LA NUOVA ZELANDA VINCE LA PAURA E CONQUISTA IL MONDO, MA CHE FRANCIA (8-7)

La Nuova Zelanda vince facile, i galletti se ne andranno negli spogliatoi con almeno 30-40 punti sul gobbone… E poi succede quello che non ti aspetti. Gli All Blacks che controllano un primo tempo senza sfondare, poi subiscono una meta e si accende subito nella loro testa la lampadina rossa. Quella con la scritta “Aiuto!”. E la Francia più bella e determinata vista nell’ultimo mese e mezzo di torneo rischia di portarsi a casa il titolo Mondiale. Finisce 8 a 7 con una melina neozelandese di oltre tre minuti per non perdere la palla.

Gli All Blacks “meno All Blacks” degli ultimi anni, leggasi più umili e – vogliamo dirlo? – meno spettacolari. La Francia migliore del torneo, anche se quella dominatrice del Sei Nazioni 2010 era di un altro pianeta. Una partita intensa ma non bellissima sul piano puramente spettacolare. Insomma, una finale Mondiale.
Nel primo tempo meglio i tuttineri, ma non di molto, che comunque meritano il vantaggio. Piri Weepu malissimo al piede (bellissima però una sua “francesina” che ferma una giocata geniale di Trinh-Duc, lanciatissimo) che lascia sul prato 8 punti, ma il 5 a 0 con cui si chiude la prima frazione è il risultato più giusto. La meta di Woodcock nasce da un errore in touche dei galletti, touche in cui però i transalpini si mostrano migliori dei padroni di casa, così come in più generale nelle fasi statiche. Due squadre che giocano in maniera abbastanza speculare con gli All Blacks che non riescono mai a dar fuoco alle polveri dei propri trequarti, frenati forse anche dall’atavica paura di non vincere il Mondiale.
Da segnalare gli infortuni di entrambe le formazioni: prima Parra e poi Cruden devono lasciare il campo.
La partita ha una brusca accelerata all’inizio del secondo tempo: prima un calcio di Donald porta i neozelandesi oltre il break, ma subito arriva la meta di capitan Dusautoir (oggi monumentale) che riapre la partita e mette paura a tutto l’Eden Park. La gara cambia di inerzia: gli All Blacks spingono ma sono attanagliati dalla paura, fanno confusione e molti errori. Più tranquilla la Francia che sposta in avanti il baricentro, gioca meglio e non fa respirare gli All Blacks. I galletti hanno però il demerito di non beccare e alla fine complice una melina – sì, avete letto bene, melina – neozelandese di oltre tre minuti riescono a portarsi a casa un Mondiale dopo 24 anni. Ma che Francia e che fatica!

France New Zealand
Tries 1 1
Pens 0 1
Cons 1 0
DGs 0 0
Score 7 8
France
TRY 48 Min (Dusautoir)
CONV 49 Min (Trinh-Duc)
New Zealand
TRY 15 Min (Woodcock)
PENK 46 Min (Donald)
FRANCE
  • Poux
  • Servat
  • Mas
  • Pape
  • Nallet
  • Dusautoir
  • Bonnaire
  • Harinordoquy
  • Yachvili
  • Parra
  • Palisson
  • Mermoz
  • Rougerie
  • Clerc
  • Medard
RESERVES
  • Szarzewski
  • Barcella
  • Pierre
  • Ouedraogo
  • Doussain
  • Trinh-Duc
  • Traille
NEW ZEALAND
  • Woodcock
  • Mealamu
  • Franks
  • Whitelock
  • Thorn
  • Kaino
  • McCaw
  • Read
  • Weepu
  • Cruden
  • Kahui
  • Nonu
  • Smith
  • Jane
  • Dagg
RESERVES
  • Hore
  • Franks
  • Williams
  • Thomson
  • Ellis
  • Donald
  • Williams

2 pensieri riguardo “LA NUOVA ZELANDA VINCE LA PAURA E CONQUISTA IL MONDO, MA CHE FRANCIA (8-7)”

  1. ma basta con sta lampadina….gli all blacks sono ormai da qualche anno una squadra di operai ma vincente…è nato un nuovo mito…quello degli allblacks che san soffrire…e ha sostituito quello degli allblacks che vincevano facile…io lo avevo già detto dopo il match con l’argentina…una prestazione che ha cambiato la mentalità degli allblacks…adesso sono più umani e terreni…e se devo dire la verità, li apprezzo di più….e nonstante questo sono continuano ad essere al 98% dei VINCENTI!!!!! punto e basta

  2. concordo con Filippo e vorrei dire due parole sul termine “melina”:
    noi lo usiamo in termini calcistici, e ovviamente con intento doppiamente dispregiativo, ma chiunque abbia giocato sa perfettamente che tenere la palla in quel modo vuol dire prima di tutto saper soffrire in maniera titanica, dato che ad ogni punto d’incontro ricevi tante di quelle botte che ti bastano per i prossimi due anni, e in più vuol dire avere una capacità TECNICA altrettanto mostruosa, per riuscire a non sbagliare mai e invece far cadere l’avversario nell’errore di commettere un fallo, come puntualmente hano fatto i Galletti 🙂
    fosse così facile fare melina, il rugby sarebbe come il calcio: un gol di culo e poi palla in tribuna per 80 minuti, ma guarda caso non lo è, e infatti lo si vede fare pochissime volte e da squadre di altissimo livello e confidenza, tipo l’Inghilterra del 2003.
    gli AB oggi avevano sì le polveri bagnate in attacco, ma in difesa sono stati eccezionali, è solo che noi vogliamo sempre vedere le dieci mete e le giocate “champagne”, mentre in finale deve prevalere l’intelligenza tattica e la disciplina, e guardate che oggi sono stati un MONUMENTO di disciplina!

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