La FIR, Sergio Parisse e quelle ironie francesi

Il titolo è già tutto un programma: “Italie: Parisse au coeur d’un gros imbroglio”. Non credo serva la traduzione. A scriverlo è Rugbyrama, la costola web della Bibbia ovale d’Oltralpe Midi Olympique.
La questione ruota tutta attorno all’infortunio del terza linea. Lo scorso fine settimana dopo circa mezzora di gioco il capitano azzurro esce dal campo dove sta giocando la partita tra il suo Stade Francais e il Biarritz. L’infortuno pare subito grave, si teme una frattura al ginocchio. Lunedì gli esami rivelano che si tratta “solo” di un brutto guaio muscolare con uno stop di circa 6 settimane. Sergio lo scrive via twitter: “Risonanza fatta: strappo muscolare vicino al tendine Del bicipite femorale..niente operazione, tra 5-6 settimane di stop! Bye tournée”. Addio tournée. Perché è qui che sta l’inghippo: sembra che Sergio avesse deciso assieme al suo club di non andare nelle Americhe, ma poi qualcosa è cambiato, tanto che nel comunicato diffuso lunedì pomeriggio dalla FIR c’è un virgolettato di Brunel, lo riporto: “Sergio è un leader, un grande giocatore. Abbiamo parlato con lui ed abbiamo deciso di convocarlo per il tour perché crediamo che possa essere disponibile per giocare in quattro/cinque settimane a partire da oggi. In ogni caso per la vita, le ambizioni e lo spirito del gruppo sarà importantissimo poter contare sulla presenza del capitano”. Insomma, Parisse con l’Argentina (9 giugno) non ci sarà, ma contro Canada o USA (rispettivamente 15 e 23 giugno) potrebbe scendere in campo.

Nulla di grave, ma in Francia non la prendono bene. Rugbyrama sottolinea come già lunedì lo Stade Francais aveva fatto sapere che Parisse non sarebbe andato in tour (a Parigi temono in una ricaduta), lo stesso giocatore tramite Twitter lo aveva confermato, poi tutto cambia… Il sito web transalpino rileva anche che i tempi di recupero nel giro di qualche ora passano da 5/6 settimane a 4/5 settimane. La chiusa di Rugbyrama è una stilettata acidamente ironica e dopo aver parlato di Parisse-dipendenza e di incomprensioni tra la FIR e il giocatore, scrive: “Resta da sapere in quale ruolo Jacques Brunel porterà il giocatore nelle sue valige…”

9 pensieri riguardo “La FIR, Sergio Parisse e quelle ironie francesi”

  1. dalla data di inizio dei mondiali 2015 a questa faccenda, sono incapaci di farsi gli affaracci loro i franzosi 🙂

  2. per quanto lo fanno giocare anche loro….tutte le volte che m’è capitato di vedere lo stade lo fanno entrare sempre nella ripresa o fa solo qualche minuto.Non capisco sto accanimento sempre con noi.

  3. Non esiste solo la nazionale, i giocatori hanno un clubs che vorrebbe anche poter decidere quando un loro giocatore infortunato sia in convalescenza, chiedi a Treviso se sono felici dell’infermeria regalata dalla nazionale.

  4. Curiamo l’immagine più della sostanza e non è una novità, tanto vale portassero la moglie che in conferenza stampa farebbe un figurone (in piedi) per illustrare la bellezza del rugby in Italia.

  5. lecito che i francesi si scoccino del fatto che un infortunato rischi un rientro prematuro, dopodichè torniamo al discorso di castro nel 6N, noi non possiamo permetterci di mettere da parte le nostre “stelle”, se proprio non indisponibili al 100%, per ragioni di marketing, ancorprima che per ragioni tecnico/tattiche.

    1. Questo e’ un punto molto valido…si spiega dunque la convocazione di Mauro Bergamasco in nazionale. (Con tutto il rispetto per il suo passato)

Scrivi una risposta a profano Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.