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Challenge Cup, numeri di un disastro chiamato Italia.

199 punti fatti e 1036 subiti, 24 sconfitte, nemmeno una vittoria.
L’articolo potrebbe chiudersi qui. Che si può dire di altro o di diverso? Non si può parlare di sfortuna, di destino baro o appellarsi ad alcun alibi. Le parole che vengono in mente così a caldo sono impreparazione, sicuramente un gap tecnico enorme ma anche uno scarso interesse verso una manifestazione che evidentemente viene vissuta dai club italiani più come un impiccio piuttosto che con una possibilità di crescita.
Un anno fa i punti subiti erano stati addirittura superiori – 1088 – ma le quattro italiane (le stesse di questa edizione) ne avevano segnati quasi cento in più, 290. E c’erano state anche tre vittorie, una delle quali di prestigio, quella dei Cavalieri su Connacht.
Quest’anno zero assoluto. Anche la FIR, annusato l’andazzo, in questa edizione non ha messo a disposizione il bonus economico di 10mila euro per ogni punto portato a casa, anche se le sarebbe convenuto fare il contrario (un anno fa furono 15, quest’anno appena uno).
Bisogna assolutamente ripensare la nostra partecipazione. Diminuendo le squadre, creando delle franchigie ad hoc. Piuttosto mandando una selezione di giovani già nel giro delle nazionali, quantomeno per farsi un po’ di ossa. Non lo so, non sta a me pensare a soluzioni. Ma chi lo deve e lo può fare lo faccia il più presto possibile. Altrimenti non vedo perché l’ERC debba tenere fuori dalla porta della partecipanti squadre spagnole o romene, tanto per fare esempi.
Che non si può più leggere di “prove d’orgoglio” e di uscite dal campo “a testa alta” – come purtroppo è avvenuto – davanti a ko contro squadre che non sono certo lo Stade Francais o gli Wasps.

Heineken Cup, chi c’è e chi non c’è ai quarti di finale. E il bilancio delle italiane

Munster-Ulster
Edimburgo-Tolosa
Saracens-Clermont
Leinster-Cardiff

Questi gli abbinamenti dei quarti di finale della massima competizione per club dell’emisfero nord. Si gioca il 5, 6 e 7 aprile.
Salta subito agli occhi la preponderanza di squadre celtiche (5 su 8) e soprattutto quelle irlandesi, ben tre su un totale di quattro franchigie partecipanti al torneo. Un risultato davvero rilevante per l’isola verde smeraldo. L’anno scorso erano state “appena” due le irlandesi qualificate ai quarti. Quello che colpisce è che nella scorsa edizione a rimanere fuori a sorpresa fu il Munster. A passare furono il Leinster – poi trionfatore del torneo – e l’Ulster, come quest’anno. La franchigia di Belfast quindi ripete l’exploit di 12 mesi fa. Non si può più parlare di sorpresa.
Le francesi sono due, un anno fa erano invece tre. Insomma, siamo lì.
La nota dolente è quella che riguarda l’Inghilterra: solo i Saracens campioni in carica della terra d’Albione vanno ai quarti. L’intera pattuglia britannica è stata stoppata, a partire dai Saints finalisti di un anno fa fino agli Harlequins che in patria hanno dominato la stagione da settembre a dicembre. Fuori anche Leicester. E se si pensa che pure i Saracens se la sono vista davvero brutta…

Capitolo Italia. Strepitosa Treviso, soprattutto in casa. Al Monigo Biarritz è stata sconfitta, gli Ospreys hanno strappato un pareggio all’ultimo minuto e i Saracens hanno vinto concedendo un punto di bonus e soffrendo in maniera pazzesca per 80 minuti.
Meno bene il XV di Smith in trasferta, dove soffre un po’ di più il gap tecnico e di esperienza. Scolpita però negli occhi la prova di Biarritz, dove la squadra veneta ha giuocato per oltre un’ora in 14 e menando le danze fino al minuto ’70 prima di cedere fisicamente.
I biancoverdi sembrano sul punto di spiccare davvero il grande salto. Bravissimi e insostituibili.
Discorso purtroppo diverso per gli Aironi. Partiti bene – in Pro12 – a settembre, è stato poi un continuo calare fino al disastroso 82 a 0 preso in casa dal Clermont. La franchigia emiliano-lombarda ha rimediato 6 sconfitte in 6 partite senza mai dare l’impressione di potersela giocare o intimorire l’avversario. Lo score parla di 51 punti fatti a fronte di 274 subiti. Un anno fa c’era stata almeno la vittoria sul Biarritz, squadra che poi aveva vinto il girone. Così non si può andare avanti.