Nella tarda mattinata di giovedì a Bologna verrà presentato a tutta la stampa il nuovo ct azzurro Jacques Brunel. L’uomo più volte inseguito dal presidente Dondi che dopo anni di rincorsa (lo voleva già nel 2003) riesce a portarlo sulla panchina italiana. Inutile dire che ci si aspetta molto da lui e ci si augura che possa avere quella libertà di movimento che Mallett non ha avuto, non si sa se per paletti altrui o demeriti propri.
Di Brunel ormai sappiamo tanto, della sua carriera, delle sue caratteristiche. Abbastanza anche delle sue idee. A me sembra una fortunata sintesi tra la fantasia tipicamente transalpina e la compattezza e la tignosità basco-pirenaica. Magari mi sbaglio, ma spero di no, ma potrebbe davvero essere l’uomo giusto al posto giusto.
Il debutto a inizio febbraio al Sei Nazioni, ma la prima vera Nazionale targata Brunel la vedremo probabilmente nel tour estivo di giugno. Il massimo torneo continentale è infatti troppo a ridosso del Mondiale, troppo poco il tempo a disposizione del nuovo ct per avere a che fare con i giocatori. Un Sei Nazioni di transizione quindi, anche se tra la prima partita con la Francia e l’ultima con la Scozia potremmo vedere due squadre azzurre piuttosto diverse.
Ma le impressioni di cui parlo nel titolo del post non hanno a che fare con la carriera del nuovo allenatore. Sono proprio impressioni epidermiche dovute a due momenti molto diversi tra loro. Il primo, un fortuito incontro vis-a-vis in quel di Rovigo a metà giugno, dove si stava giocando il Mondiale Juniores. Brunel era in fondo alla tribuna, in disparte, con un collaboratore e sembrava un tifoso qualunque. Cosa ha detto? Assolutamente nulla, ma ha accettato una fetta di torta offertagli da alcuni amici (era una Sbrisolona), dimostrandosi molto più affabile di quanto l’aspetto un po’ austero lasci presagire.
Impressione confermata anche dal secondo momento, questo solo televisivo. Sky infatti da qualche settimana sta passando una breve intervista rilasciata da Brunel a Diego Dominguez. Una intervista in cui il nuovo ct racconta intenzioni e desideri. E devo dire che quello che ne esce mi piace parecchio. Certo, trattasi di giudizio legato a 15 minuti di tv e a un paio passati su una tribuna del “Battaglini”. Valgono oggettivamente poco. Però, se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo tranquillamente dire che l’alba non è stata delle peggiori. Anche se la giornata è ancora davvero lunga.

Brunel avra’ molti piu’ giocatori di buon livello rispetto ai suoi predecessori. Molti saranno testati a livello almeno celtic, in molti ruoli ci sono gia’ delle ottime soluzioni. Va comunque lasciato lavorare in pace. Dall’estate in poi lo si lasci lavorare e perdere anche per due anni se necessario a costruire una squadra che faccia bene al prossimo mondiale.
Spero non trovi l’ostilita’ che ha trovato Mallett, e se fara’ fare gli stessi progressi che ha fatto fare Mallett, prevede due buoni 6n, e magari la possibilita’ di giocarsi di nuovo i quarti al mondiale.
Come scelta strategica non e’ neanche male. e’ il meno francese dei coach francesi, il perpignan ha sempre giocato con una mischia solida, monster pack. gioco molto concreto e poco scintillante. nonostante dei 3/4 molto forti. incluso qualche centro adattato ad apertura, che fara’ venire la varicella a molti tifosi. Chi si aspetta il gioco champagne ne rimarra’ deluso. io spero che vinca di piu’.
Vincere di più di quasi niente ci vuole poco, Brunel può partire da quel gruppo ben rodato che sono i Leoni di Treviso. Buon lavoro difficile fare peggio di Bergamauro MM!!!!!!
Cosa racconta Brunel in questa intervista su sky?
l’approccio che vuole dare alla squadra, le sue intenzioni e gli obiettivi.
@ivanot, anche perche’ Brunel ha due MM e mezzo affidabili, senza contare Botes. Quanti ne aveva Mallett? Ancora con sta storia di Mauro a MM…. Metti che Mallet non aveva ne’ apertura, ne’ estremo.
Brunel se non guarda in faccia chi ha sponsor potenti e chiama in nazionale solo chi merita e ha qualità sarà già a metà del lavoro, uno su tutti capitan Pavanello!!!!