Franchigie e FIR, Zatta lancia il sasso: “Ridiscutere le regole dei permit players”

da La Tribuna di Treviso

(…) Treviso scopre che quest’anno il dazio da pagare al Sei Nazioni, al blocco dei giocatori di interesse nazionale, insomma alla coabitazione con l’azzurro è pesante. Molto più di un anno fa. Certezze meno granitiche, anche nei giocatori, le colonne,
da troppo tempo brillanti, accusano il logorio di stagioni centrifuga e dei Mondiali. La rosa è lunga, ma Treviso-2 non ha esperienza e continuità. Il trend che ha aumentato il tasso trevigiano della Nazionale premia indubbiamente Smith e lo staff, ma crea conseguenze, soprattutto nella strategica cerniera centrale. Fin qui o Botes e Burton restavano, ora le prime 4 opzioni per mediano e apertura sono in nazionale e le scelte e
le gerarchie di Brunel hanno finito per condizionare negativamente il rendimento di tutti.
Così finisce che in regia De Waal ribadisca i suoi impacci (Smith ha finito per spostarlo
ala), ed è difficile per Treviso creare gioco. «Inutile pretendere – commenta il dg Munari – che chi gioca ogni 2 o 3 mesi possa avere ritmo e gambe».

(…) Altra nodo «evidente» il sistema dei permit players, quest’anno saltato dopo i positivi effetti in avvio di stagione (il Morisi proiettato verso l’azzurro). Da quando è cominciato il Sei Nazioni l’unico «permit» inserito è stato Chillon, per 30 minuti.
Nelle ultime settimane, fra Fir e Treviso, il dialogo, se così possiamo chiamarlo, è stato faticoso e alla fine improduttivo.
Distanze siderali su criteri, tempi e norme, Non stupisce così che il presidente Amerino Zatta chieda apertamente alla federazione di ridiscutere tutto per la prossima stagione: «E’ evidente che il sistema oggi, non va a vantaggio di nessuno, e ancora peggio sarà l’anno prossimo: senza più tanti azzurri all’estero, noi e Viadana dovremo dare
sistematicamente 15 o più giocatori alla Nazionale – spiega – ne è pensabile per i nostri giovani più interessanti venir proiettati da un giorno all’altro dalla realtà italiana alla Celtic. Così com’è, non si fa del bene a nessuno, né alla nazionale, né alle franchigie, né ai giovani. Credo che la Fir debba prenderne atto e parlarne, con noi e gli Aironi,
per creare un nuovo quadro di regole».

13 pensieri riguardo “Franchigie e FIR, Zatta lancia il sasso: “Ridiscutere le regole dei permit players””

  1. Aironi hanno giä i loro problemi interni e prima di discutere altri problemi dovrebbero risolvere quelli in casa propria. È comunque positivo che Treviso si prenda la briga di discutere di certi problemi indirettamente anche per Viadana; in nazionale abbiamo visto che ci sono principalmente giocatori di franchigie sicché devono crescere tutt’e due a braccetto. Io mi auguro che giä dall’anno prossimo la Fir lasci piü libertá perché come abbiamo visto senza i nazionali entrambe le squadre fanno fatica anche solo a fare il punto di bonus. Quando rientreranno i nazionali saranno inoltre disintegrati da mondiale-Celtic-6Nazioni..

  2. La notizia più eclatante, più della discussione dei permit player, sarebbe che le due franchigie iniziassero a far valere le loro ragioni INSIEME.
    A leggere Zatta che dice “…noi e Viadana…”, “…noi e gli Aironi…” fa veramente aprire il cuore. Credo che sia la prima volta.
    Il passo successivo sarebbe che le due franchigie non andassero più singolarmente agli incontri con la FIR. Che si incontrassero PRIMA fra di loro e poi andassero INSIEME agli incontri.
    Per quest’ultima cosa temo che sia troppo tardi, visto che il futuro degli Aironi sembra legato ad una presenza “forte” al loro interno da parte della FIR

  3. I problemi erano tutti prevedibili e necessari, ed insiti nel progetto celtic, e molti sono inevitabili.

    Sui criteri dei permit player si puo’ lavorare.

    Che Treviso pero’ non abbia due aperture all’altezza e’ invece un problema di come e’ stata costruita la squadra. Smith e Munari hanno dato fiducia a De Waal, che pero’ non e’ riuscito a ripagare. su quello la federazione non ha nessuna colpa. poi magari inizia a girare alla prossima, pero’ mancheranno due settimane al ritorno di Burton.

    Treviso 2 ha vinto forse piu’ partite die treviso 1, e con Chillon in campo si sono gia’ vinte due partite. E’ la Celtic e funziona cosi’

    Ci sono anche una serie di congiunture astrali che rendono la situazione piu’ complicata. s’e’ fatto male orquera e quindi Botes va in nazionale, per giocare apertura che richiede quindi i 3 MM e Burton tutti in nazionale. Se Orquera fosse stato bene, uno tra Botes e Burton sarebbe stato in nazionale.

    C’e’ poi il crollo fisico delle squadre di Smith che e’ una tradizione, che si ripete ogni anno ed al quale andrebbe trovata finalemtne una soluzione.

  4. Non credo che i problemi siano inevitabili. Sopratutto se i giocatori di interesse nazionale più giovani venissero tesserati con le franchigie, girati in Eccellenza per fare esperienza e chiamati in Celtic nel periodo del 6 nazioni. Non so, per esempio, quanto a un Della Rossa possa servire fare la stagione in A con l’accademia piuttosto che giocare con Mogliano, con i Crociati ecc.

    1. @rabbi, sono inevitabili nel senso che tra gli 8 ed 10 nell’orbita nazionale ci saranno sempre. aggiungi squalifiche ed infortuni e vedi l’inevitabilita’.

      1. Capisco il tuo ragionamento. Però considera che se in Eccellenza Aironi e Benetton potessero contare su 7-8 giocatori (tra i 20 e i 23 anni) a testa, loro tesserati ma “in prestito”, le cose sarebbero diverse. Vedi il ruolo che hanno le squadre A delle province irlandesi. Giacché sarebbe complicato creare due squadre in eccellenza per le franchigie, penso che questa soluzione non sarebbe problematica e consentirebbe di avere un parco giocatori col ritmo partita.
        Inoltre pensa ai prospetti che stanno in A con l’Accademia. Il prossimo anno come potrebbero essere catapultati dalla seconda serie italiana alla Celtic? Pensiamo a un Esposito. Sarebbe un accompagnamento programmato ai massimi livelli.

  5. Quoto in pieno Rec. E’ giusto che le franchigie collaborino a prescindere da dondi.
    E’ assolutamente necessaria l’assoluta indipendenza amministrativa delle franchigie, che quanto più si imporranno imprenditorialmente quanto meglio sarà per la nazionale.
    La federazione deve coordinare, non comandare.
    Semmai ci sarebbe da aprire una parentesi sul livello arbitrale in celtic, veramente poca cosa.
    Sabato Wilkinson era tra le nuvole.
    Ieri a Mogliano Vivarini ha dato un saggio di arbitraggio di altissimo livello.
    Attento, imparziale ed autorevole per tutta la partita. Davvero bravo.
    Altra questione, il presunto calo fisico del benetton.
    Sabato ero allo stadio, francamente non ho visto cali di prestazione. Anzi.
    Il primo tempo si è chiuso 3-17, poi è finita 13-20.
    Il parziale del secondo tempo è di 10-3 per il benetton!
    Cardiff ha giocato per venti minuti nella propria metà.
    Il fantomatico crollo fisico del benetton lo vede solo chi vuole vederlo…

      1. Capiamoci: di cosa vogliamo parlare?
        Calo fisico. Abbiamo già spiegato che non è affatto così.
        Risultati? Ok, parliamo di risultati allora.
        L’anno scorso da debuttanti siamo finiti decimi. Oggi, fin qui, siamo ottavi.
        I conti van bene, ma facciamoli alla fine.

  6. @gsp : sul crollo dei risultati da fine dicembre ad oggi, non si può discutere. Se fisicamente gli hanni scorsi siamo crollati nei mesi di Dicembre e Gennaio per risorgere poi dopo, quest’anno le partite viste sul campo, dicono altro. Sia con Munster che con i Blues semmai il crollo è stato nel PRIMO tempo , tant’è che le abbiamo chiuse tutte due in attacco e in rimonta . Io propendo più per limiti tecnici di base e appunto alla mancanza di continuità per alcuni giocatori di poter giocare. Certo è che anche le altre squadre hanno problemi di rimpiazzo per i nazionali, ma grazie anche ad un regolamento più intelligente e disponibilità economiche, li risolvono con un parco giocatori numericamente e qualitativamente più all’altezza.

  7. sinceramente io, da assoluto ignorante di rugby, vedrei bene una soluzione tale che le due franchigie possano tesserare un tot di giocatori (mettiamo 10) che tranquillamente possono andare in eccellenza e poi essere disponibili sempre in caso di emergenza per le celtiche (non solo durante periodi in cui è impegnata la nazionale ma ogni volta che servono), in questo modo possono allenarsi in buona parte con una squadra di celtic e giocano qualche partita nel campionato italiano (o magari in challenge) in modo da avere un minimo di ritmo partita (problema messo in evidenza da munari); magari per non danneggiare troppo i club d’eccellenza si può imporre un limite di tot giocatori da prendere per squadra.
    Ad esempio un iannone che ora si sta mettendo in evidenza ma per la profondità della rosa non ha giocato fino a dicembre qualche partita in più se la sarebbe pure potuta fare, lo stesso può valere per un bronzini; i ragazzi hanno bisogno di allenarsi a alti livelli ma anche di giocare ogni tanto. Ci vuole collaborazione tra franchigie e club d’eccellenza (buona fortuna). Quello che voglio dire è che noi a differenza delle altre celtiche abbiamo l’eccellenza (lo sò che può sembrare una battuta vedendo il livello) ma negli altri paesi non c’è un campionato che addirittura permetta di partecipare alla challenge, sono campionati amatori mi pare o comunque di basso livello, i giovani o sono in accademia o sono in una delle quattro celtiche; noi, volenti o nolenti, abbiamo l’eccellenza , cerchiamo di sfruttarla in qualche modo. Altra soluzione, come dice rabbidaniel, è permettere che le franchigie abbiano una propria squadra A; sicuramente non ci sarebbero tanti problemi di collaborazione che si presenterebbero nel caso gli atleti fossero in prestito a squadre d’eccellenza

  8. io sono d’accordo su tutto tranne una cosa Zatta riguardo ai giovani ha detto una boiata assurda!!! proprio per far crescere i giovani bisogna prenderli e lanciarli in campo…se non imparano subito a confrontarsi con realtà di alto livello quando impareranno? Possibile che in super rugby debuttino ragazzi di appena 20 anni e qui in italia i più giovani ne hanno 23-24 di media?

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