Matfield vs i giocatori robotizzati, quelli che fanno ma non capiscono

Victor Matfield è un monumento del rugby sudafricano e mondiale. Dopo 110 caps con la maglia verde-oro ha detto basta alla nazionale, ma l’occasione rappresentata dalla pubblicazione del suo libro ha offerto alla seconda linea l’opportunità di rendere note alcune sue considerazioni. che probabilmente non faranno un gran piacere ai suoi colleghi. Matfield infatti si dice sicuro che molti giocatori oggi non sanno quello che fanno in campo, non capiscono il gioco e non sanno perché devono fare alcune cose e non altre.
Matfield parla di giocatori ormai robotizzati e poi propone la sua ricetta: “C’è necessità di schemi e strutture, ma i giocatori devono capire quegli schemi e quelle strutture. Devono sapere perché viene loro richiesto di fare certe cose. Molti atleti oggi fanno quello che chiedono gli allenatori senza fare però alcuno sforzo per capire il ragionamento che sta dietro a quelle richieste”.

4 pensieri riguardo “Matfield vs i giocatori robotizzati, quelli che fanno ma non capiscono”

  1. concordo pienamente con il grande Victor…e aggiungo un ulteriore considerazione…quei giocatori che lui chiama robotizzati sono soprattutto australiani…quei tanto lodati superman dati per vincenti già due mesi prima della coppa del mondo e poi sappiam tutti come è andata a finire…per carità dei signori giocatori ma se le cose non girano per il verso giusto si sfaldano…e signori non fantastichiamo tanto sulle ultime prestazioni del baby O’Connor perchè alla fine della fiera c’è una legge che dice che invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia ergo puoi cambiare di ruolo ad un giocatore robotizzato o come dice il buon Munari standardizzato ma alla fine quello sempre hai KEEP IT REAL!!

  2. diciamo però che lo stereotipo del rugbyman “robotico” che non pensa, che quando prende il pallone corre è basta, è molto diffuso (nel mio piccolo girava la battuta “cosa pensi quando ti do la palla?” “non penso, avanzo”).
    non per nulla, i grandi campioni sono quelli che hanno testa, fantasia, che leggono il gioco e le azioni… vedasi Shane Williams, O’Driscol….

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