Il “caso del cartello”: se Reato sostiene Montauriol, la Rugby Rovigo non sostiene Reato

Nicola Chiarini per Il Corriere del Veneto

Una lettera di Tommaso Reato a difesa di Jean Francois Montauriol rinfocola le polemiche sul comportamento della seconda linea francese del Rugby Rovigo, colto in flagrante mentre abbatteva un segnale stradale dall’assessore comunale Amelio Piscopo che, per questo, lo ha segnalato alla polizia municipale. Il capitano dei rossoblu punta il dito sul ruolo dei politici locali, a suo dire a continua caccia di visibilità sia quando seguono la squadra nei successi, sia in casi come questo. Ma il sindaco Piva, appassionato di palla ovale, ribadisce la sua condanna per il gesto e rimprovera Reato.
«Si possono vestire i panni dello sceriffo implacabile che pattuglia i locali notturni della città,  quando capita una ghiotta occasione – scrive Reato – Uno straniero che si permette di devastare i pubblici arredi, noncurante delle norme che qui da noi distinguono civiltà e educazione. Un vandalo. Ma è più vandalico l’atto di chi rovina un oggetto già compromesso o il non atto di chi perpetua il degrado? È stato detto che il cartello fosse già in procinto di lasciarci. In ogni caso, obiettivo raggiunto: un po’ di popolarità a scapito di quei rugbisti che hanno pure fallito il Tricolore, privando molti di molti flash». Parole in direzione opposta a quelle della società che, all’indomani dell’esplosione del caso, aveva mandato una nota di condanna per il comportamento di Montauriol «Non commentiamo – fanno sapere dall’ufficio stampa rossoblu – sono parole espresse a titolo personale da un giocatore, a cui non possiamo impedire di avere una propria opinione».
Ma non si fa attendere la dura condanna di Bruno Piva che ricorda di parlare, prima ancora che da sindaco, da medico sociale della squadra «Sono sorpreso per questa reazione del capitano – sottolinea amareggiato – Ribadisco la condanna per un gesto che niente ha a che fare con l’esuberanza propria del “terzo tempo”. Il vandalismo non può essere difeso in alcun modo e mi dispiace che qualche giocatore lo abbia fatto». (…)

5 pensieri riguardo “Il “caso del cartello”: se Reato sostiene Montauriol, la Rugby Rovigo non sostiene Reato”

  1. Venite tutti a Rovigo, troverete porfidi mancanti nel bel mezzo della carreggiata, e i buchi tappati a regola d’arte da secchi di catrame, Segnali stradali in netto conflitto tra di loro posti sulla stessa carreggiata, barriere contenitive su ponti e curve pericolose adagiate a terra oramai da alcuni anni, marciapiedi impossibili da praticare e pedoni costretti a passeggiare nel mezzo della strada, un Prontosoccorso che in una cittadina di 55.000 abitanti prevede un medico nel turno notturno e che costringe i pazienti a chiamare il 113 per farsi assistere, ecc.ecc..
    Poi vai alla partita e paghi 20 euro per entrare mentre i politici entrano con il biglietto omaggio, si fanno fotografare a bordocampo solo nelle grandi occasioni beccandosi puntualmente bordate di fischi.
    Mountariol ha sbagliato, le parole di Reato sono quelle di un amico e si può capire, ma purtroppo si sà in Italia i politici devono avere la prima pagina e a Rovigo sono i V.I.P. più gettonati e non certo per le loro imprese di amministratori.

    1. Bravi tifosi rossoblu, voi sì che che avete la soluzione giusta per il degrado urbano. Fate tabula rasa. Forza Montauriol, dopo i cartelli puoi dedicarti a ciò che resta dell’arredo urbano. Tanto trovi sempre qualche ebete che giustifica le tue imprese…

      1. e qui si trovano ebeti che parlano senza conoscere i fatti e la realtà in cui si calano…ancora qui a replicare…ormai è già stato detto tutto

    2. senza contare che di quei 20 euri il 90% se ne va tra Fir e SIAE e nelle casse della Rugby Rovigo rimane ben poco

  2. Volevo suggerire a tutti i Rodigini di inviare all’assessore alla manutenzione e decoro della nostra città tutto quello che ritenete indecoroso per una città capoluogo, scegliete Voi, penso che non abbiate problemi a trovarne. Dimenticavo l’e-mail è aniello.piscopo@comune.rovigo.it

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