L’Italia che ci aspetta, quella di Brunel

di Ivan Malfatto, per Il Gazzettino

«Se lasci lo spazio tutti sono capaci di giocare». Comandamento numero uno, difesa e pressione. «Difendere non è solo giocare senza palla, ma creare problemi a chi la possiede per fargliela perdere». Comandamento numero due, palloni di recupero e contrattacco.
Non l’avrà detto agli azzurri proprio così, ma i concetti erano questi. Molto chiari. Jacques
Brunel ha martellato per due giorni nel suo primo raduno a Parma l’ltalrugby sull’importanza della fase e dell’attitudine difensiva. È stata una full immersion dove il nuovo ct francese ha già iniziato a tracciare una linea di discontinuità con Nick Mallett per idee tecniche, valutazione degli uomini e atteggiamenti personali. Ecco quelle che hanno più colpito i giocatori.
DIFESA. Brunel chiederà una linea aggressiva, che provi a salire rapida per rubare spazio
all’attacco. Non attendista come quella vista in Coppa del Mondo. Dovrà fare un movimento
rovesciato e non scivolato. Con gli uomini più lontani dall’ovale
a salire maggiormente per chiudere verso il punto d’incontro.
CONTRATTACCO. L’obiettivo sarà non solo fermare l’avanzata, ma recuperare palla e
contrattaccare. Statistiche alla mano, molte mete oggi nascono dal contrattacco. Cioè dall’efficacia e dall’attitudine del sistema difensivo.
FORTI, RAPIDI & XV. Per realizzare tale sistema schiererà i primi 5 uomini di mischia (li
ha definiti forti) al centro della linea e quelli rapidi (terze e trequarti) ai lati. In allenamento
ha scelto due schieramenti XV contro XV, riproducendo la situazione del match e inducendo
la linea a pressare, non aspettare. Mallett invece faceva schierare la linea dei 5 difensori in
mezzo al campo e la opponeva alternativamente a due attacchi di 8 uomini schierati sulle linee dei dieci metri. Così la difesa era più portata ad aspettare e scivolare all’esterno.
NUMERO 9. Il mediano di mischia con Mallett era impegnato sulla linea a placcare con
gli altri. Con Brunel avrà il compito di regista della difesa. Giocherà alcuni metri dietro di
essa per coordinarla. Gli verrà chiesto di essere soprattutto un grande comunicatore con i compagni (…)
ASSISTENTI. Brunel deciderà in prima persona anche l’attacco e la strategia complessiva.
Agli assistenti Troncon (trequarti), Orlandi (avanti) e Doussy (calci) spetterà solo la preparazione dei reparti.
ITALIANO. Ha colpito i giocatori il fatto che il ct da subito si sia sforzato di parlare in italiano, a differenza di alcuni predecessori spesso con il traduttore a fianco. Un segno di professionalità e coinvolgimento. L’augurio è che Brunel non faccia come Mallett, tornato a parlare inglese (almeno con i giornalisti) quando le cose all’Italia sono iniziate ad andare male.

4 pensieri riguardo “L’Italia che ci aspetta, quella di Brunel”

  1. Mallett che ricordi io ha quasi sempre parlato sempre e cmq in italiano, ha iniziato a parlarlo dopo due anni anche perche’ e’ di madrelingua inglese. Sbaglio, o l’ha detto in italiano che i giornalisti non capiscano un c…o? O vuoi dire che si defilava rispetto alla squadra, non prendendosi le responsabilita’?

    Poi, la blitz defence devi anche avere gli uomini per farla. Bocchino e garcia si sono sfasati di 15cm ed abbiamo preso meta. La differenza dei giocatori crescera’ anche con la competenza dei giocatori in celtic, e la capacita’ di eseguire il piano di difesa.

    Non farti tirare in mezzo a queste cose, i risultati li vedremo sempre sul campo. E poi… Vae victis. Sono pagati bene anche per quello.

    1. CONCORDO PIENAMENTE…NON C’E’ ALTRO DA AGGIUNGERE SE NON CHE MALFATTO CHE IO CONOSCO DI RUGBY NON NE CAPISCE GRAN CHE…TUTTI PROFESSORI!!!!

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