteva magari vincere meglio con gli USA ma Brunel giustamente guarda al futuro alla squadra che verra’ (anche se in quest’otica certe inclusioni possono essere discutibili).
    Gioco: ogni giudizio da rimandare, ho letto cose assured nelle ultime settimane, gioco nettamente migliore che con Mallet…e’ ancora troppo presto per valutare qualsiasi cosa al riguardo, bisognera’ probabilmente aspettare TM di Novembre e 6N 2013 prima di capire dove la squadra sara’ veramente, se Brunel insistera’ con una certa idea o se davanti a certe difficolta’ si abbassera’ l’asticella. Anche sui problemi difensivi aspetterei, non ho visto un’organizzazione difensiva efficace ma come per l’attacco bisogna aspettare per dare un vero giudizio.

    Si e’ intrapresa una strada nuova e bisogna aspettare, stare li’ con la bilancina vinto-perso secondo e e’ assurdo, se si vuole provare na nuova strada e lanciare nuovi iocatori bisogna saper aspettare, guardare piu’ in la’ di “cosa abbiamo fatto oggi”.

    Gsp parla delle vicende politche, ecco qui sara’ qualcosa cui stare molto attenti, e sara’ chiave come Brunel si comportera’, non deve farsi tirar dentro le beghe della campagna elettorale e non deve permettere che la squadra ne sia tirata dentro…sara’ una campagna elttorale dura e sicuramente non priva di colpi bassi e sporchi (e aspettiamoci che qualcuno della corte di Dondi non accetti Gavazzi e si metta di traverso dopo per anni aver fatto il fedele scudiero)…Brunel dovra’ essere molto attento e furbo, non diventare un uomo politico e farsi strumentalizzare ma restare un uomo di campo ed in questa maniera proteggere anche il gruppo.

    1. Stefo volevo chiderti un parere. A mio avviso il gap tra Tier 1 e Tier 2 si sta allargando e probabilmente è destinato ad allargarsi ulteriormente. Il fatto che nazioni come Canada, USA, Georgia, Romania non giochino tornei importanti a livello di club e di nazionale mi pare che renda difficoltosa una loro crescita. Col professionismo in uno sport esigente e complicato come il rugby le differenze tendono a evidenziarsi. In queste squadre un certo numero di giocatori partecipa a tornei di livello nei loro club, ma non credo sia abbastanza. I tornei locali sono per qualità inferiori alla nostra eccellenza e, in alcuni casi, anche alla nostra A.
      Alcune nazioni stanno puntando molto sul 7, che è più facile da gestire (Russia, Portogallo ecc.).
      Un discorso a parte mi sembra si debba fare per le isolane, visto il doppio e triplo filo che le lega a NZ e Australia.
      Il Giappone occupa una posizione intermedia: fa molti TM con le isolane, riesce ad attrarre stranieri di qualità dalla NZ, ma non so se basti.
      Tu cosa pensi al riguardo?

      1. Beh il nuovo format dei tour estivi e’ stato proprio voluto dalla IRB per far si che le Tier 2 abbiano piu’ partite contro Nazionali Tier 1 che in passato…leggevo ieri proprio sull’Irish Times come ieri probabilmente sara’ l’ultima partita dell’Irlanda in Nuova Zelanda fino al 2024, che il pogramma attuale di tour li vede la prossima estate fare USA e Canada (e’ anno dei Lions quindi sara’ una Nazionale molto sperimentale) poi nel 2017 andare in Giappone e non ricordo che anno fare le Isole…e bene o male cosi’ sara’ anche per alre Nazionali. Quindi diciamo che da quel punto la IRB sta provando a metterci una toppa.
        Sui campionati Nazionali, probabile che molte di queste Nazioni seguiranno la strada Argentina, grandi investimenti alla base e development e migrazione dei migliori talenti al’estero.
        Ovvio che il gap c’e’ e’ grosso e restera’ cosi’ per un bel po’…aumentera’ non so, vedo giocatori russi andare nella Premier, Canadesi venire in Europa ed anche andare nel SXV…ci vuole tempo.

  7. @una delle cose più belle e’ vedere uno come te parlare di viscidume,uno che si nasconde.dicendo di vivere all’estero e che magari ha interessi proprio con la FIR direttamente o indirettamente. Tu sei proprio quel tipo di persone che fa a meno di guardarsi dentro,che tanto non ci trova nulla.Tu sei colui che con il rugby specialmente quello giocato,non ha nulla fra vedere se non qualche interesse da agenzia. Odio chi giudica la gente senza averla conosciuta bene e tu per come ti presenti sei uno di quelli,CHE VIVENDO ALL’ESTERO NON CONOSCE NESSUNO.Copate

  8. Dai ragazzi non passate alle offese,ognuno di noi ha una sua cultura, un suo passato, un suo modo di essere e pensare,rispettiamoci anche nelle diversità e pensiamo al bene di questo splendido sport ,senò manco staremo quì a dibattere.

  9. purtroppo la partita non l’ho vista, anch’io faccio fatica a commentare ma a livello di gestione dico che i risultati della nazionale negli ultimi quattro anni 2008-2012 sono insufficienti, e che le colpe di questa gestione sono tutte della federazione che ha scelto head coach e collaboratori …
    se poi allarghiamo la valutazione alla nazionale under 20, i risultati sono sotto gli occhi di tutti … il progetto accademia ha fallito perchè continuiamo a fare avanti e indietro tra fascia 1 e fascia 2 come 5 anni fa …
    se poi guardiamo lo stato dei campionati giovanili con scarsità di tesserati, squadre che si ritirano, partite che non si disputano (o si disputano “finte”) per mancanza del numero minimo e quando si giocano il punteggio è 100-0 ci dobbiamo rendere conto che dal punto di vista tecnico la gestione di questa federazione è stata pe-no-sa …
    ci saranno anche 38 milioni a bilancio, ma come sono stati spesi … ? quanto soldi sono stati dati a mallet per tenersi troncon e orlandi e offendere le mamme italiane che non producono rugbysti ? e quanti soldi in accademie auto-referenziali e sganciate dal territorio ?
    non so se chi arriverà avrà la capacità di cambiare, ma certo se non lo si fa, il futuro è tetro …
    cmq tanto per darvi un’idea dell’aria che tira, stamattina sul gazzettino il presidente del petrarca, relativamente al trasferimento di alcuni suoi giocatori alle zebre, diceva “stiamo a vedere, ora in federazione cambia tutto, vedremo cosa succede …”

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