Il tinello di Vittorio Munari: dal comunicato di Treviso alle vostre domande. E in mezzo Du Plessis

Un’altra infornata di risposte alle vostre domande. E a quesiti a tutto campo arrivano risposte a 360°.
Vittorio però oggi non poteva esimersi dal rispondere a una riflessione sul comunicato del Benetton Treviso che la scorsa settimana ha messo a soqquadro il panorama “politico” del rugby italiano.
Palla a Munari quindi, che sull’arrivo (?) di Du Plessis al Monigo dice…

23 pensieri riguardo “Il tinello di Vittorio Munari: dal comunicato di Treviso alle vostre domande. E in mezzo Du Plessis”

  1. Grazie della risposta. Nei mondiali U20 ho visto mischie crollate e altre situazioni, più o meno pericolose, senza che l’arbitro fischiasse, ma tendenzialmente io sono d’accordo con Munari in quanto nel rugby la disciplina dovrebbe essere un fattore cardinale. D’accordissimo anche sui problemi del nostro settore giovanile e spero solo che nelle Zebre non mandino al macello ragazzi che fino a ieri giocavano col Livorno.

  2. Uno potrebbe pensare che aumentando gli appuntamenti la qualità del discorso di Vittorio cali, invece è sempre come ascoltare l’oracolo di Delfi, peccato che le “alte sfere” del nostro sport non lo capiscano.

  3. vorrei sapere, se possibile, quali sono gli acquisti ufficiali e le trattative a cui Treviso stà lavorando?
    grazie Vittorio della pazienza..

  4. Come sempre estremamente interessante e diretto nell risposte. Personalmente ho trovato molto interessante e condivisibile al 100% tutto il discroso su professionismo, semiprofessionismo e dilettantismo in Italia. che secondo me Munari inquadra benissimo.

      1. Non ne sarei sicuro ma soprattutto NON e’ importante, l’Italia deve guardare a se stessa e trovare il suo sistema ed equilibrio non guardare agli altri e cosa fanno gli altri perche’ gli altri come lo stesso Munari poi dice (ed e’ quello che ti scrivevo qualche giorno fa) hanno realta’ completamente diverse, con una besa ed una struttura fondata su una base ampia radicata a livello locale ed alivello scolastico dove viene insegnato rugby in maniera propria.

    1. Piu’ che ovvieta’ sono i problemi che conosciamo tutti, piu’ qualcuno che spesso trascuriamo. Oggi pero’ mi sembra abbia dato piu’ soluzioni delle due puntate precedenti. Il meglio viene sempre quando si dilunga e li’ e’ un piacere sentirlo.

      Pero’ a volte gli manca un po’ d’inclusivita’ ed accoglienza necessarie per il nostro movimento, piu’ che per gli altri. Perche’ noi dobbiamo allargare la base in tutti i sensi.

      La conoscenza del rugby e’ sempre cristallina, ma rispetto ai primi tinelli s’e’ incupito, ed irrigidito. Sempre piu’ riferimeto a quelli ‘che non capiscono o non conoscono il rugby’. o quando si riferisce a quelli che non seguivano il rugby negli anni 90. Ed allora non facciamo commentare quelli dai 35 in su? Risposte del genere non le sento da commentatori esteri, neanche gente che ha vinto coppe e mondiali. Per carita’, e’ vero che lui a differenza degli altri predica nel deserto, pero’…

      1. Secondo me si incupisce quando parla di questioni italiane. In effetti c’è poco da ridere. Quanto ai riferimenti a quelli “che non capiscono o non conosco il rugby” credo che nella fattispecie si riferisca a chi segue solo la nazionale e considerando solo il periodo del 6N crede che prima il rugby in Italia non esistesse. E ciò è dovuto allo specchio deformante della FIR nazionale-centrica.
        Devo ringraziare Munari dei tongani che girano per le isole con la piroga per fare numero, impagabile!

  5. Più lo leggo o lo ascolto, più mi viene una pseudo domanda. Nel modernissimo, iperinformato, giramondo, multiforme Vittorio Munari quanto c’è di Memo Geremia. Il rugby in molte parti d’Italia ha una storia lunga, e preziosa: l’Argentina non era poi così lontana, 100%, come Stefo.

  6. Grande Rugbyman Vittorio, però se ci portassi anche Yannie a Treviso….sarebbe una grandissima cosa, giocatore di indiscutibile qualità sia in mischia chiusa che in ruck, capisco il budget, però il tifoso vuole il grande giocatore, e questo sicuramente lo è.
    Anche Bismark non sarebbe male, pensaci sù.

  7. secondo te Vittorio, per chi vuole fare della propaganda al di fuori delle squadre, quindi non tanto per trovare nuovi rugbisti ma per far conoscere il rugby diciamo agli adulti per far avvicinare degli appassionati nuovi, cosa si può fare?

  8. Un altra domanda per Vittorio: secondo te nel minirugby è consigliabile dare i ruoli in campo ai bambini? se si, è necessario semplificare le cose? se no, quando è consigliabile?

  9. gentlissimo vittorio, lei ha una sicuramente visione strategica e tattica di quello che dovrebbe essere un vero movimento sportivo, non solo la base, non solo l’eccellenza ma un equilibrato (anche territorialmente) mix delle due cose, ed il come farle convivere e finanziare… è chiaramente avvantaggiato dalla sua carriera ed esperienza personale, dalla sua intelligenza, dall’ironia con la quale riesce a veicolare i concetti “scomodi” (quello delle piroghe tongane è un esempio da manuale)… i suoi punti di forza, in questa società che privilegia la mediocrità e l’idiotismo servile, costituiscono altrettanti punti di debolezza, la storia insegna che il filo d’erba che si rialza per primo è il primo ad essere falciato… è un peccato che le sue bellissime idee si scontrino (a mio parere, evidentemente) con una realtà che da un lato vede la fir prigioniera dei suoi riti bizantini, dall’altro l’unica realtà privata realmente impegnata nello sport porsi dei (legittimi) dubbi sulla ulteriore necessità di spendere soldi senza averne un ritorno adeguato in termini di immagine… la famiglia benetton è forse l’ultimo esempio di mecenatismo fine a se stesso, ed il fatto che abbia “salvato” il rugby dopo essersi disimpegnata da altri settori (automobilismo, pallavolo, etc etc) ed il non avere mai “giocato” con il calcio secondo me la dice lunga sull’attenzione che benetton ha per la palla ovale, il suo mondo, la sua cultura… lei, vittorio, è persona troppo valida e preziosa perchè treviso la lasci affrontare la palude romana… e questo è un vero peccato per il rugby italiano…. con molta stima e cordialità

  10. Metto qui la mia domanda per vittorio, anche se un po’ ha gia’ risposto. Lui dice che gli avanti vincono le partite. E se i problemi in Italia fossero gli avanti? Si sente parlare tanto dei nostri trequarti che non sanno attaccare, ma la linea attacca se la squadra e’ in avanzamento veloce. Nel rugby moderno si avanza solo se si fa un brack e si ricicla veloce con un offload o con una miniruck. I nostri ball carrirer invece vanno a contatto gia’ pensando a cadere e non pensando ad avanzare. Ma cosi’ la pressione difensiva avversaria ha tutto il tempo di mettere in crisi il gioco all’aperto: come fa l’apertura ad attaccare la linea se gli arriva una palla lenta con l’uomo avversario come pacco dono incluso?
    Per dire da quel che ho visto Treviso riesce a dare un po’ di velocita’ in piu’ rispetto alla nazionale e infatti il Burton di treviso e’ un fenomeno rispetto a quello della nazionale.

    Vitorrio che ne pensa?

    Grazie

    1. penso che la tua domanda sia veramente interessante e colga perfettamente un problema che molti danno per inesistente!!!bravo

      1. Giulio hai colpito nel segno ! sostengo anch’io questa tesi. Molte volte infatti i primi 5 , e a Treviso ne abbiamo uno abilissimo (Possamai) “cadono in previsione di un contatto”.
        Burton a TV fà un altro gioco rispetto a quanto gli chiedono in azzurro ed è per questo che a TV rende ed in Nazionale è sempre incerto.

  11. Ciao vittorio…ci parli un pi delle societa emergenti dalla serie a? Quali porebbero essere le pretendenti alla promozione e le sorprese?…grazie

  12. una domanda per Vittorio :
    Considerando che Dondi ha applicato in questi anni una politica machiavellica ( sotto il principe ci deve essere solo…il principe), ed essendo evidente che sedersi su quella poltrona costa tempo,pazienza e capacità, perchè non si rinuncia alla libertà che gode il “starsene fuori”,
    e ci si8 mette in campo avendo le prerogative per dare una svolta alla FIR e candidarsi ufficialmente a presidente della FIR ?
    Capisco le titubanze,se ve ne sono,da parte di Funari. ma rimanere sportivamente e politicamente “corretti” non giova al movimento.
    Dunque chi SA si faccia avanti…e Vittorio ne SA più di tanti altri.
    Coraggio Vittorio : ti rovinerai i prossimi anni ma ci darai la speranza che le cose possono migliorare !!!
    Auguri

  13. Ciao Vittorio, in un momento di crisi economica come questo come si può ovviare alla mancanza di sponsor? Le quote pagate dai giocatori spesso sono insufficienti a garantire il budget stagionale. Grazie.

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