Una discesa in campo per fuggire dal rugby? Perché i Benetton resteranno a Ovalia

Qualcuno lo dice apertamente dopo l’annuncio-choc di Treviso di non sostenere più l’attuale dirigenza federale alle prossime e imminenti elezioni e – soprattutto – di cercare (e guidare) una cordata alternativa. E cioè che in realtà la decisione del Benetton non sarebbe altro che propedeutica alla fuoriuscita dell’omonima famiglia dal rugby.
Non so, tutto può essere. Però mi sembra una strategia molto “dorotea” e bizantina che sinceramente mi convince poco. Se la famiglia Benetton avesse deciso di mollare il rugby lo avrebbe potuto fare un anno fa, così come ha fatto con le altre discipline. Qualcuno si sarebbe stupito se in quel momento fosse successo?
Oggi invece cosa può venire in tasca a Luciano Benetton dalla “discesa in campo” di Treviso? A mio – modestissimo – parere proprio nulla: c’è un evidente problema politico con la FIR, e va bene. Ma al di là di torti e ragioni, quale migliore scusa di una rielezione di Dondi per andarsene sbattendo la porta senza però far nulla? Perché esporsi al rischio di una sconfitta politica nei confronti del resto del movimento? Se ci si espone è perché si vogliono assumere delle responsabilità, nella buona e nella cattiva sorte si direbbe in altri ambiti. Altrimenti bastava sedersi e aspettare, magari nascondendosi dietro al dito della frammentazione del movimento.
E poi c’è quella intervista: oggi Luciano Benetton ha risposto alle domande di un giornalista di Repubblica. Si parla di lavoro, economia, politica, prospettive del futuro. Insomma, nulla di sportivo. Eppure il patron dell’azienda in due occasione fa riferimenti precisi ed espliciti al rugby. Qualcosa vorra dire, magari che comunque vadano le cose quell’azienda non lascerà Ovalia.
Potrei sbagliarmi, però…

17 pensieri riguardo “Una discesa in campo per fuggire dal rugby? Perché i Benetton resteranno a Ovalia”

  1. anch’io non credo molleranno i benetton..forse son solo un pò stanchi dell’immobilismo in cui versa il rugby italiano..regole che cambiano a stagione in corso, limiti sull’acquisto di giocatori, continue beghe da bar sport e nessun interlocutore federale che si occupi dei vari problemi della franchigia..

  2. Io per quel che conosco Luciano dico, che non mollerà e ritorno a quando la famiglia aveva deciso di lasciare i vari sport che sponsorizzava, e li è intervenuto Luciano a favore del rugby perchè era la sua passione e per i valori che trasmetteva, da che ne deduco che lo lascerà solo quando verranno meno in Lui Passione e nel movimento i Valori insiti nel rugby.

  3. Come già detto a commento di un altro articolo, le teorie del complotto sono sempre più appetibili dell’evidenza dei fatti…perché a tutti piace fare gli Sherlock Holmes della situazione “svelando le carte” di fantomatiche trame segrete, elaborare inattaccabili teorie collegando fatti, dichiarazioni, notizie d’archivio ed intuizioni in ragionamenti che filano perfettamente dal punto di vista logico, salvo essere fondati sulla fantasia. Chi ci riesce, fa sempre la figura dello scienziato e con poco si dà un tono. Ma, soprattutto, nell’eventualità che per qualche motivo la profezia poi si avveri in maniera più o meno diretta e fedele alla previsione, questo potrà sempre dire “io l’avevo detto”. In caso contrario…nessuno si ricorderà più niente delle enormi vaccate dette in precedenza. Ma intanto i suoi 5 minuti di fama lo scienziato li ha già avuti.

    Per quanto riguarda la famiglia Benetton, sottolineo nuovamente che due anni fa ha scaricato le squadre di basket e volley (che hanno scritto la storia dei rispettivi sport per 20 anni, rappresentando punti di riferimento in Italia ed in Europa) senza porsi troppi problemi, giustificando la scelta più o meno dicendo: “ho dato tanto, finché si vinceva potevo permettermi di fare il mecenate perdendo milioni di euro per un pubblico che ha dimostrato di apprezzare sempre meno i miei sforzi, adesso non si vince più, nessuno viene alle partite e ho giusto due o tre operai in cassa integrazione…quindi è stato bello ma saluto tutti. Se volete andare avanti da soli sono felice, sennò amen”.
    Il rugby, a differenza degli altri due sport sopra citati, gode di buona popolarità (o forse si dovrebbe dire appeal) e negli ultimi 10 anni ha visto un continuo sviluppo del movimento, portandolo a sport per pochi a sport “di moda”. La squadra di Treviso milita in un campionato (e una coppa) di altissimo livello e porta almeno 3000 persone allo stadio, dando lustro al nome della famiglia (e soprattutto al marchio) in mezza Europa.
    Poi ognuno è liberissimo di vedere trame dove non ci sono e magari alla fine avrà pure ragione. Ma per cortesia non giochiamo a fare gli investigatori, scopiazzando frasi e ragionamenti letti di qua e di là solo per sentirci intelligenti per 5 minuti.

  4. Nemmeno io credo molleranno. Però il movimento deve stare attento. Si guardi al volley. Non è stato abbandonato solo dai Benetton, ma si sta assistendo a una vera e propria moria (non ne capisco nulla, di volley, ho solo letto un articolo).

    1. Il problema del volley è comune a tutti gli sport…pochi soldi e futuro incerto. Succede anche al calcio, ma in misura minore perchè lì il giro di affari è talmente grande che riescono comunque a trovare qualcuno che investe, anche se da anni hanno abbassato le orecchie anche loro.
      Il volley ha un pubblico molto particolare, fatto in maggior parte da giovanissimi (anzi giovanissime) e addetti ai lavori (pallavolisti). Non ha molti seguaci al di fuori di queste due categorie…gli anni d’oro sono stati gli anni ’90 con entusiasmo e palazzetti pieni, oggi in linea di massima l’interesse è calato e di conseguenza anche le presenze.
      Per dire alle partite della Sisley al Palaverde (squadra che in 20 anni ha vinto quasi 40 trofei in italie ed europa) l’ultimo anno c’erano sì e no 1000 persone…di cui paganti non saprei quante ma se dico metà non credo di sbagliare molto. Quando hanno decido di chiudere a parte qualche voce isolata e nostalgica non è che si siano presentati in tanti per salvare la baracca…anzi, a qualcuno andava pure bene così.
      Il basket se la passava meglio ma non troppo, sui 2000/2500 a partita ma anche lì i dati erano gonfiati dai biglietti omaggio a scuole e conoscenti…infatti in qualche modo l’hanno salvato, adesso resta da vedere come.

  5. Sia Diego che Tony, mi trovano d’accordo su quanto hanno esposto….La famiglia Benetton è composta da 4 fratelli…basket e volley son sempre stati seguiti e foraggiati dal “buon” Gilberto…il rugby da che mondo è mondo, è il “giocattolo” di Luciano, il quale non ha mai espresso volontà di mollare (sono una trevigiana, seguo il Benetton sugli spalti del Monigo da almeno 30 anni), neppure quando allo stadio ci si ritrovava in 80/100 persone a seguire i leoni. Non sto parlando di campionati lontanissimi nel tempo…attenzione, le presenze erano “sempre le solite” anche nei vari Super 10 che abbiamo disputato con grandissimi risultati per anni, proprio prima dell’entrata della nostra squadra nel mondo celtico, cosa che ha incuriosito molti (trevigiani e non) facendo schizzare le presenze al Monigo a cifre che superano costantemente le 2500 unità a partita.
    Che sia di moda o meno, ha poca importanza, il rugby nella Marca lo abbiamo sempre vissuto come sport “sano”…sia che si trattasse di Benetton, sia che le squadre ad affrontarsi in campo portassero nomi come Silea rugby, Tarvisum, Casale, Mogliano ecc….
    Basket e volley sono state una vera e propria moda a Treviso e questo è senza ombra di dubbio uno dei motivi per i quali Gilberto ha deciso di mollare….giustamente come citato da Diego, sino a quando la moda “era di moda” tutto ok (risultati eccellenti, investimenti su giocatori di un certo livello ecc…)…non appena si è spento l’interesse “il gioco non valeva più la candela” e su questo do perfettamente ragione a Gilberto che prima ancora di essere un magnate dello sport targato “United Colors” è un imprenditore…e come tale ragiona.
    Sento questa storia di Luciano che vuole mollare il rugby biancoverde da moltissimi anni ormai, e con il tempo ho imparato a capire che queste “trovate giornalistiche” non sono altro che chiacchiere da bar per creare la notizia….molto probabilmente come dice Diego la cosa serve a molti ” per sentirci intelligenti per 5 minuti”…il problema però questi “molti” lo hanno non appena scadono quei famigerati 300 secondi di gloria…ahimè Treviso, e nello specifico il rugby targato Benetton, esiste dall’ormai lontano 1979 e difficilmente i colori sociali cambieranno…anche se allo stadio ci ritroveremo in 100 come qualche anno fa, esattamente come scrive l’amico Tony , Luciano mollerà “solo quando verranno meno in Lui Passione e nel movimento i Valori insiti nel rugby”

    1. Concordo con te, tranne sul fatto che basket e volley fossero solo una moda a Treviso, o quantomeno il primo (che non a caso si è salvato dopo l’abbandono).
      Le tradizioni sportive in questi due sport esistevano già prima dell’arrivo della famiglia Benetton, anche se indubbiamente questo è stato il fattore che ha reso possibile il salto di qualità capace di portare le due squadre ai massimi livelli (perchè con la tradizione ci si fa ben poco se mancano gli “schei”). I grandi nomi, i risultati e la ribalta nazionale hanno senza dubbio fatto salire l’entusiasmo alle stelle richiamando un maggior numero di persone. Andare a vedere le partite diventava non solo un’attestazione di passione per la squadra, ma un’occasione mondana. Insomma era di per sé trendy andare al Palaverde.
      Poi qualcosa è cambiato, da una parte e dall’altra. Io parlo da appassionato di basket che per anni è stato abbonato e che poi ha abbandonato la curva per riapparire solo alle partite di cartello, quindi sono inevitabilmente di parte. Ma per quanto mi riguarda, l’entusiasmo di cui sopra non è venuto meno (o non solo) perché era passata la moda del basket, ma perchè l’atteggiamento anche della famiglia era nel frattempo cambiato: Gilberto ha cominciato a presentarsi più raramente al Palaverde fino a disertare regolarmente ogni appuntamento (anche in occasioni speciali o uniche, come le Final Four 2011 di Eurocup o l’ultima partita di basket targata Benetton a Treviso dello scorso maggio, gesti a mio avviso ingiustificabili e di cattivo gusto), la società dimostrava di non aver volontà di investire (e non dico buttare soldi, ma spendere per mantenere quello che di buono già c’era) e quando lo faceva prendeva della cantonate clamorose, non esisteva un nucleo di giocatori che desse identità alla squadra, ma ogni anno arrivava gente nuova interessata all’ingaggio più che alla maglia. In queste situazioni la gente si disaffeziona e se mettiamo in conto anche gli scarsi risultati sul campo il gioco è fatto.
      L’attenzione che c’è oggi verso il rugby è data dal fatto che da molti viene visto come una “novità”, nonostante di novità non si tratti affatto. Ma investimenti, giocatori, un campionato professionistico europeo, risultati incoraggianti e tanta pubblicità hanno dato visibilità allo sport, che prima esisteva solo per pochi (pochissimi) appassionati. Esattamente come accadeva per il basket trent’anni fa. Col risultato che allo stadio non vanno più 100 persone legate alla squadra da affetto e passione, ma anche chi il rugby lo seguiva da lontano (io stesso ho visto poche partite dal vivo dopo aver concluso la mia breve esperienza 15 anni fa) o chi addirittura non sa nemmeno di cosa si tratti (la mia ragazza e suo fratello toscani, amici da torino o dall’uruguay che mi chiedono di portarli a vedere una partita di rugby o di comprare una maglia del Benetton…ma che non sanno dire la differenza tra questo e il football o peggio credono siano due modi diversi di chiamare lo stesso sport).
      Concluderò il io troppo lungo intervento dicendo che la vetrina per i trevisani è sempre stata importante, quindi andranno sempre a vedere lo sport più in voga al momento mentre snobberanno quelli meno seguiti. Come il basket un tempo, adesso è il rugby lo sport di tendenza e per questo Benetton non lo lascia, non sarebbe saggio né economicamente intelligente farlo. Senza nulla togliere al valore affettivo che lo lega alla palla ovale.

  6. Che in queste elezioni la Società Benetton (società sportiva) sarebbe scesa apertamente in campo lo si sapeva già da diversi mesi, il problema è stato che Dondi lo sapeva prima di tutti. Infattin come lo ha saputo, ha chiamato il suo “cortigianpensionato”, capo dell’ufficio stampa della federugby, e gli ha detto: uee, tu che sei un furbetto, fai trapelare la voce che la famiglia benetton si e’ già ritirata da basket e volley e che tra un anno si sarebbe ritirata anche dal rugby. Il perchè di questa voce messa in giro ad arte? Il perchè sta uscendo in queste ore…..Il Treviso, prima i soldi li prendeva dalla famiglia Benetton, ed adesso è costretta a venirli a prendere in Federugby!!

  7. Credo che i Benetton , in tempi di crisi economica e di necessità di fare progetti ed investimenti
    a breve (3 anni) o medio (5anni) termine abbiano deciso di puntare sul rugby per il semplice
    motivo che ha un maggior ritorno pubblicitario etc. etc.
    Il Volley in trasferta non è seguito per niente , al massimo ci vanno 40/50 supporter…..
    nessuna copertura televisiva etc. etc.
    Il basket credo che paghi il fatto che l’Eurolega pone dei vincoli di capienza palasport,
    ricordatevi che Siena gioca con la deroga altrimenti non potrebbe fare l’eurolega
    ( c’è poi il pasticcione fatto anni fà che quasi costò la retrocessione)
    Quindi ponendo le 3 discipline e i loro problemi logistici e organizzativi, il rugby era quello
    meno problematico e più appetibile per altri sponsor etc. etc. e io che sono un
    presidente di Pallavolo , ex gocatore di rugby ( fino ai 40 anni) e grande appassionato
    di ciclismo ( a breve farò la Maratona delle Dolomiti 01.07) dico meno male…..

    1. ………e soprattutto dimenticate che nel bene o nel male il Rugby ha un seguito ed un appeal oltre i confini nazionali e mi riferisco in particolare al mondo anglosassone (emisfero nord e sud) cose che nè il basket nè il volley. Sarà poco indicativo numericamente ma ricco di significato il fatto che per esempio ci sono Benetton Fan Club in INGHILTERRA (HOYLAKE) e in CROAZIA (ZARA) con presenze dei fan a Monigo ed all’estero .

      1. Per mettere un’ ultima parola sulla questione, ho confessato don A. Padre spirituale di Ciano e famiglia, per la pace e la serenita’ di tutti i Benetton NON molleranno il Rugby. Casomai sara’ il Rugby a mollare loro .

  8. @divino fangoria….ehehhehehe ti ricordo che don A. ha creato non pochi problemi nella Marca…e ha “smembrato” intere famiglie 🙂 …. non lo prenderei molto come esempio, nè prenerei come quasi verità assoluta le sue parole…ecco perchè una confessione strappata a don A. non diffonde certo pace e serenità 😉 ps: non penso neppure che il rugby molli i Benetton, casomai direi che sono quelli come noi che amano il rugby e che per il rugby e la loro squadra fanno tanto…che prima o dopo mandiamo a pascolare i Benetton e l’intera società visto come ci considerano
    ….praticamente per loro siamo come il due di bastoni quando la briscola si gioca a coppe…a buon intenditor 😉

    1. @nick assomigli molto ad una personcina che conosco bene, ricordati che con le mie arti magiche ( graspa a go-go) riesco anche a confessare i prelati ahahah , naturalmente era una boutade !!!

      P.S. Però non son ancora riussio a farli redimar !!

  9. Ho un parente “molto stretto” in Villa Minelli, amministrazione Benetton.
    La famiglia ha lasciato volley e basket perché volley e basket erano costantemente in passivo.
    Da quando Gilberto ha iniziato gradualmente a “delegare”, il volley, ma sopratutto il basket hanno comprato pippe stratosferiche pagandole una fortuna, con gestioni sopra le righe e richieste monetarie dirette alla famiglia a metà campionato.
    Il rugby fortunatamente no!
    La gestione Zatta/Munari in passato riusciva pure a “portare a casa” qualcosa.
    Certo ora i continui editti bulgari della FIR stanno costando in termini economici.
    Ed ora il rischio di leggi “ad zebre” è altissimo.
    La discesa in campo è un ultimatum!
    O si fan regole certe e si mantengono, oppure si lascia.

    1. Se hai un parente stretto in villa Minelli ti potrà dire che oltre ai due sopracitati motivi (passivi e pippe,) c’è altro motivo molto importante.

      1. Scusate, ma serve avere dei “parenti stretti” alla corte dei Benetton in Villa Minelli per sapere che la famiglia biancoverde ha lasciato basket e volley per i sopra citati motivi? Queste sono cose che noi trevigiani sappiamo e che da qualche tempo leggiamo su tutti i quotidiani locali….frequentando il Palaverde, queste erano chiacchiere che aleggiavano già due anni fa…e lo ripeto, la questione “Luciano lascia il rugby o non lascia” è vecchia come il cucco sugli spalti del Monigo ehhee…
        “La gestione Zatta/Munari in passato riusciva pure a “portare a casa” qualcosa” semplicemente perchè i costi del rugby “de noantri” non erano le spese di adesso…il budget per affrontare un Super 10 (ora Eccellenza) è ben inferiore di quello che si deve sostenere per giocare in Europa contro le celtiche (basti solo pensare alle spese trasferta oltre Manica…).
        Io continuo a prendere come esempio le parole scritte qualche post sopra dal nostro amico Diego “… ognuno è liberissimo di vedere trame dove non ci sono e magari alla fine avrà pure ragione. Ma per cortesia non giochiamo a fare gli investigatori, scopiazzando frasi e ragionamenti letti di qua e di là solo per sentirci intelligenti per 5 minuti.”….già, verità sacrosanta, perchè ragazzi miei è quello che sta succedendo con i nostri commenti all’articolo di Paolo….tutti sanno e tutti stanno zitti 😉 …c’è chi tenta di spiegare i “veri” motivi dell’abbandono citando fonti vicinissime alla scrivania dei fratelli Benetton e quelli che lasciano aperte altre porte in chiusura di post affermando che ” c’è altro motivo molto importante”….molto bene, e allora qual è??? Qual è quest’altro motivo così determinante…una ragione che non sia ancora stata spiegata (e talvolta…spesso…anche condita e rigirata dalla stampa) a tutti quei tifosi come me che di anno in anno spendono soldi (e tempo) in abbonamenti?

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