Sul “caso Piacenza”: finiamola subito con il complottismo

“Che merda!”. E questo va bene. “Dovrebbero radiarli a vita!!!”. Un tantino giustizialista, magari, ma ci può stare. “Guarda caso proprio adesso che l’Italrugby si appresta a riempire lo stadio Olimpico…”. Ecco, questo no.
Sono alcune reazioni a caldo che hanno cominciato a diffondersi nel web subito dopo l’esplosione del caso-Piacenza.
Permettetemi di mettere subito qualche paletto: il complottismo non porta da nessuna parte e ci fa avvicinare terribilmente e pericolosamente a mondi da cui da sempre prendiamo le distanze. Quelli dove quando succedono queste cose si parla subito di “casi isolati”, di “mele marce”. Quei mondi dove si attacca a prescindere quando sul banco degli imputati c’è un avversario e dove si difende a prescindere quando su quello stesso banco c’è un amico.
Chi pensa che il rugby – o qualsiasi altro ambiente – sia un’isola felice dove tutto funziona secondo le regole, dove tutti si vogliono bene e vige l’armonia universale è un illuso. Il rugby è fatto di persone, e persone poco corrette ce ne sono ovunque.
La differenza la fanno solo gli anticorpi, la capacità cioè di “isolare” subito questi comportamenti e in seconda battuta di sanzionarli adeguatamente. Questo, a mio modestissimo avviso, è la caratteristica che deve distinguere questo ambiente. L’amore universale – per quanto bello – lasciamolo alle utopie. In compagnia del complottismo.

PS: vorrei spezzare una piccola lancia a favore dei complottisti: non sono d’accordo con le vostre tesi, ma effettivamente titoli così fanno davvero arrabbiare…

11 pensieri riguardo “Sul “caso Piacenza”: finiamola subito con il complottismo”

  1. complottismo? non direi. complimenti per quanto scritto, mi sembra sintetizzi bene ciò che chi ama d’avvero il rugby dovrebbe dire di questa triste vicenda

  2. Complottismo no, ma c’è già chi ci sta speculando su. Comunque, una brutta pagina per il rugby nostrano: speriamo si faccia chiarezza e pulizia in tempi rapidi.

  3. sono d’accordo, pensare che il rugby sia un’isola felice nel mondo è pura illusione. tutti gli insegnamenti che questo sport può dare, valgono solo al netto delle scelte individuali di ciascuno: uno prende le lezioni e poi decide se applicarle.
    in un paese come il nostro credere che solo per il fatto di giocare a rugby renda immuni da cattive scelte è stupido.

  4. Questo è il titolo… La storia – Il rugby italiano e la cocaina… appena sotto la notizia copia/incollata dalle Agenzie…. ottimo esempio di giornalismo… lo sforzo immane è stato partorire un titolo (sbagliato perchè non contiene la notizia) e inserire nell’occhiello ‘La storia’… lo dico da anni che ormai fanno i giornalisti cani e porci…

  5. io penso che oggi mi sento come se avessi ricevuto una pugnalata nel cuore perchè ho sentito la notizia e mi ha fatto tristezza sapere che certe cose accadono anche nel mondo del rugby.Sono rimasta delusa molto da questa vicenda perchè sono tifosa di questo sport che dovrebbe essere nobile ed invece forse non lo è per qualcuno perchè la nobiltà di questo sport dovrebbe essere dimostrata dal fatto di rispettare gli avversari,e chi si droga per far vincere la squadra contro gli avversari non rispetta nessuno manco se stesso.

    1. Ma basta con sto “mondo del rugby” è un ex-giocatore che è stato arrestato. Punto. Il mondo del rugby non c’entra un cazzo… se arrestano un imbianchino non vuol dire che tutti gli imbianchini sono delinquenti. I bastardi sono quelli che fanno titoli che hanno attinenza con la realtà.

  6. Sul tg1 stasera in prima pagina si parlava di questo scandalo,piu volte gli arrestati venivano nominati e chiamati rugbysti.Non si e’ mai parlato di rugby sul tg1,solo stasera….

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