Marco Pastonesi e la (nuova) caduta dell’Amatori Milano. Sperando non sia l’ultima

di Marco Pastonesi, sulla Gazzetta dello Sport di oggi

Come se la Juventus smettesse di giocare. Come se la Pro Recco uscisse dalla piscina.
Come se l’Olimpia non entrasse più in un palazzetto.
L’Amatori Milano — anno di nascita 1927, la genesi nell’Ambrosiana-Inter e un interregno nel Milan di Berlusconi, in tutto 18 scudetti e una Coppa Italia — è fuori dal campionato di rugby. Ma non per sempre. Un anno di stop per poi ricominciare
dalle giovanili.
Riassunto delle precedenti puntate: un anno fa i «Tori» giocano in A-l, torneo
difficile, chiuso in fondo alla classifica, da qui barrage con le ultime di A-2, e la sconfìtta
costringe alla retrocessione in serie B. Il doppio salto in basso fa precipitare anche la situazione finanziaria e societaria, con le squadre giovanili trasferite a un club «parallelo», l’Amatori Junior, e la conseguente penalizzazione di 12 punti nel
nuovo torneo. Quando la nuova stagione sta per debuttare, la proprietà della società passa da un gruppo di vecchi amatori a Walter e Carlo Navarra, costruttori edili, origini aquilane, da 30 anni in Lombardia. Le quote dei vecchi soci vanno ai Navarra in cambio dell’estinzione dei debiti e del rilevamento del marchio.
A fine settembre (la scorsa settimana in realtà, ndr) si tiene una conferenza stampa, all’Arena di Milano, che ufficializza l’inizio della nuova vita.
Ma le disgrazie non sono finite. Perché nell’incertezza generale, fra quelli ingaggiati
da altre squadre, infortunati o a fine carriera, a disposizione del club rimangono
una dozzina di giocatori. I Navarra non si perdono d’animo, e con la collaborazione del manager Giorgio Bartoli, prendono giocatori da San Benedetto del Tronto e Cus Aquila per arrivare al numero legale. Ma quando la richiesta di tesseramento giunge in Federazione, è troppo tardi: non si tratta di «rinnovo», che avrebbe effetto
immediato, ma di «trasferimento », e questo è possibile solo da gennaio. Intanto l’Amatori salta le prime tre giornate di B e, a rigore di regolamento, viene esclusa dal campionato.
«E’ una sconfitta e un dolore — dice Walter Navarra — ma la società esiste, resiste,
continua. Un anno per ricostruire dalle fondamenta. Siamo i primi a esserci rimasti
male: pensavamo di poter contare su un certo numero dei vecchi giocatori, invece alcuni di loro ci hanno ripensato e così non ci siamo più trovati nel numero necessario per giocare ». «Ci credevamo — spiega Mauro Vaghi, ex pilone, designato allenatore dell’Amatori Milano — e ci speravamo. Fino all’ultimo. Paghiamo il tempo perduto nelle trattative, e paghiamo anche il campanilismo con le altre società della zona, ciascuna con la propria storia e identità, uomini e strutture. Vorrà dire che quest’anno getteremo le basi per un reclutamento nelle scuole e nel territorio». «Ero molto preoccupato — confessa Giancarlo Dondi, presidente Fir —. Il terzo forfeit
dell’Amatori sul campo non me lo aspettavo. E il regolamento non ammette altre soluzioni o deroghe». Niente più casacche bianche (o nere). Per rivedere gli eredi dei Dominguez e dei Giovanelli, ci vorrà una nuova generazione.

7 pensieri riguardo “Marco Pastonesi e la (nuova) caduta dell’Amatori Milano. Sperando non sia l’ultima”

  1. scusate ma la storia delle giovanili non è proprio cosi. l’Amatori Junior esiste dal 2006 se non sbaglio.negli ultimi anni l’obligatorieta è stata data dalla Union Rugby . “La Vecchia “dirigenza non ha mai investito sul settore giovanile. Forse è proprio questo l’errore per il quale questa società è caduta in pezzi.
    io ho fatto parte di questa società negli anni d’oro e in quel periodo c’erano più di una squadra per under. la società Amatori era morta da un pò era rimasta solo la Squadra (la seniores) alimentata da qualche soldo per pagare qualche giocatore per entrare in campo.
    forse bisogna ripartire dalla base e capire che oramai il rugby italiano e formato da club prettamente amatoriali dove l’appartenenza al club è importante come succede in altri paesi come inghilterra o argentina.

  2. Mi permetto di aggiungere circa la questione delle giovanili che in realtà tanto c’era scarso credito nella vecchia dirigenza nell’investimento nel settore giovanile – probabilmente a causa dell’eccessivo autoritarismo e centralismo – quanto era presente e palpabile la nolontà dei dirigenti dei junior di scendere a compromessi con la società madre per spirito di appartenenza. In altri termini, la rottura è avvenuta in primis per danaro – e per rispetto non indicherò le cifre – tanto da giungere alla situazione veramente paradossale quando non ridicola di avere 2 società Amatori (la prima squadra e i junior) con la prima squadra che pagava la Union Rugby se non erro per avere i diritti delle giovanili e partecipare ai campionati. Visto che si sapeva che le condizioni finanziarie dell’Amatori non versavano in ottime condizioni, dov’era quel senso di appartenenza che giustamente Pasto cita?

  3. Buongiorno dott. Pastonesi,
    ha scritto “cose”, “situazioni” non vere o parzialmente vere.
    La seguo sempre con rispetto e ammirazione, e così continuerò a fare, ed è per questo che la invito ad informarsi meglio, anzi ad informarsi perfettamente, altrimenti ci pensi una volta in più prima di mettere nero su bianco.
    Grazie.

  4. IL DOTTOR PASTONESI AVRA’ SCRITTO, FORSE, COSE INESATTE… MA DAI COMMENTI CHE LEGGO SI EVINCE PALESEMENTE ODIO, RABBIA E FRUSTRAZIONE NEI CONFRONTI DELL’AMATORI.
    FORSE COLORO CHE HANNO COMMENTATO SONO AVVENTORI DI ALTRI SPORT, NON CERTAMENTE RUGBYSTI OD EX, LO SPIRITO DI QUESTO SPORT E’ BEN ALTRO…
    UN GROSSO AUGURIO A TUTTO IL MOVIMENTO RUGBYSTICO MILANESE.

  5. ripartire dalle giovanili è l’unica soluzione, ma chi prenderà in mano l’amatori deve capire per prima cosa che ci vorranno almeno 10 anni prima di costruire qualcosa di serio e in secondo luogo che soldi da gadagnarci non ce ne sono, anzi bisogna metterceli. Speculazioni commerciali e sportive hanno portato alla disfatta dell’amatori. E oprattutto spero che l’amatori vada in mano a gente capace e soprattutto umile. Io da ex-giocatore amatori sono rammaricato ma allo stesso tempo penso che ripartire dalle giovanili sia l’unica soluzione. Avrei anche altre cose da dire ma non voglio alimentare polemiche inutili. w il rugby.

  6. AMATORI RUGBY MILANO JUNIOR nasce da chi per circa 8 anni ha tenuto alta la bandiera dell’AMATORI MILANO con le sole giovanile, visto che la seniores si era fusa con CALVISANO e giocava in quel bresciano. Poi quando i Seniores ricominciano a Milano è di tutta evidenza la differenza di mentalità e di competenza tra la dirigenza delle giovanili e quella dei seniores; invenitabile la separazione. E così il progetto GRANDE MILANO fondato anche da AMATORI viene continuato dalla Junior mentre la collaborazione tra UNION RUGby e AMATORI senior naufraga dopo tre anni , probabilmente per gli stessi motivi che hanno causato la frattura tra Junior e Senior. Ora la speranza è che AMATORI senior finalmente ritorni sulla piazza con una linea di comportamenti degni del nome che rappresenta; è l’augurio e la speranza di tutta l’AMATORI JUNIOR.

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