Fotogallery: i Saraceni e i Leoni visti da Marco Sartori

Qui le immagini di Marco

Mourad Boudjellal, un presidente in piena sindrome-Mourinho

“Il rugby francese è razzista, è espressione di una Francia conservatrice, incapace di guardare avanti. Io stesso ho subito insulti razzisti negli stadi e ricevo lettere dove mi chiamano sporco arabo e che mi invitano a tornare in Algeria. Nessuno può darmi lezioni di moralità ed educazione, specialmente nel mondo del rugby”.
Mourad Boudjellal, presidente del Tolone, su La Provence, di oggi. Fermatelo, please.

Foto del giorno: non svegliate il Castro che dorme…

Juan Martin Hernandez, tra occhiolini parigini e sirene neozelandesi

Un pezzo di Nuova Zelanda guarda all’Argentina, o meglio a un argentino. Lui è Juan Martin Hernandez, detto El Mago. Giocatore fantastico che ha dovuto saltare il Mondiale 2011 per un brutto infortunio. Il pezzo di Nuova Zelanda interessata a lui sono i Blues di Auckland, franchigia di Super Rugby. Che farà El Mago? Resterà al Racing Metro? Cederà alle lusinghe dell’altra squadra parigina, il rinato Stade Francais (squadra dove tra l’altro Hernandez ha già giocato)? O subirà il fascino dell’esotica Nuova Zelanda?

Aironi e Benetton, le due facce dell’Italia che fanno fare domande anche all’Europa

Who’s hot… and who’s not! è una popolare rubrica di Planet Rugby, una sorta di “il meglio e il peggio” della settimana ovale.
Nell’ultimo appuntamento si parla delle due principali squadre italiane, ovviamente – e purtroppo – in due maniere molto diverse. Ecco come

Treviso: Three cheers for Italy’s top side after they came within a hairsbreadth of toppling the champions of England. Sarries can consider themselves somewhat lucky after the Benetton Boys had a try turned down in the dying minutes by the TMO with a controversial call.

Aironi: In six rounds of Heineken Cup competition, Italy’s not-so-new franchise were the only team who failed to pick up a win. In fact, they didn’t even get a point in Pool Four. Not a single one. Some fans are now questioning whether they deserve an automatic place in Europe’s top competition. It’s a tough call because they have the playing personnel to make an impact and Treviso have shown that with a bit of time Italian teams can be competitive. But just how much time do they need?