Una piccola storia, poco importante se vogliamo, ma molto italiana. La nazionale Emergenti è la seconda per importanza dopo quella maggiore, è stata creata per sostituire la “vecchia” Nazionale A. Un luogo dove concentrare un gruppo di giocatori pronti- o quasi – a spiccare il salto di qualità vero. Non solo, è una nazionale “qualificata” a dare eleggibilità a un giocatore nato all’estero: se indossa quella maglia l’atleta è poi legato all’Italia.
Bene, la Nazionale Emergenti ha giocato – e vinto largamente – lo scorso fine settimana a L’Aquila contro una rappresentativa di studenti inglesi. Qualcuno ha sottolineato la pochezza della squadra avversaria. Forse, di certo non era un ostacolo insormontabile, ma fa niente. E poi non si può giocare sempre con i più forti.
A me qui preme solo fare un cerchio solo attorno a un dettaglio, e cioè che agli atleti non è stata corrisposta alcuna diaria ma solo il rimborso spese per raggiungere L’Aquila e per tornare indietro. Nulla di grave, per carità, ma un piccolo risvolto che fa capire quanto ancora lunga sia la strada del professionismo. Anche a un passo dal vertice del movimento italiano.

E’ bene non abituarli male…..ma almeno una coca cola la si poteva offrire,no ?
Ahahah!!!
meglio, così almeno gli rode il culo per passare in mazionale maggiore
non sono assolutamente d’accordo…io sottoscrivo in pieno la chiusa dell’articolo…il professionismo per noiè ancora lontano anni luce…se dal punto di vista dei giocatori cmq si son fatti passi in avanti non si può dire lo stesso per quel che concerne i dirigenti…Coplimenti!!! ci facciamo sempre riconoscere e ridedere dietro dagli altri
Altro elemento di selezione….chi ha i mezzi continuerà, ma ragazzi c’è una concorrenza da paura se consideriamo anche l’U20, speriamo abbiano i papà facoltosi e non famiglie da mantenere