Lo scorso giugno, quando si era iniziato a parlare del progetto di collaborazione tra FIR e CSI per portare il rugby negli oratori italiani ho usato la parola “rivoluzione”. Perché la prospettiva che la palla ovale potesse entrare in oltre seimila strutture oratoriali dislocate capillarmente in tutta Italia, dando così una nuova opportunità di scelta sportiva/agonistica/educativa a migliaia di ragazzi sono oggettivamente una rivoluzione per il nostro movimento. Una rivoluzione che però darà i suoi risultati a medio/lungo periodo.
L’annuncio e la fase embrionale del progetto è ormai di quasi un anno fa. A che punto siamo oggi? L’ho chiesto a Massimo Achini, presidente del CSI nazionale.
“La cosa difficile negli accordi con le federazioni – inizia Achini – è quella di passare dalle convenzioni alla collaborazione, cosa non affatto semplice e immediata. Il percorso intrapreso con la FIR procede piuttosto bene un po’ ovunque, anche se al momento ci sono punte già avanzate solo in Veneto e Toscana”.
Quale la diffusione del progetto fino ad ora?
“Direi che oggi siamo al 20% della capacità totale. La mia speranza è che da settembre, con la nuova stagione, si possa partire veramente con una attività settimanale continuativa in maniera tale da raggiungere il 50/60% delle nostre potenzialità nel giro di un anno”.
Quali le difficoltà principali?
“Sono soprattutto di tre ordini. L’impiantistica, con campi non sempre facilmente ottenibili o convertibili. In secondo luogo non ci ha aiutato l’aver iniziato a lavorare a stagione praticamente già cominciata, per questo confidiamo nella prossima. Infine c’è il problema degli istruttori-allenatori: ricordo infatti che per noi è fondamentale che ci sia una progettualità educativa che vada comunque al di là dello sport”.
Trovare tutti questi allenatori/istruttori però non è semplice…
“Vero. Ma in questo ci sta aiutando molto la FIR e contiamo molto su quello che chiamiamo effetto-moltiplicazione: ogni istruttore formato può prepararne molti altri”.

Nell’estate di due anni fa abbiamo provato nel nostro piccolo a fare propaganda in questo ambito e devo dire che serve molta passione e molta FEDE,di oltre cento adesioni non abbiamo ottenuto un solo tesseramento.Comunque è tutto un bene per diffondere la nostra cultura…:-)
mah….bla bla bla….non credo si vada tanto lontano per come si muovono le cose con il csi, ma soprattutto per il solito problema delle strutture insufficienti o inadeguate….