Benetton Treviso, un sacco di azzurro e problemi prevedibili

Il club trevigiano a ogni convocazione azzurra “regala” circa 15 giocatori all’Italia. Tra qualche mese saranno molti di più. Perché la società biancoverde ha portato – o sta portando alla Ghirada – una manciata di giovani che se ancora non sono nel giro della nazionale prima o poi ci arriveranno. Parlo dei vari Morisi, Campagnaro, Esposito, Ambrosini…
Poi ci sono i fuoriusciti di Viadana: De Marchi, Favaro, Toniolatti, Geldenhuys sono i nomi che circolano, ma la verità è che dalla riva del Po sono tantissimi quelli che hanno lanciato messaggi decisamente espliciti al Benetton. Un po’ di loro vestiranno il biancoverde di sicuro. Paradossalmente l’anno prossimo, almeno all’inizio, sarà molto più “azzurra” la franchigia veneta che non quella federale che si sta costruendo altrove ma probabilmente non molto lontano da Viadana. In FIR sembra che stiano pensando a una formazione completamente italiana e molto giovane, una sorta di naturale prosecuzione delle Accademie. Lo si fa per una ragione strategica, di organizzazione in una tempistica medio-lunga, e per una ragione economica, perché la franchigia costa parecchio. Quindi è molto probabile che la FIR non si intrometterà in questa specie di transumanza, comunque non questa estate.
Una transumanza che comporterà non pochi problemi in Veneto nei mesi in cui sarà impegnata la nazionale, con momenti in cui saranno via anche 20 o più giocatori. Fondamentale in quel momento sarà la gestione dei permit player, cosa che diventerà il termometro delle tensioni tra FIR e Treviso, al momento messa un po’ in disparte per via del Caso-Aironi. Come la penso sulla gestione dei permit è noto, a mio avviso servirebbe una rivoluzione copernicana. Per novembre sarei già felice di vedere un bell’allargamento della rete. Il clima “elettorale” potrebbe aiutare, ma il condizionale è d’obbligo.

3 pensieri riguardo “Benetton Treviso, un sacco di azzurro e problemi prevedibili”

  1. mi sembra un problema solo parziale, ci sono giocatori che lasciando gli Aironi (o ex tali) rinunciano con ogni probabilità ad un posto in nazionale. su due piedi posso pensare a Morisi e Toniolatti, dando per scontato che i ’93 rimarranno comunque ancora con l’Italia U20 nella passata stagione. Un toniolatti, con i vari williams e nitoglia a fargli da tappo durante la stagione regolare, non giocherà molto (idem Morisi il primo anno con i vari Sgarbi, Benvenuti etc) e conseguentemente non verrà convocato in nazionale per essere utilizzato dal club durante le finestre internazionali. stesso discorso per la franchigia federale, che con buone probabilità dovrà comunque usufruire dei permit players dal momento che avrà parecchi tra azzurri ed azzurrini da liberare quantomeno durante il sei nazioni.

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