L’angoscia e la paura di Marco Pelizzari. Tra gesti inconsulti e parole da uomo vero

Ricevo e pubblico

Può bastare un brutto gesto a volte, una reazione impulsiva, per cancellare una grande prestazione. A pesare in certi casi non è certo un cartellino rosso e una squalifica che potrebbe pesare sull’andamento dell’intera stagione, ma la drammatica consapevolezza di quanto sarebbe potuto succedere e per fortuna non è stato. 2 mete domenica a Parma contro i Crociati, 2 mete e prestazione da “man of the match” mercoledì a Roma contra il Mogliano, “man of the match” sabato 28 gennaio nella sfida decisiva per la salvezza contro Reggio e meta il 22 gennaio contro L’Aquila nella gara valsa la qualificazione alla finale del Trofeo Eccellenza. Un mese d’oro quello di Marco Pelizzari, che a 26 anni si stava confermando come uno dei migliori terza linea italiani del campionato d’Eccellenza. Un mese di cui andare fieri, se non fosse per quanto è successo domenica a Parma nel finale di una partita tesa e molto combattuta. Placcato al collo dal n.4 dei Crociati Lorenzo Contini, Marco ha avuto un battibecco con lo stesso, reagendo ad un insulto con quello che voleva essere solo uno spintone. Un gesto sconsiderato, che stava per avere delle conseguenza drammatiche e che l’ha portato a rivivere costantemente la scena nelle ultime ore, provando un sincero senso di rimorso e di vergogna per quanto successo. Sentimenti che hanno spinto Pelizzari a raccontarsi pubblicamente e a chiedere scusa a tutti.
«Ero stanco, al termine di una partita davvero tirata, la terza in sette giorni, avevo appena subito fallo e nel sentirmi dare del “figlio di..” ho perso lucidità e non ci ho più visto – racconta Marco – e l’ho colpito platealmente, davanti a tutti e allo stesso arbitro. La mia non vuol certo essere una scusa, ma la mia intenzione era quello di spingerlo, tant’è che non sono partito per dargli un pugno in faccia con il destro, ma una semplice manata di sinistro».
«La sfortuna – continua – è che l’ho colpito tra il mento e il collo, schienandolo. Con Contini a terra privo di sensi, in arresto respiratorio e con le convulsioni, i dottori a tenergli la lingua fuori e praticargli la respirazione bocca a bocca, il pubblico che mi insultava e lo stesso speaker che diceva «Penné cosa aspetti a buttarlo fuori», mi sono sentito come fossi un criminale»
«Ancora peggio mi sono sentito quando tutto si è risolto per il meglio e l’arbitro mi ha chiamato per darmi il cartellino rosso. Ovviamente mi sono subito scusato, non era certo mia intenzione che accadesse tutto questo, ma nel dare la mano al capitano dei Crociati, Mandelli, mi sono sentito dire «da te proprio non me l’aspettavo». Una frase che mi ha davvero colpito e che da allora continua a risuonarmi nella testa».
«Devo ringraziare quanti dopo la partita mi hanno rassicurato, a partire dallo stesso tecnico dei Crociati Cocco Mazzariol, che è entrato nel nostro spogliatoio dicendomi di stare tranquillo, che una reazione può capitare a tutti. La sua ragazza, Rita, che mi ha abbracciato chiedendomi scusa ammettendo di avermi detto dagli spalti le peggio cose. L’arbitro Penné che mi ha mostrato il video, permettendomi di spiegarmi e rassicurandomi sul fatto di aver visto che l’ho colpito con la mano aperto. Massimo Giovanelli e i tutti i giocatori dei Crociati, come Tripodi e Rubini che si sono seduti al tavolo del terzo tempo con me».
«Sul campo sono un giocatore aggressivo, che ci mette davvero l’anima, ma non sono certo il tipo da risse al bar! Non ho mai fatto a botte in campo! Sono uno che si diverte e che ha sempre fatto vanto del fatto di avere molti amici in tutte le altre squadre. L’ultimo cartellino rosso l’ho presso addirittura nell’Under 21».
«Le cronache non hanno dato troppo risalto all’episodio, ma davvero mi dispiace per quello che è successo e vorrei che tutti lo sapessero. Non riesco però a togliermi dalla testa il pensiero che da una spinta che volevo dargli, ho quasi commesso un omicidio! Voglio chiedere scusa soprattutto a quanti erano alla partita, il mio è stato un gesto assolutamente anti sportivo, frutto di una reazione fuori luogo e totalmente sconsiderata. Per fortuna Lorenzo Contini sta bene, mi dispiace però per quello che ho fatto e per il fatto che a vedere una tale scena ci siano state intere famiglie e tanti bambini».
«Mi vergogno, ma spero che questo mio gesto non possa influenzare in alcun modo la scelta di qualche mamma perplessa sul far praticare o meno ai propri figli questo sport.Il rugby per fortuna è un’altra cosa e mai come ora me ne rendo conto».

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14 risposte a "L’angoscia e la paura di Marco Pelizzari. Tra gesti inconsulti e parole da uomo vero"

  1. giorgio

    se tutto quanto scritto risponde a verità è sufficiente che queto fatto ti abbia fatto fare le riflessioni che hai esposte.
    Certo…è importante per evitare in campo o nella vita che si ripresentino casi analoghi.
    Lì vedremo se hai veramente fatto tesoro…

  2. fra

    pugni in campo li abbiamo dati tutti…almeno una volta…da ragazzini magari. ogni volta sarebbe potuta andare cosi, o peggio. e’ capitato a lui ma ci sarebbe potuto essere chiunque di noi li. che questa esperienza serva a tutti…..

  3. Testa0vale

    io cero alla partita e sono uno di quelli che a fischiato e insultato ma dopo questo mea culpa non posso che vergognarmi, anche se preso dal tifo per una partita vibrante e tesa, per quello che ho detto.
    A parte il gesto, complimenti per la partita ci hai fatto soffrire fino all’ultimo.

  4. teo71

    Io non sono stato un rugbysta in campo , ma lo sono sugli spalti a godere di questo splendido sport da molti anni ormai. Ho però un buon trascorso di ben 17 stagioni tra serie A e B (+tutta la trafila delle giovanili…)sui campi ghiacciati dell’Hockey su ghiaccio italiano….come si può immaginare ci sono delle analogie tra questi due sport “duri” … solo chi ha giocato a “livello” ed è stato sotto pressione, sotto stress e sotto dei colpi scorretti può capire che a volte un gesto scomposto e/o sfortunato per reazione dopo un brutto fallo subito capita… non và trascurato ma compreso. Guarda avanti e raccogli il meglio da questa esperienza , rispetta il tuo avversario come non hai mai fatto prima , impara a ancor di più a soffrire per te e la tua squadra ed i valori dello sport…io nell’ormai lontano ’92 durante una rissa in campo ho preso a calci (con i pattini!) un avversario che avevo prima malmenato…. il mio allenatore a fine partita mi disse che se avessi partecipato in futuro ad una rissa avrei potuto fare la borsa ed andarmene…beh nei 10 anni consecutivi le ho date e le ho prese …ma in alcune occasioni il fatto di non poter reagire (pena l’escusione della squadra..) ha permesso alla mia squadra di vincere partite in più occasioni!
    Ho fatto cosi predere alcuni “gialli” ai miei avversari (da noi 2 min di penalità) che hanno permesso alla mia squadra di portare a casa delle belle vittorie.
    VAI MARCO!

  5. Conosco Marco per averlo arbitrato dalle giovanili fino a . . . quando ho potuto arbitrare e posso assicurarvi che quello che ha scrito corrisponde a verità. Non è mia consuetudine difendere le persone (sanno difendersi da sole), ma nel rugby la verità e la solidarietà è d’obbligo.

  6. Enzo

    Leggo oggi che Marco ha preso 6 settimane di squalifica, che per il gesto violento mi sembra una sanzione equa, anche perchè non è recidivo.
    Non capisco il metro di giudizio, perchè per un gesto simile, con conseguenze simili, lo scorso anno un giocatore dell’ASR Milano ha preso 5 mesi di squalifica (3 mesi di base , + altri 2 per delle aggravanti, che magari ci stavano. Comunque 3 mesi di base).
    Vi garantisco che i sentimenti di angoscia e paura di aver fatto veramente male all’avversario erano gli stessi di quelli provati da Marco, ma sicuramente c’è stata una differenza di sentimenti nell’apprendere la sanzione (15 giornate di squalifica contro 4 giornate , calendari alla mano).
    Dipenderà molto da quanto ha scritto l’arbitro.

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