Ambrosini, Nuova Zelanda, Italia, Heineken Cup e Giorgio Gaber. Insomma, il Tinello di Vittorio Munari!

Mancava da qualche settimana, ma la complicata situazione italiana aveva spinto me e Vittorio ad attendere tempi migliori. Poi, siccome non può piovere per sempre abbiamo rotto gli indugi ed ecco qui un nuovo appuntamento con il Tinello. Per quello che conta, a mio parere uno dei migliori tra quelli finora pubblicati.
Si parte dall’arrivo a Treviso di James Ambrosini – annunciato ufficialmente qui da Vittorio – ma per parlare in realtà della questione stranieri ed equiparabili. Poi un po’ di cose neozelandesi, un po’ di quelle italiane e infine le squadre celtiche che dominano in Heineken Cup e molto altro ancora. Ascoltatelo e basta.

13 pensieri riguardo “Ambrosini, Nuova Zelanda, Italia, Heineken Cup e Giorgio Gaber. Insomma, il Tinello di Vittorio Munari!”

  1. mezz’ora ben spesa! non conosco questo Ambrosini come giocatore ma in Italia è da considerarsi oriundo o equiparabile (può giocare subito in nazionale o devono passare 3 anni)?

  2. Bravo, esperto, competente, con approccio globale ai problemi……cosa ci fa fuori dalla FIR?….misteri della stupidità italiota. Supponevo anch’io che una franchigia fatta in laboratorio come qualche illuso sta pensando, non possa essere una cosa valida, infatti il legame col territorio, la tradizione e la storia di una squadra sono indispensabili fondamenta per qualsiasi costruzione di squadra.

  3. Credo fermamente e da tempo che il Sig. Munari sia l’unico in Italia che ha capito DOVE andare e COME andarci.

  4. E’ sempre un piacere sentir parlare di Rugby il più grande conoscitore ed appassionato italiano del nostro sport, della nostra passione. Mezzora molto ben spesa

  5. Grand’uomo di rugby. Sui blues ed il movimento neozelandese ha proprio ragione, molti di quelli che hanno vinto il mondiale hanno tirato i remi in barca questo anno. Staremo a vedere.

  6. Ho avuto l’immensa fortuna di vedere e seguire Vittorio Munari da quando ha vinto gli scudetti col Petrarca ad oggi… e da quello che dice non potrà mai entrare in FIR se non con un aspirapolvere e ramazza… ma poi non resta più nessuno e lo mandano via!!!!! Perchè’ Troppo competente !!!

  7. Da ex rugbysta e appassionato sostenitore del rugby in genere dico a vittorio munari di resistere ai parolai e ai blablatori di cui è ricchissimo questo paese. vittorio sei un grande. il rugby italiano ti è debitore di tutto il buono che c’è nel nostro mondo. walter treviso

  8. Sì bè a sentire il discorso sulla Nuova Zelanda sembra che siano in crisi nera, hanno quattro franchige nelle prime sei… se erano in forma cosa facevano?

  9. il problema della mancanza che abbiamo in certi ruoli non e di certo imputabile agli equiparati ecc…
    al momento gli standard della FIR per la selezione specialmente dei giovani si basa su altezza e peso in linea di massima; trascurando in genere talento e forza di volonta’, se a 20 anni non sei ma’a nonu e abbastanza normale, per lavorare sul fisico c’e tempo e soprattutto servono strutture ed allenamenti superiori a quelle del club medio italiano.
    Questa politica porta alla luce PANDOLI di 2 metri abbastanza inutili!
    preferisco una seconda linea poco sopra l’ 1’80 che magari non ha le mani di pietra, o che in mischia sa ben posizionarsi. Gli italiani di 2 metri con le mani buone giocano a basket o a pallavolo in italia purtroppo!!! dobbiamo rassegnarci!!!
    o una piccola ala eclettica, rispetto a un’ala che va solo dritta

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